Ritorna il weekend delle gallerie d’arte contemporanea di Venezia. Qui la nostra guida: mostra per mostra, sestiere per sestiere 

Dal 27 al 29 marzo le gallerie d’arte di Venezia aprono le porte per inaugurazioni e incontri (tra colazioni, aperitivi, sedute di meditazione e di tarocchi). Abbiamo stilato un itinerario giornaliero del Venice Gallery Weekend 2026 e diviso per Sestiere per chi non vuole perdersi proprio nulla

Con Biennale in arrivo e la primavera ormai iniziata, Venezia entra ufficialmente nel suo periodo di maggiore fervore artistico. Il Venice Gallery Weekend – promosso dalla rete di gallerie Venice Galleries View – sembra sancire l’inizio di questa “stagione”, e proprio perché sappiamo quanto queste situazioni possano essere disorientanti (in particolare a Venezia) abbiamo preparato un itinerario diviso in giorni e sestieri.   

Alberto Villa

Alessandro Casciaro, Ncontemporary. Lisetta Carmi, I travestiti, La Morena, 1965-1967, © Martini & Ronchetti, courtesy Archivio Lisetta Carmi and Ncontemporary
Alessandro Casciaro, Ncontemporary. Lisetta Carmi, I travestiti, La Morena, 1965-1967, © Martini & Ronchetti, courtesy Archivio Lisetta Carmi and Ncontemporary

Venerdì 27 marzo – Dorsoduro e Giudecca 

Il Gallery Weekend 2026 comincia la sera di venerdì, con le prime aperture nel sestiere di Dorsoduro e sull’isola della Giudecca. La più storica fra le gallerie di questa parte meridionale di Venezia – Alberta Pane – organizza un evento su registrazione “fuori sede” (aprendo le porte della sua abitazione a Venezia), per via dei lavori di restauro in corso, con riapertura prevista a maggio. Ma veniamo alle mostre, da vedere rigorosamente con un calice di prosecco in mano.  

Marignana Arte e Marignana Project – Opiemme e Stefano Cescon 

A due passi dalla Peggy Guggenheim Collection, Marignana Arte organizza una visita guidata della mostra in corso, una personale di Opiemme, collettivo artistico e poetico fondato a Torino nel 1998. La mostra, dal titolo Senza Bandiere V.3.0. Divide et impera, indaga le intersezioni tra pittura e poesia, veicolate da libri, giornali e mappe – dispositivi di pubblicazione e comunicazione che recano gli interventi di Opiemme, realizzati negli ultimi 15 anni. Il collettivo sarà presente per visite guidate alla mostra. 
Adiacente allo spazio “madre” di Marignana, e al suo iconico colonnato, l’ambiente Marignana Project inaugurerà Subsistere, mostra personale di Stefano Cescon (Pordenone, 1989). La pratica di Cescon, che integra la cera alla pittura su tela, riflette sul medium da una prospettiva interdisciplinare, che si affaccia alla scultura. 

Dalle 16 alle 20 
Opiemme – Senza Bandiere V.3.0. Divide et impera 
MARIGNANA ARTE 
Stefano Cescon – Subsidere 
MARIGNANA PROJECT 
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Patricia Low Contemporary – Cable of Cobwebs 

Sceglie una collettiva di otto artisti la gallerista svizzera Patricia Low, che per l’occasione del Gallery Weekend inaugura la mostra Cable of Cobwebs. Le opere di Layla Andrews, Anouk Lamm Anouk, KV Duong, Julie Hamisky, Melissa Kime, Yaya Yajie Liang, Enrique Martinez Celaya e Alexandria Smith dialogheranno nello spazio espositivo affacciato su Canal Grande, riflettendo sul mondo naturale e le sue interconnessioni attraverso l’arte contemporanea.  
 
