La grande paura di Hitler era la cultura. Su Sky Arte il documentario sull’arte degenerata
Arriva su Sky Arte “La grande paura di Hitler. Processo all'arte degenerata”, il film che racconta la guerra del nazismo contro l’arte moderna. A partire dalla storica mostra di Monaco del 1937
Siamo a Monaco, nel 1937. Presso l’Istituto di Archeologia nell’Hofgarten (luogo scelto per le sue stanze scure e opprimenti), viene organizzata una rassegna destinata a segnare la storia della cultura del Novecento: la Die Ausstellung “Entartete Kunst”, ovvero la Mostra dell’arte degenerata, un evento pubblico voluto dal regime nazista con l’obiettivo di deridere e condannare apertamente l’arte moderna e i suoi principali esponenti. Organizzata da Adolf Ziegler, la mostra riuniva oltre seicento opere confiscate ai musei tedeschi, selezionate perché considerate incompatibili con i principi di purezza e ordine cari alla dittatura. Fu il culmine di una campagna che mirava a cancellare per sempre artisti come Henri Matisse, Max Beckmann, Vincent van Gogh, Otto Dix, Marc Chagall, Pablo Picasso e Amedeo Modigliani. Le loro opere vennero rimosse dalle sale dei musei di appartenenza, distrutte, vendute o esposte come reperti da denigrare.
Il docufilm “La grande paura di Hitler” su Sky Arte
A quasi novant’anni da quel drammatico evento, un nuovo documentario ne ripercorre le ragioni e gli sviluppi, ricostruendo la “mostra degli orrori”, prendendo spunto da una rassegna organizzata lo scorso anno al Musée Picasso di Parigi. Il docufilm si intitola La grande paura di Hitler. Processo all’arte degenerata, e andrà in onda su Sky Arte lunedì 6 luglio alle 21:15.
Il documentario di Sky Arte sull’arte degenerata
Diretto da Simona Risi, su soggetto di Didi Gnocchi, che firma la sceneggiatura insieme a Sabina Fedeli e Arianna Marelli, e con la voce narrante di Claudia Catani, il documentario (prodotto da 3D Produzioni) ricostruisce le tappe che portarono alla mostra del 1937, soffermandosi anche sull’asta tenutasi a Lucerna, in Svizzera, il 30 giugno 1939. In quell’occasione vennero venduti al miglior offerente molti dei capolavori bollati come “degenerati”, alimentando le casse del regime nazista.
L’arte come forma di resistenza
Più di ogni altra cosa, però, il film si pone una domanda: l’arte può essere considerata una minaccia? E ancora: il destino tragico degli artisti bollati come “degenerati” e dei loro capolavori può ancora rappresentare un monito per la tutela della libertà di espressione?
Attraverso materiali d’archivio e le testimonianze dei curatori della mostra di Parigi, di studiosi e storici dell’arte, il documentario cerca di rispondere a questi interrogativi, invitando il pubblico a riflettere su quanto l’arte e il pensiero critico continuino a rappresentare, ancora oggi, strumenti di resistenza contro ogni forma di pensiero unico e presìdi essenziali della democrazia.
Alex Urso
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