Umberto Boccioni – verso la liberazione futurista
Il MASI prosegue il ciclo di approfondimenti sulla storia dell’arte del Ticino e delle sue collezioni con un focus dedicato a Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 – Verona 1916).
Comunicato stampa
Il MASI Lugano prosegue il ciclo di approfondimenti sulla storia dell’arte del Ticino e delle sue collezioni con un focus dedicato a Umberto Boccioni (Reggio Calabria, 1882 – Verona, 1916).
La mostra offre una sintesi ravvicinata e intensa su una fase decisiva dell’evoluzione artistica di Boccioni, restituendo le tensioni, le incertezze e le contraddizioni che precedono la sua adesione al movimento futurista, di cui fu tra i principali fondatori e teorici. “Cerco, cerco, cerco, e non trovo. Troverò?”, annota l’artista in una pagina del suo diario nel marzo 1907: un interrogativo che racchiude l’inquietudine di quegli anni e attraversa l’intera mostra come un filo conduttore.
Dalle prime prove del 1903–1904 al difficile triennio 1907–1909, fino alle soluzioni formali del 1911, il progetto al MASI restituisce la tensione costante di Boccioni verso un linguaggio nuovo, capace di dare forma alla modernità e al dinamismo della vita contemporanea.
I diversi momenti di questa ricerca sono testimoniati da un corpus di quindici lavori: a un nucleo di dipinti prefuturisti, donati alla Città di Lugano dagli eredi di Gabriele Chiattone, sostenitore e committente dell’artista durante gli anni milanesi, è accostata una puntuale selezione di opere cardine dei primi anni futuristi provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.