Dalle 17 alle 20 
Cable of Cobwebs 
PATRICIA LOW CONTEMPORARY 
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Ncontemporary & Alessandro Casciaro Venezia – Lisetta Carmi e Jürgen Klauke 

Basta arrivare a Zattere, e la prossima tappa è a sole due fermate di vaporetto. La destinazione è Redentore, sulla Giudecca. Qui ha sede lo spazio condiviso dalle gallerie Ncontemporary e Alessandro Casciaro, che organizzano una bipersonale di artisti cardine della fotografia europea: l’italiana Lisetta Carmi (Genova, 1924 – Cisternino, 2022) e il tedesco Jürgen Klauke (Cochem, 1943). Al centro della mostra, e delle pratiche dei due fotografi, c’è la messa in crisi della normatività identitaria: la serie I travestiti (1965-1971) di Carmi e gli scatti di Klauke dedicati all’ambiguità sessuale indagano da un punto di vista estetico e documentario una lotta ancora non conclusa per la libertà di definirsi, e anche di non farlo.  
 
Dalle 17 alle 20 
Lisetta Carmi, Jürgen Klauke – Insurgent bodies 
NCONTEMPORARY & ALESSANDRO CASCIARO VENEZIA 
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Jason Dodge con Yvo Cho, Keta Gavasheli, Megan Plunkett, Merry Alpern, Felice Tosalli, a cura di Luca Lo Pinto, installation view a Barbati Gallery, Venezia, 2026 © Nicola Morittu
Jason Dodge con Yvo Cho, Keta Gavasheli, Megan Plunkett, Merry Alpern, Felice Tosalli, a cura di Luca Lo Pinto, installation view a Barbati Gallery, Venezia, 2026 © Nicola Morittu

Sabato 28 marzo – San Marco e  Castello 

Di questo Gallery Weekend, il giorno più affollato è certamente sabato: se vorrete partecipare a tutti gli eventi, uscirete la mattina presto e tornerete la sera. Con gli occhi pieni di arte e la pancia di cibo e prosecco, che troverete a colazioni, pranzi e aperitivi – senza nemmeno dover attraversare Canal Grande. Ecco il programma nel dettaglio, partendo dal sestiere di San Marco (che sta accogliendo sempre più gallerie, tra nuove aperture e ritorni di fiamma) e allungandoci poi verso Castello 

Victoria Miro Venice – Etel Adnan, Milton Avery, Ilse D’Hollander 

La sede veneziana della galleria londinese Victoria Miro – poco distante dal Teatro La Fenice – apre le danze alle 10.30, con una sessione meditazione guidata da Margherita Vio. Negli spazi della galleria prosegue invece la mostra inaugurata a metà marzo, una collettiva che già dal titolo Looking Outwards to Look Inwards promette un affondo intimistico ed emotivo attraverso le opere di tre pittori di diverse generazioni (Etel Adnan, Milton Avery e Ilse D’Hollander), accomunati dalla pratica di non dipingere en plein air, ma lasciando sedimentare le esperienze per poi riportarle su tela in studio. Un rapporto pittorico con la realtà mediato dalla lente della propria intimità, e quindi anche estremamente toccante. 
 
Dalle 10.30 
Looking Outwards to Look Inwards: Etel Adnan, Milton Avery, Ilse D’Hollander 
VICTORIA MIRO VENICE 
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Proseguiamo con una new entry del sestiere di San Marco: è di pochi giorni fa la notizia del trasferimento di 193 Gallery dalla sua sede in Dorsoduro a quella attuale, in Salizada San Samuele. L’Ex Farmacia Solveni, che per due anni ha ospitato le attività della galleria francese, ospiterà infatti il Padiglione del Pakistan in occasione della Biennale Arte 2026. La nuova sede sarà inaugurata proprio in occasione del Gallery Weekend, con una mostra del francese Yoann Estevenin (Cagnes-sur-Mer, 1992), la cui pratica multidisciplinare – tra disegno, ceramica, scultura e opere su legno – accompagnata da spritz e tramezzini, per una vera colazione à la veneziana.  
 
11.00 – 12.30 
Yoann Estevenin – L’ora delle nuove storie 
193 GALLERY 
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Tornando su Campo Santo Stefano, è obbligatoria la tappa (e la colazione) a Palazzo Lezze, sede della galleria di Michele Barbati: in mostra una collettiva in progress, curata da Luca Lo Pinto, che sarà ultimata solo a chiusura dell’esposizione, quando gli interventi di Jason Dodge saranno accompagnati e completati dai lavori di Yvo Cho, Keta Gavasheli, Megan Plunkett, Merry Alpern e Felice Tosalli.  

