“Futuro Fantastico”, la 50esima edizione di Santarcangelo Festival, diretta da Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande della compagnia Motus, non sarà annullata né posticipata, ma si ripensa in un progetto culturale in tre atti della durata di un anno.

La rivoluzione del computer nel progresso delle comunicazioni umane “può cambiare il mondo”, scriveva Isaac Asimov nel 1989. “Tanto per cominciare, le comunicazioni attraverso la rete dei computer possono spazzare via le distanze. Possono far apparire il globo piccolo come il nostro quartiere, e ciò può avere una conseguenza importante: lo sviluppo del concetto di umanità come società singola, non come una serie di segmenti sociali interminabilmente e inevitabilmente in guerra fra loro”.
Forse, il Futuro fantastico immaginato dallo scrittore non si è compiuto nella sua forma più ottimistica, ma il periodo di pandemia che il mondo sta attraversando ha certamente portato alla luce anche gli aspetti più virtuosi della tecnologia, che ci permette di comunicare, apprendere e creare anche nell’inevitabile distanziamento – che è fisico, ma non sociale. Anche il settore artistico, performativo e non, si è riversato sul web, dando vita a progetti streaming o radiofonici, ripensandosi virtualmente nella momentanea impossibilità di far coabitare i corpi in uno spazio condiviso. E mentre timidamente ci si riaffaccia alla vita, mentre si muovono i primi cauti ed esitanti passi per le strade, il settore teatrale, che ha visto le sue stagioni interrompersi bruscamente – almeno per come le conoscevamo –, si trova dinanzi a un nuovo impellente interrogativo, se non altro sul piano temporale: il destino dei festival estivi. Realtà vivaci e importanti nel panorama italiano, che si trovano oggi ineluttabilmente di fronte all’incertezza che accomuna la società tutta, in questo tempo scandito dal virus.
Tuttavia, l’incertezza – che, sebbene in altre forme, non è nuova al mondo dello spettacolo dal vivo – può essere occasione per una rinnovata spinta creativa, per riformulare i propri parametri, anche senza rinunciare alla presenza, elemento fondante delle arti performative. Il teatro contemporaneo, inoltre, grazie alla flessibilità che lo contraddistingue, può diventare un punto di riferimento per pensare possibilità nuove e diverse di ripresa delle attività.

Santarcangelo Festival 2050. Il manifesto
Santarcangelo Festival 2050. Il manifesto

IL PROGRAMMA DI SANTARCANGELO FESTIVAL

Una delle proposte che appaiono più interessanti, in questo senso è quella avanzata da Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande (fondatori della compagnia Motus) per Santarcangelo Festival, giunto quest’anno alla cinquantesima edizione. Santarcangelo 2050 immaginava e disegnava questa edizione proprio a partire da quel Futuro fantastico di Asimov, che prevedeva “una società di intensi fermenti creativi, gente che comunica con altra gente, pensieri nuovi che sorgono e si diffondono a una velocità mai immaginata prima, cambiamenti e novità che riempiranno il pianeta”. Ed è con lo stesso spirito utopistico, ironicamente più che mai attuale, che Motus non annulla né posticipa il festival, bensì lo trasforma, dilatandolo in un progetto culturale della durata di 12 mesi – riconfermando così la direzione artistica alla compagnia anche per il 2021.
Si tratterà di un programma in tre atti, il cui programma dettagliato sarà annunciato a giugno, che riparte dal rapporto con lo spazio pubblico e con i suoi abitanti, vocazione caratteristica di Santarcangelo sin dai tempi di Piero Patino. Il primo direttore dell’ormai storico festival affermava infatti nel 2010: “Fin dall’inizio c’è stata un’idea, quella di fare teatro in mezzo alla gente e per la gente. E non per farla divertire, ma per farla pensare”. Salvo l’introduzione di categoriche misure restrittive si partirà, dunque, dal 15 al 19 luglio 2020, con un primo atto previsto negli spazi all’aperto che fortunatamente non mancano nella cittadina romagnola. Nel rispetto della sicurezza di tutti, il pubblico sarà limitato e i performer che animeranno questa prima parte del festival saranno, per forza di cose, italiani. Ma il localismo non spaventa gli organizzatori, “quando si riparte” – raccontano – “è necessario prima di tutto guardarsi in faccia e contare sulle alleanze di lunga data, sui legami di fiducia e gli impegni solidali. È anzi occasione imprescindibile per spostare il fuoco sul nostro paesaggio teatrale martoriato dal lockdown e dalle discrepanze dei sussidi. Alta è l’attenzione al rilancio economico, non solo relativamente al festival, ma al territorio che abita. L’incontro con il pubblico, con la dimensione sociale, resta il cuore pulsante delle arti sceniche, così Nicolò e Casagrande stanno modulando nuove strategie per permettere questo incontro, combinando la fruizione dal vivo a un palinsesto televisivo e piattaforme streaming. Già attiva su Facebook, nel frattempo, è la piazza virtuale del Dream Suq  سوق الأحلام, mercato di scambio di idee e desideri, “collettore aperto di proposte-sogni-visioni culturali/artigianali, locali e internazionali”, di cui abbiamo precedentemente parlato. Inoltre, in collaborazione con la casa di produzione cinematografica Dugong, Motus pensa a una documentazione dell’intero processo, “un documentario sulla capacità adattiva dell’immaginazione”.

Reconnection with Nature #2, photo Katia Giuliani
Reconnection with Nature #2, photo Katia Giuliani

IL FESTIVAL IN INVERNO

Il secondo atto di Santarcangelo 2050, Winter is coming, si terrà nell’inverno 2020/21 negli spazi del Teatro Lavatoio, i cui lavori di ristrutturazione dovrebbero concludersi durante l’estate. Sarà un focus dedicato alle realtà emergenti, volto a valorizzare, dare respiro e visibilità all’anello più debole del settore, messo ulteriormente in difficoltà dall’attuale crisi. L’ultima tappa sarà a luglio 2021, quando il festival potrà ritrovare la sua dimensione internazionale, posticipando, con dovute e inevitabili trasformazioni e riadattamenti, i progetti pensati per quest’anno.
L’intero festival si ripensa, così, come atto collettivo, coinvolgente tutte e tutti, per affrontare il futuro come “atleti del cuore”. “Un festival è anche una festa e un rito sensuale e comunitario, che immunizza dalle paure e facilita le relazioni inceppate dal tempo, un festival produce ossigeno, e accende fuochi immaginativi ed emozionali, è catartico e costruttivo”.
Al di là del risultato artistico, afferma ancora Enrico Casagrande su Radio Popolare, l’intento è soprattutto quello di creare un momento in cui si riesca a stare insieme in tranquillità, a guardarsi negli occhi, corpi presenti e vivi in uno spazio comune.
Dunque ci vediamo nel futuro, speriamo, fantastico.

Margherita Dellantonio

https://www.santarcangelofestival.com/

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Margherita Dellantonio
Laureata in Beni Culturali con un percorso ibrido tra la storia dell'arte e dello spettacolo, i suoi studi e la sua ricerca si concentrano attualmente sulle arti performative contemporanee. Ha collaborato al progetto editoriale "93 % - materiali per una politica non verbale" ed è tra i fondatori della rivista di critica teatrale "Le Nottole", legata all'Università di Roma La Sapienza. Si occupa inoltre di organizzazione di eventi teatrali e culturali, ambito nel quale ha collaborato, tra gli altri, con La Joven Compañía, residente a Madrid, e con il Teatro di Roma - Teatro Nazionale.