Angelo Aligia / Franco Salemme

Informazioni Evento

Luogo
CASTELLO DEL PRINCIPE
Via Alcide De Gasperi, 8, Sangineto Lido, CS, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
03/08/2026

ore 18,30

Artisti
Angelo Aligia, Franco Salemme
Curatori
Andrea Romoli Barberini
Generi
arte contemporanea, doppia personale

Doppia personale di arte contemporanea “Angelo Aligia” e “Franco Salemme”.

Comunicato stampa

Angelo Aligia e Franco Salemme protagonisti delle due mostre d’arte contemporanea al Castello del Principe, a Sangineto (Cs.)

Inaugurazione lunedì 3 agosto 2026 ore 18.30. Castello del Principe, Sangineto (Cs).
Via A. De Gasperi n. 8, 87020 Sangineto (Cs)

Mostra 1
Titolo: Angelo Aligia
Artista: Angelo Aligia
A cura di: Andrea Romoli Barberini
Sede: Castello del Principe, Sangineto (Cs), Via A. De Gasperi n. 8, 87020 Sangineto (Cs)
Durata: dal 3 agosto al 30 settembre.
Ingresso e orari: Ingresso libero. Tutti i giorni dalle 10 alle 12; dalle 18,30 alle 22.

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Mostra 2
Titolo: Franco Salemme
Artista: Franco Salemme
A cura di: Andrea Romoli Barberini
Sede: Castello del Principe, Sangineto (Cs), Via A. De Gasperi n. 8, 87020 Sangineto (Cs)
Durata: dal 3 agosto al 30 settembre.
Ingresso e orari: Ingresso libero. Tutti i giorni dalle 10 alle 12; dalle 18,30 alle 22.

A partire dal 3 agosto (fino al 30 settembre 2026) le sale del Castello del Principe di Sangineto (Cs) ospitano due mostre personali d’arte contemporanea, riservate a due artisti nati nel territorio della Riviera dei Cedri.
Curate da Andrea Romoli Barberini, le due esposizioni, “Angelo Aligia” e “Franco Salemme”, presentano ciascuna una ricca selezione di opere (pitture, sculture e installazioni), di diverse tecniche e formati, realizzate dai due artisti dal 2020 ad oggi.
Entrambi originari della Riviera dei Cedri, attraverso le suggestioni dei rispettivi manufatti, Aligia e Salemme, con le declinazioni dei linguaggi contemporanei, mettono in scena un ideale dialogo a distanza sostanziato da miti, costumi e tradizioni locali che, nell’esprimere l’identità culturale del Mezzogiorno e dalla Calabria in particolare, si eleva a paradigma di una complessa condizione umana universale, sospesa tra passato e futuro.

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Tra le opere più significative della mostra di Angelo Aligia, l’installazione scultorea “[…] Identita! si compone di un numero variabile di elementi verticali antropomorfi, monocromi e a tuttotondo allineati paratatticamente. Queste figure non hanno braccia, né gambe e le teste sembrano aver perso ogni carattere connotante perché la pelle ricopre loro ogni protuberanza, ogni cavità e ne inibisce i sensi. Sono umani simulacri, figure ieratiche, stanti, ma la loro arcaica fissità e la sommaria e reiterata caratterizzazione fa pensare, anche, a epoche distanti, iconiche rappresentazioni di lontane esistenze, di eroi e semidei, consumate in remote culture. Ciascuna di esse si presenta su un particolare basamento funzionale alla collocazione di una sorta di impronta anatomica. Vi si leggono, rispettivamente, la traccia di una mano, di un piede, di un orecchio quasi a formare una triade di divinità esiliate e rimosse, di valori estinti. L’impronta è sempre testimonianza del passato, quasi una firma, voluta o casuale di un qualcosa di avvenuto. Orme che rappresentano qui memorie di approcci esistenziali, culture, visioni del mondo, quindi identità, ma anche e soprattutto perdita e nostalgia. La mano, sta per il fare, l’azione ispirata dalla riflessione o il nobile agire pensando dei mestieri di un tempo. Nel piede è il cammino, il movimento fisico e mentale, componente fondamentale di ogni forma di conoscenza. L’orecchio è l’ascolto, sottintende la parola, il racconto, quindi il mito, la memoria e la scrittura; è tensione e attenzione, spirito critico e curiosità per l’altro da sé”. (tratto dal testo di presentazione di Andrea Romoli Barberini)