11.00 – 14.00 
Jason Dodge con Yvo Cho, Keta Gavasheli, Megan Plunkett, Merry Alpern, Felice Tosalli 
BARBATI GALLERY 
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La Galleria Dorothea van der Koelen – Carolin Liebl e Nikolas Schmid-Pfähler 

A pochi passi, La Galleria Dorothea van der Koelen invita il pubblico ad un aperitivo per la presentazione del progetto Forever Fading del duo Carolin Liebl e Nikolas Schmid-Pfähler, tra gli artisti della mostra collettiva Ways of Hope che comprende anche Daniel Buren il maestro veneziano Fabrizio Plessi.  

11.00 – 18.00 
Carolin Liebl e Nikolas Schmid-Pfähler – Forever Fading 
LA GALLERIA DOROTHEA VAN DER KOELEN 
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Galleria Michela Rizzo – Ludovico Bomben 

Quando nell’introduzione a questo sabato 28 marzo si parlava di “ritorni di fiamma” era proprio alla Galleria Michela Rizzo che si faceva riferimento: sì, perché da pochi mesi la storica galleria veneziana si è trasferita dalla Giudecca a San Marco, rientrando negli spazi che per primi l’avevano ospitata, quelli di Palazzo Palumbo Fossati. La mostra in corso è una personale di Ludovico Bomben che, tra opere a parete e sculture in vetro, riflette sulla preziosità delle piccole cose, utilizzando il seme come metafora, e come invito a ridimensionarci. Per l’occasione l’artista offrirà tour guidati della mostra e nel cortile interno del palazzo sarà allestito un light lunch aperto ai visitatori. 
 
12.00 – 14.30 
Ludovico Bomben – Una figura continua a cercarmi 
GALLERIA MICHELA RIZZO 
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10 & Zero Uno – Roberto Amoroso 

Ci spostiamo ora su Via Garibaldi, dove la galleria 10 & Zero Uno ospita la mostra personale di Roberto Amoroso: Manipolazione d’origine controllata (questo il titolo della mostra) si compone di diversi lavori su tela e piccole sculture che mirano a sottolineare le criticità della narrazione politica e sociale contemporanea e la sua inclinazione alla manipolazione. Un discorso tremendamente attuale, accompagnato da un testo di Carlo Sala. La mostra è già in corso, ma il pomeriggio di sabato sarà l’occasione per la presentazione del catalogo.  
 
16.00-18.30 
Roberto Amoroso – Manipolazione d’origine controllata 
10 & ZERO UNO 
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Caterina Tognon arte contemporanea – Paolo Martinuzzi 

Sulla via del ritorno verso il centro, chiudiamo questa giornata con la mostra che Caterina Tognon dedica a Paolo Martinuzzi (Venezia, 1933 – 2015), che per primo ha esplorato le qualità artistiche del vetro di Murano al di là delle sue applicazioni artigianali. La mostra ne esplora anche le vicinanze alle estetiche dell’Art Brut, sempre originalmente tradotte su vetro. 
 
18.30 – 20.00 
Paolo Martinuzzi – Un’avventura esemplare. Art Brut a Murano negli anni ‘70 
CATERINA TOGNON ARTE CONTEMPORANEA 
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Spazio Berlendis – Cocktail e mostra 

Unico evento su invito è il ricevimento presso Spazio Berlendis, al confine tra Castello e Cannaregio: è anche l’occasione per vedere la mostra dei finalisti della prima edizione del Premio Berlendis, in chiusura proprio questo fine settimana, domenica 29 marzo. La mostra – intitolata Restiamo umani! Utopie e distopie nell’era digitale – si concentra sulla capacità dell’arte di veicolare i temi complessi dell’attualità, tra realtà e digitale. Tra gli artisti esposti, anche i vincitori Alessandro D’Aquila, Matteo Mandelli, Rebecca Zen, Nicola Bindoni, Cecilia Maran, Camilla Gurgone, Andrea Mangione e Federica Zanlucchi. 

