Il museo di George Lucas dedicato alle arti narrative aprirà a Los Angeles nell’autunno 2026
Dopo oltre quindici anni di progettazione, tra cambi di sede, ripensamenti e intoppi, l’ambizioso Lucas Museum of Narrative Art si appresta a inaugurare per raccontare il ruolo delle immagini e delle storie nelle relazioni umane. In esposizione la collezione del regista, tra dipinti di celebri autori, fumetti, fotografie e cimeli di Star Wars
Sono passati quindici anni da quando, per la prima volta, George Lucas – regista e sceneggiatore famoso per aver creato le saghe cinematografiche di Star Wars e Indiana Jones – condivideva pubblicamente il desiderio di realizzare un museo che potesse raccontare le arti narrative nelle loro molteplici forme per testimoniare il potere universale delle immagini e delle storie, con un occhio di riguardo al linguaggio del cinema, ma senza escludere fotografia, illustrazioni, fumetti (il regista americano ne è avido collezionista sin dall’adolescenza). Non, quindi, un mausoleo dedicato all’universo di Star Wars – la produzione che ha consacrato Lucas nel pantheon di Hollywood – ma un progetto eclettico e ambizioso ribattezzato Lucas Museum of Narrative Art.
L’epopea del Lucas Museum of Narrative Art
Evidentemente tanto ambizioso quanto difficile da concretizzare. Negli anni sono state numerose le battute d’arresto e svariati i cambi di rotta: originariamente destinato alla città di San Francisco, nel 2014 si pensò di puntare su Chicago, con l’assegnazione del progetto allo studio di architettura MAD, fondato dall’archistar cinese Ma Yansong. All’epoca fu anche individuato il lotto che avrebbe dovuto accoglierlo, affacciato sul lago Michigan nell’area di concentrazione museale in corrispondenza della Northerly Island. Ma un nuovo cambio di fronte, nel 2017 riportò il cantiere in California, a Los Angeles, dove i lavori – sempre diretti da Yansong – sarebbero iniziati l’anno seguente nell’area dell’Exposition Park. Tra ritardi, aggiustamenti, intoppi (leggasi Covid, ma anche diverse controversie legali), la struttura che avrebbe dovuto inaugurare nel 2021 ancora attende di aprire al pubblico. E solo negli ultimi giorni il regista, sempre affiancato da sua moglie Mellody Hobson – imprenditrice che ha condiviso da subito l’ideazione del museo – ha potuto annunciare una data di inaugurazione certa, che rimanda al prossimo autunno.
L’apertura del Lucas Museum of Narrative Art a settembre 2026
Il Lucas Museum of Narrative Art, dalla forma vagamente assimilabile a una monumentale astronave per evocare un viaggio nello spazio e costato oltre un miliardo di dollari, aprirà ufficialmente il 22 settembre del 2026 (ora, sul sito del museo, un countdown scandisce i giorni di attesa), riunendo, in una struttura di quasi 28mila metri quadri, migliaia di pezzi della collezione di Lucas, che includono dipinti, ma anche sculture, fotografie, manifesti pubblicitari e del cinema, fumetti, libri per bambini, street art, scenografie e artifici cinematografici; oltre a bozzetti e costumi originali di buona parte dei suoi film, a partire dalla saga di Star Wars. Oltre alle 35 gallerie espositive (ciascuna intitolata a un sentimento o a concetti che illustrano la condizione umana, dalla famiglia all’amore, all’avventura), il museo ospiterà anche una biblioteca pubblica, sale cinematografiche, un teatro, ristoranti e spazi per eventi: “Le storie sono mitologie e, quando illustrate, aiutano gli esseri umani a comprendere i misteri della vita”, spiega Lucas nell’anticipare quel che sarà “Questo museo viene costruito con la convinzione che lo storytelling illustrato è un linguaggio universale”.
La collezione del Lucas Museum of Narrative Art
Tra le sale si potranno ammirare più di 40mila opere, da Frida Kahlo a Beatrix Potter e Kadir Nelson, dai fumetti di Jack Kirby a quelli di Chris Ware e R. Crumb, e le fotografie di Gordon Parks, Henri Cartier-Bresson, Dorothea Lange. Uno spazio sarà dedicato ai Lucas Archives, tra modellini, oggetti di scena, costumi e schizzi che hanno ispirato le saghe di Star Wars, Indiana Jones e i film più celebri di Lucas. A completare una collezione “fatta di storie”, anche il Separate Cinema Archive, acquistato nel 2019 per essere esposto nel museo e centrato sul cinema afroamericano.
Per disegnare gli esterni, il progetto ha coinvolto Mia Lehrer, che ha lavorato su un campus di oltre 4 ettari e mezzo, ideando paesaggi verdi e giardini pronti a diventare un nuovo parco a disposizione della città.
La partenza, però, si preannuncia in salita: dopo le dimissioni, lo scorso febbraio, della prima direttrice designata (Sandra Jackson-Dumont) e il licenziamento a maggio 2025 di parte del personale già assunto, di recente ha lasciato il progetto, senza apparente motivo, Pilar Tompkins Rivas, curatrice capo e vicedirettrice del dipartimento Curatoriale e delle Collezioni del museo.
Livia Montagnoli
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