Il fenomeno delle capsule collection nella moda

La moda resiste al passare del tempo evolvendosi. Talvolta alleandosi col fast fashion, altre con le celebrità. E così nasce il fenomeno delle collaborazioni. Anche inaspettate e incoerenti

Prima di tanti altri, il mondo della moda ha compreso che fare squadra può essere utile per elevare i propri obiettivi. Le collaborazioni tra brand portano all’espansione dei rispettivi bacini di utenti tramite il raggiungimento di target insoliti, assecondando il bisogno di reinventarsi. È su quest’onda che abbiamo assistito a influencer e vip improvvisarsi fashion designer per collaborare con famose case del lusso o alla personalizzazione di bottiglie di bibite gassate e fazzolettini di carta. Il mondo delle capsule collection, in particolare, riserva grandi interazioni che permettono tanto agli stilisti di evolversi uscendo dal proprio spazio sicuro, quanto agli appassionati del settore di assistere a insospettate materializzazioni concettuali.

Collaborazione Mugler per H&M

Collaborazione Mugler per H&M

GORPCORE: COS’È E COSA SIGNIFICA

Così anche l’abbigliamento tecnico-sportivo si intromette nella fashion system seguendo il Gorpcore: ultimo trend che deriva da GORP, acronimo di Good Ol’ Raisins and Peanuts, riferendosi al mix di frutta secca energetico e salutare da portare con sé durante le lunghe escursioni all’aperto. Scarpe da hiking, impermeabili ultraleggeri e abbigliamento termico traspirante sono diventati i nuovi oggetti del desiderio dei trendsetter. E la moda istituzionale non ha ignorato il cambio di rotta, espandendo la sua rete di contatti per raggiungere nuove fette di acquirenti grazie alle capsule collection. Ne è l’esempio la collaborazione tra Salomon e MM6 di Maison Martin Margiela: un brand di sport outdoor e un’istituzione della moda concettuale che hanno creato sneakers diventate poi virali grazie all’esibizione di Rihanna durante lo storico intervallo del Super Bowl. Tra le altre collaborazioni che hanno unito lusso e sport, ricordiamo quelle di Kiko Kostadinov e ASICS, e ancora Salomon (esperto di fashion-collabo) e 11 By Boris Bidjan Saberi. Cavalcando l’onda del gorpcore, di pari passo a produzione e tiratura limitate, si fa aumentare il desiderio di possesso nell’acquirente. Creando oggetti destinati a rimanere nella cultura popolare.

L’INTERSEZIONE TRA FAST FASHION E ALTA MODA

Quando si parla di capsule collection, non ci si può esimere dal menzionare la vincente e duratura campagna del colosso fast-fashion H&M. Dal 2014 il marchio svedese invita le maison a trasferire i propri loghi su prodotti industriali moltiplicati in larga scala, venduti a prezzi democratici. Ora neanche tanto accessibili come un tempo. Il primo stilista coinvolto fu Karl Lagerfeld, ma tra le altre realtà ci sono Erdem, Versace, Alexander Wang e Moschino. Quest’anno invece è la volta di Mugler con le jumpsuit stretch e i giochi di trasparenze. Creando un ponte tra due mondi lontani, che faticano a comunicare.

Campagna H&M designer collaborazione 2018 Moschino

Campagna H&M designer collaborazione 2018 Moschino

LE CONTAMINAZIONI TRA MODA E ALTRI SETTORI

Il mondo delle capsule collection modaiole si espande anche in settori completamente esterni. È sempre più frequente avvistare i loghi dei brand di alta moda passeggiando tra gli scaffali del supermercato: dal restyling di bottiglie di bibite gassate alle decorazioni sulle scatole di fazzoletti, l’incursione della moda nella quotidianità sociale si è fatta evidente e decisa. Come la collaborazione annunciata da Balmain con l’azienda di imbottigliamento Evian, traslando l’immaginario di questa sul prêt-à-porter. Ma il fashion system ha trovato un alleato pure nel settore dello spettacolo, che offre tante firme per le capsule collection in-house. La più chiacchierata del 2023? Forse la strategica collaborazione tra Versace e la pop star internazionale Dua Lipa, preceduta da quella con la cantante Cher. Così vengono aperti nuovi orizzonti comunicativi, che giocano con le dinamiche umane. E la moda, sia arte poliedrica sia settore economico globale, esce dai propri schemi rinnovandosi e lasciandosi contaminare dalla società. Talvolta esercitando, talvolta abbandonando quel rigore selettivo che ha reso l’esclusività il suo biglietto da visita inconfondibile.

Elena Canesso

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Elena Canesso

Elena Canesso

Nata e cresciuta in provincia di Padova, mossa dalla curiosità verso il mondo e le sue contraddizioni vola in Cina e vive tra Shanghai e Guangzhou dopo una laurea in Mediazione Linguistica e Culturale a Ca’ Foscari. Nel 2016 la…

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