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Nelle opere di Franco Salemme, “la predilezione per la lavorazione del legno, in particolare quello di ulivo, che rimanda alla tradizione familiare, attualizzandola, è indizio che si unisce, tanto nelle sculture, quanto nei quadri, a determinate scelte cromatiche che sono il frutto del deliberato recupero delle cromie della sua terra. Ciò si evince non soltanto nei blu, intensissimi nelle sue bonarie sculture antropomorfe quasi memori delle sintesi plastiche di Fortunato Depero, e ancora negli azzurri del cielo e del mare, o nei rossi e negli arancio delle barche, delle loro rimesse e delle case dei pescatori, ma anche e soprattutto nella scelta di presentare queste tinte, specialmente nelle opere a parete, come erose e poeticamente tormentate dall’azione incessante del vento, del sole e della salsedine. Questo è il repertorio poetico e, sostanzialmente aniconico, su cui si fonda la composizione, talvolta caleidoscopica, dei quadri di Salemme. Quadri non soltanto dipinti, ma realizzati come una sorta di campionario di frammenti dai diversi aggetti, quindi a rilevo, che ricompongono, attraverso il recupero di porzioni più o meno regolari di legno dipinto e ricercatamente “invecchiato”, una superficie vibrante e fortemente evocativa di tutto ciò che il termine mediterraneità può includere”. (tratto dal testo di presentazione di Andrea Romoli Barberini)

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Informazioni sul Castello del Principe a Sangineto

Il luogo - Il Castello del Principe sorge alla foce del fiume Sangineto, affacciato sul Tirreno lungo la Riviera dei Cedri, in provincia di Cosenza. Risale al XV secolo e fu costruito dai Principi Sanseverino di Bisignano con funzione difensiva. Nel 1605 passò ai Majorana e poi ai Firrao, che lo tennero fino all'eversione feudale. Durante la Prima Guerra Mondiale fu utilizzato come prigione, e nel cortile cresce ancora l'ulivo piantato dai prigionieri austriaci il 4 novembre 1918, giorno dell'armistizio, come gesto di pace.
La struttura è in pietra locale, a pianta rettangolare, con quattro torri cilindriche agli angoli, alcune ancora coronate da merli. Un tempo circondato dal mare e raggiungibile solo tramite ponte levatoio, oggi si entra da un ponte in legno che immette nell'ampio cortile delle armi, tra mura merlate e feritoie. Sul lato rivolto al Tirreno si apre il loggiato storico, riaperto ufficialmente il 24 maggio 2026 e ora parte stabile del percorso di visita, con vista diretta sul mare. Dalla corte centrale si accede alla cappella gentilizia originaria, alle scuderie e all'antico palmento; una scala d'onore con gradoni in pietra conduce ai saloni interni, decorati con affreschi e stemmi gentilizi.

La rinascita, dal 2021 - Nel 2021 il Castello riapre con un progetto preciso: diventare un polo culturale attivo, capace di ospitare iniziative artistiche diverse e produrre eventi in prima persona. Il lavoro di ricerca alla base del progetto parte dalle radici culturali della Riviera dei Cedri e le traduce in un'identità riconoscibile, costruita attorno a un'idea di Mediterraneo fatto di vita lenta, relazioni spontanee, ritualità condivise.
Nasce così la linea culturale che accompagna da allora la programmazione del Castello del Principe: mostre d'arte contemporanea, rappresentazioni teatrali, serate a tema, talk, piccoli concerti, visite guidate. Attorno a questa proposta si è costruito un pubblico eterogeneo, e il Castello si è affermato come uno spazio ibrido, dove intrattenimento e cultura convivono senza sovrapporsi.

La programmazione 2026 - La programmazione del Castello copre tutto l'anno e d'estate si intensifica, tra appuntamenti culturali e musicali consultabili sui social dello stesso Castello del Principe. Il 24 maggio, come ogni anno, il Castello ha ospitato la XVI Giornata Nazionale delle Dimore Storiche, promossa da ADSI. Nella stessa giornata è partito il punto Rotary per la valorizzazione della dieta mediterranea, nato da un protocollo d'intesa tra ADSI e il Distretto Rotary 2102. Ad agosto si prosegue con una ricca programmazione.
D'estate il Castello è anche clubbing, eredità che risale agli anni '60, quando divenne un punto di riferimento per la vita notturna della Riviera dei Cedri. Oggi questa parte della programmazione porta sul palco nomi della scena elettronica internazionale, una componente riconosciuta dell'identità del Castello.

Sostenibilità e collaborazioni - Il Castello è plastic free: bicchieri in PLA biodegradabile e compostabile, niente cannucce. Il Castello fa parte del circuito dell'Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) ed è oggetto di un restauro continuo, che apre nuovi spazi a ogni intervento. Oltre al circuito ADSI, partecipa al censimento FAI, il Fondo per l'Ambiente Italiano.

Contatti: tel. 0982 96091