L’arte anticipa il futuro: l’artista Monira Al Qadiri rende visibile l’infrastruttura nascosta dell’energia
Con l’installazione “Benzene Float”, l’artista kuwaitiana trasforma le molecole dell’industria petrolchimica in monumentali sculture sospese, riflettendo sul rapporto tra estrazione delle risorse, transizione energetica e società contemporanea
Dopo gli episodi dedicati alla mobilità autonoma, agli ecosistemi artificiali e alle città del futuro, L’arte anticipa il futuro– la rubrica promossa da School of Vision in collaborazione con ENI e ROAD – si concentra sul tema dell’energia. Protagonista di questo nuovo appuntamento è Monira Al Qadiri (Dakar, 1983) che, attraverso l’installazione Benzene Float, invita a interrogarsi sulle materie prime che sostengono il mondo contemporaneo e che, pur essendo essenziali, rimangono spesso invisibili.
Monira Al Qadiri e l’energia nascosta della contemporaneità
Come può l’arte anticipare il futuro dell’energia? Benzene Float parte da questa domanda per riportare al centro della riflessione ciò che normalmente resta fuori dallo sguardo. Ogni civiltà si fonda infatti su materiali estratti dal sottosuolo o dai fondali marini che, una volta trasformati in combustibili, plastiche o tecnologie, scompaiono dalla percezione quotidiana. Attraverso quest’opera, Monira Al Qadiri suggerisce che anche la transizione verso un mondo sempre più digitale e apparentemente immateriale continua a dipendere da una complessa infrastruttura materiale, fatta di risorse naturali, processi estrattivi e materie prime.
Le monumentali molecole di “Benzene Float” di Monira Al Qadiri
L’installazione è composta da cinque grandi sculture gonfiabili che riproducono modelli molecolari di composti petrolchimici come benzene, propano e naftalene. Sospese nello spazio e caratterizzate da superfici iridescenti, le opere evocano al tempo stesso forme fantascientifiche e le perle che il Kuwait esportava prima della scoperta del petrolio. Ingrandendo fino a oltre sei metri strutture normalmente osservabili solo in scala microscopica, Al Qadiri rende visibile l’impatto che queste sostanze esercitano sulla vita contemporanea. Le molecole assumono così una presenza monumentale e scenografica, trasformandosi in simboli dell’ambivalenza dell’industria petrolchimica: fonte di sviluppo e benessere, ma anche di profonde trasformazioni ambientali e sociali.
Chi è Monira Al Qadiri
Nata nel 1983 e cresciuta tra il Kuwait e il Giappone, dove ha conseguito un dottorato in Intermedia Art presso la Tokyo University of the Arts, Monira Al Qadiri sviluppa una ricerca che intreccia petrolio, memoria, ecologia e cultura visiva dell’estrazione. Attraverso scultura, video e performance, l’artista indaga quella che definisce petro-cultura, ovvero una società modellata dalla dipendenza dalle risorse fossili. Forme seducenti, superfici iridescenti e riferimenti che spaziano dalla fantascienza alla cultura pop caratterizzano una pratica che invita a riflettere sulle conseguenze culturali, politiche e ambientali dei sistemi energetici contemporanei.
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