Ismaele Nones. What we hold, what we lose, Tommaso Calabro, Venezia, Installation view
Ismaele Nones. What we hold, what we lose, Tommaso Calabro, Venezia, Installation view, Courtesy Tommaso Calabro.

Domenica 29 marzo – San Polo e Cannaregio 

L’ultimo giorno si svolge tutto tra i sestieri di San Polo e Cannaregio, altrettanti cluster di gallerie di rilievo nella scena veneziana. Tra pittura, fotografia, design (e persino sedute di lettura di tarocchi), ecco cosa vedere in città per chiudere questo Gallery Weekend. 

Galerie Negropontes – Reflections on Brâncuși 

Partiamo ancora dalla colazione, con la galleria francese Negropontes che, nei tre piani della splendida e scarpiana Palazzina Masieri, inaugura una mostra che sa un po’ di sano orgoglio nazionale: la gallerista Sophie Negropontes condivide infatti le stesse origini di Constantin Brâncuși, grande artista rumeno attorno a cui la mostra si struttura. Con i contributi di Mircea Cantor, Mauro Mori, Gianluca Pacchioni, Perrin&Perrin, Dan Er. GrigorescuReflections on Brâncuși è un sentito omaggio che unisce arte e design, proseguendo un felice connubio che distingue Negropontes dalle altre gallerie veneziane.  
 
10.30 – 13.00  
Reflections on Brâncuși 
GALERIE NEGROPONTES 
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Tommaso Calabro – Ismaele Nones 

Two is meglio che one, anche quando si parla di colazioni. E se quella da Negropontes non vi è bastata, non serve andare molto lontano: da Tommaso Calabro, nella bella sede in Campo San Polo, c’è la mostra personale delgiovane pittore Ismaele Nones, che (partendo da una formazione di iconografo) illustra un immaginario fatto di sguardi glaciali, figure bizantine e colori pastello.  
 
11.00 – 13.00  
Ismaele Nones – What we hold, what we lose 
TOMMASO CALABRO 
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Beatrice Burati Anderson – Andrea Pinchi 

Basta attraversare Campo San Polo per raggiungere lo spazio – estremamente caratterizzato – di Beatrice Burati Anderson, con tanto di porta d’acqua: qui la mostra in corso è una personale del pittore Andrea Pinchi, che decide di omaggiare il celebre psichiatra Franco Basaglia, riformatore della cura della salute mentale in Italia. Per l’occasione del Venice Gallery Weekend, è pianificata anche una lettura di tarocchi, dalle 12 alle 13. 
 
11.00 – 18.00 
Andrea Pinchi – Da vicino. Dedicato a Franco Basaglia 
BEATRICE BURATI ANDERSON 
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Ikona Venezia – Filippo Romano 

Ci portiamo sull’altra sponda di Canal Grande per avviarci alla conclusione di questo Gallery Weekend: nel sestiere di Cannaregio, e per la precisione nel Ghetto Ebraico, la galleria Ikona propone una mostra personale di Filippo Romano fotografo e docente (NABA e Iuav). La pratica di Romano riflette sugli archivi di memorie personali e collettive, e in questa esposizione veneziana si concentra soprattutto sugli elementi naturali – animali, vegetali e minerali – in relazione all’umano. 
 
11.00 – 19.00 
Filippo Romano – Archivio Naturale 
IKONA VENEZIA 
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Ultimo appuntamento, ma non per importanza, è quello con la galleria di Marina Bastianello e la mostra di Rosanna Rossi: l’artista emiliana, nata nel 1937 a Torricella di Sissa, è presente nella galleria di Cannaregio con una serie di xilografie e un dipinto, come dice lo stesso titolo della mostra.  
 
16.00 – 18.00 
Rosanna Rossi – Xilografie e un dipinto 
MARINA BASTIANELLO GALLERY 
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Alberto Villa

Alberto Villa

Nato in provincia di Milano sul finire del 2000, è critico e curatore indipendente. Si laurea in Economia e Management per l'Arte all'Università Bocconi con una tesi sulle produzioni in vetro di Josef Albers (relatore Marco De Michelis) e attualmente…

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