Il teatro di Ligia Lewis a Milano per una notte. In una chiesa diventata studio d’architettura

Cosa c’entrano una chiesa sconsacrata, un noto studio d’architettura e una coreografa di fama internazionale? Lo spiega Ligia Lewis. Ma accade tutto in un’unica notte, tra performance e architettura. Ecco tutte le immagini.

“Voglio rovesciarti ed entrare nella tua pelle”. Così, nella chiesa sconsacrata di San Paolo Converso, ora sede dello studio CLS Architetti, Ligia Lewis ha aperto la sua ultima performance Minor Matter. A prevalere, nei corpi e nella scenografia ridotta ai minimi termini nonostante l’opulenza barocca di altare ed affreschi, è il nero, motivo formale e semantico. La danza, sgrammaticata e bestiale, è infatti un inno scomposto alla negritudine come condizione esistenziale. Un gioco di aggregazione e disgregazione, dove l’armonia lascia il posto alla fatica, la leggerezza al “peso” della carne, quanto mai inopportuna in una chiesa che, al buio e in silenzio, rivendica i suoi antichi fasti. Lo sfondo sonoro è protagonista: dal barocco all’industrial all’elettronica berlinese, segue e rimarca il passaggio dall’ambiente all’uomo, dall’età dell’oro a quella del ferro. “Black Black!”, urla la Lewis in chiusura. Si spengono i riflettori.

– Marta Milasi 

www.converso.online

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Marta Milasi
Marta Milasi è autrice ed editor-in-chief dell’e-commerce al femminile mysecretcase.com, per il quale cura delle rubriche settimanali su UrbanPost, Marie Claire, Donna Moderna e Lahar Magazine, tra gli altri. Scrive di arte, design ed illustrazione su Polkadot e MilanoFree ed insegna scrittura creativa presso alcune associazioni culturali di Milano. Laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Milano con una tesi su Dostoevskij, ha iniziato a guardare film d’autore a 5 anni e non ha più smesso. Oltre al cinema, ama l’arte contemporanea, le arti grafiche, i romanzi russi e le poesie italiane. Non se la cava affatto male con la musica, di cui è ottima conoscitrice.