Donato Trovato – Millepiedi
I microcosmi di una scultura paziente e preziosa abitano Casa Vuota in occasione della mostra “Millepiedi”, la prima personale romana dell’artista trevigiano di nascita ma pugliese di adozione Donato Trovato, curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo.
Comunicato stampa
I microcosmi di una scultura paziente e preziosa abitano Casa Vuota in occasione della mostra “Millepiedi”, la prima personale romana dell’artista trevigiano di nascita ma pugliese di adozione Donato Trovato, curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. La mostra si inaugura venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 18 in via Maia 12 a Roma (int. 4 A) e, dopo l’inaugurazione, si può visitare su appuntamento fino al 15 novembre, prenotandosi ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email [email protected].
I tre ambienti espositivi di Casa Vuota ospitano un ciclo di opere pensate dall’artista su misura per lo spazio e realizzate nel corso dell’ultimo anno, dove una fitta trama di segni leggeri sembra segnare il passo di insetti minuti e il respiro del mondo naturale, osservato con curiosità e incanto.
Lungo il percorso della mostra, il visitatore incontra bassorilievi a composizione modulare, fra i quali “Brevi storie di segni che muovono nella terra” che consta di quarantotto elementi, una grande superficie pittorica intitolata “Mille tratti” e gli interventi site-specific “Essere terrestre” – «un grande millepiedi di gusto vagamente pascaliano» secondo i curatori – composto di ottantadue pezzi di argilla e il fogliame sospeso dell’installazione “Foglie cadenti / tappeto volante” che si intona con la stagione autunnale in cui la mostra si svolge.
«Donato Trovato – scrivono i curatori della mostra, Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – si merita un posto speciale nel panorama degli artisti di oggi. Una lontananza ascetica dalle turbolenze del mondo e un legame profondissimo con la terra e con la vita minima delle mille creature che la abitano lo portano a zampettare all’interno dei territori e delle pratiche della creazione con la grazia minuta di un piccolo insetto: di un passeggero leggerissimo e operoso, immerso in un tempo dilatato e lontano dalla frenesia a cui siamo abituati, che passa non visto e silenzioso, discreto e placido, immune alla seduzione delle facili ribalte e del clamore dei tanti fuochi d’artificio che spesso illuminano la notte del nostro presente artistico. Colpiscono di lui la gestione della composizione, il senso di un frasario sillabato respiro dopo respiro, battito su battito, e la consapevolezza di spazi e impressioni, tanto piccoli quanto significativi. Le sue trame plastiche e visive si popolano di un’infinità di tocchi tanto precisi quanto pesati, pensati e meditati, simili alle registrazioni di un sismografo sensibilissimo capace di captare il palpito più remoto, un respiro cosmico, la reminiscenza o la premonizione di una scrittura antica che incanta, perché possiede una bellezza che non richiede necessariamente di essere decifrata. La mano di Trovato si muove seguendo la felicità senza malizia di un segno magico – formicolante e insieme colto – che si addentra in orizzonti ulteriori, mappandoli non per fermarli ma per sognarli lungo gli itinerari, le stratificazioni e le linee di accrescimento di una preghiera, di un vaticinio, di una rivelazione genuina. Un materiale privilegiato – la terracotta – e conosciuto virtuosamente in svariate tipicità ma non solo: nella mostra di Casa Vuota c’è anche il rame. E poi una pittura lentissima e ordinata. Sono questi gli elementi primari con i quali si esercita l’arte di Donato Trovato, attraverso una registrazione di movimenti minimi, di tratti grafici e di segni ritmici, che dicono l’identità precisissima di un artista fanciullesco nello spirito e adulto nel rigore, innamorato delle impronte digitali, del soffio del vento, di formiche e millepiedi».
«“Millepiedi” – racconta l’artista – è una mostra di segni, movimenti, sedimentazioni lente. Di terra, nella terra, di visioni fluide, d’aria. Piccole, semplici cose del mondo che portano dentro di sé minuti frammenti misteriosi di universo. Più o meno quando avevo sei anni, con la mia famiglia ci siamo trasferiti al sud, a Gioia del Colle, dove per i primi anni ho vissuto nella casa in campagna dei miei nonni materni. È in quel posto del cuore, tra i muretti a secco, le cortecce, i rami e le foglie brillanti degli alberi che ho iniziato a vedere la vita in modo diverso. Ho cominciato a scoprire esseri strani che non avevo mai visto prima, movimenti minuti e importantissimi, forme, colori, suoni e odori che riempivano le mie giornate. Lucertole, lumache, bruchi, farfalle, api, calabroni, lombrichi, ragni, porcellini di terra, millepiedi nascosti sotto grandi pietre e arrampicati dovunque. Formiche che modellano granello per granello il suolo. Segni in movimento che formano e dicono il mondo senza dirlo, che accendono la curiosità e l’immaginazione di chi si ferma a guardarli con attenzione. Non si tratta di una mostra autobiografica. Racconto questo ricordo perché è lì che ha avuto origine qualcosa che ancora oggi mi accompagna: la sensazione che intorno a noi esistano piccoli mondi, che attraversiamo ogni giorno quasi senza accorgercene. Chissà com’è cantare la lingua degli uccelli o vivere dentro un nido di uno di quegli strani esseri che non capisco; chissà dove vanno i nostri soffi quando respiriamo, si incontrano nel cielo? Mondi che hanno una grandezza diversa dalla nostra, un tempo diverso dal nostro, movimenti diversi dai nostri. Eppure sono. “Millepiedi” nasce da questo sguardo e cerca di raccontarlo».
Donato Trovato (Treviso, 1996) vive a Gioia del Colle (BA) e si è diplomato all’Accademia di belle arti di Bari. “Millepiedi” a Casa Vuota è la sua terza personale, dopo “Formicaio” del 2025 al Vettor Art Project di Bari a cura di Michele Spinelli e “Mente Alveolare” del 2026 all’Ex Chiesetta della Fondazione Pino Pascali a Polignano a Mare (BA). Tra le mostre collettive in cui ha esposto si segnalano nel 2022 “Piccolo mare” alla Harabel Contemporary Art Gallery di Tirana in Albania e “Fibronit: il passato delle morti, il futuro della lotta” allo Spazio Murat di Bari a cura di Gea Casolaro, nel 2023 “Baitball” al Palazzo San Giuseppe di Polignano a Mare, nel 2024 “Play Dead!” al Kora Centro del Contemporaneo di Castrignano de’ Greci (LE), nel 2025 “Dove non siamo mai stati” al Museo Archeologico di Santa Scolastica a Bari a cura di Giuliana Schiavone, “Immobile in cammino. Forme della presenza” alla Galleria Frantoio Damato a Rutigliano (BA) a cura di Tommaso Evangelista e il progetto diffuso per le strade di Bari “Il Mattino ha Lory in bocca” a cura di Francesco Paolo Del Re.