The Square di Ruben Östlund. Il film con protagonista un curatore di mostre. Le immagini

Il film offre spunti critici e risvolti satirici, muovendosi intorno al personaggio di Christian, curatore di arte contemporanea di un museo internazionale. Alle prese con l’organizzazione di una mostra.

Una delle scene di The Square
Una delle immagini di The Square

Lui è Ruben Östlund, regista svedese nato nel 1974, figlio della scuola di cinema di Göteborg, co-fondatore della casa di produzione Plattform Produktion, autore dei lungometraggi Involuntary e Play.
Il nuovo film, presentato negli scorsi giorni a Cannes, si chiama invece The Square ed è una storia che nasce dal mondo dell’arte contemporanea. Non è un caso, né una forzatura: la cultura del nordeuropa ha una relazione diretta con l’arte del presente, con cui anche il grande pubblico ha affinità e quotidianità. La storia di The Square, film brillante che offre spunti satirici sull’attualità, gira intorno a Christian, un curatore di successo che lavora al museo d’arte moderna e vive al centro della comunità dell’arte internazionale.

LA TRAMA

Interpretato da Claes Bang il charachter di Christian offre un ritratto molto interessante del personaggio, estremamente compreso nel suo ruolo di curatore. La trama si sviluppa intorno all’opening di una importante mostra intitolata per l’appunto The Square. Nella costruzione dell’esposizione il curatore, alla sua grande occasione, finisce a confrontarsi con una serie di vicissitudini, equivoci, meccanismi (non ultimi quelli che riguardano la relazione con la agenzia di comunicazione che dovrebbe seguire la campagna legata alla mostra), talvolta inattesi, che mettono a dura prova il suo senso morale e le proprie convinzioni. Nel film, che analizza in maniera estremamente critica il settore dell’arte contemporanea, compaiono, come è naturale, molti riferimenti al mondo dell’arte. Un esempio? Dominic West interpreta Julian, un artista che ama uscire di casa in pigiama (tornano immediatamente alla memoria le vestaglie dell’omonimo Julian… Schnabel!), ma non mancano gli episodi che irridono la performing art, spesso nel mirino di questo tipo di rappresentazioni (basti pensare a La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino). Si tratta di una interpretazione fedele del settore dell’arte? A voi il giudizio. Nel frattempo, eccovi il trailer.

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.