Michele Ciacciofera – The Hand of Nature (La mano della natura)
L’opera, già esposta a Venezia nell’ambito della mostra Forme d’Argilla. Un secolo di ceramica sarda (1900–2000), trova ora una nuova collocazione negli spazi del museo, dove, accanto alla ricca collezione rientrata dalla laguna, contribuisce ad approfondire il racconto della ceramica come materia capace di custodire memoria, identità e trasformazione.
Comunicato stampa
La storia della ceramica sarda affonda le proprie radici nella cultura materiale dell'isola e, nel corso del Novecento, ha saputo rinnovarsi aprendosi a nuovi linguaggi, tecniche e sperimentazioni. Da tradizione artigianale profondamente legata al territorio, la ceramica è divenuta progressivamente uno spazio di confronto con l'arte contemporanea e il design, dimostrando la propria capacità di rinnovarsi senza perdere il legame con la memoria e con l'identità culturale della Sardegna.
È all'interno di questa prospettiva che, dal 23 luglio al 4 ottobre 2026, il Museo della Ceramica di Nuoro presenta The Hand of Nature (2024) di Michele Ciacciofera. L'opera, già esposta a Venezia nell'ambito della mostra Forme d'Argilla. Un secolo di ceramica sarda (1900–2000), trova ora una nuova collocazione negli spazi del museo, dove, accanto alla ricca collezione rientrata dalla laguna, contribuisce ad approfondire il racconto della ceramica come materia capace di custodire memoria, identità e trasformazione.
Come sottolinea Leonardo Moro, Presidente dell'ISRE: «L'arte della ceramica è un'evidente forma di collegamento fra memoria collettiva, tradizione e design. Forme, colori e innovazione permettono di spaziare nella modernità senza tralasciare le origini. Questa mostra, con le opere del nostro concittadino Michele Ciacciofera e con le installazioni di Rosanna Rossi e di Caterina Lai, offre la possibilità di un viaggio che osserva le trasformazioni con continui riferimenti alla ricerca contemporanea, alla natura e alla storia delle civiltà, attraverso manufatti di grande pregio».
Composta da 163 elementi in ceramica smaltata e da un tappeto circolare in lana irlandese e Tencel del diametro di 230 centimetri, The Hand of Nature intreccia materia, forma e memoria in una riflessione sul rapporto tra essere umano e natura.
La ricerca di Michele Ciacciofera passa dall'uso e sperimentazione di media diversi, tra i quali pittura, disegno, suono, scultura con materiali diversi come vetro, ceramica, bronzo, pietra, assemblaggi di materiali organici e riciclati, mettendo in relazione memoria collettiva, archeologia, mito e questioni ambientali, e intrecciando le sue terre d'origine – la Sardegna e la Sicilia – con il più ampio orizzonte culturale del Mediterraneo. In The Hand of Nature questi temi trovano una sintesi nella ceramica, materiale intimamente legato alla storia delle civiltà e alla trasformazione della natura operata dall'uomo, capace di evocare processi organici, sedimentazioni e forme di conoscenza ancestrale. Un'opera centrale questa nel lavoro dell'artista nuorese che riunisce una moltitudine di ceramiche smaltate dalle forme organiche su una sorta di tappeto-mandala invitando lo spettatore ad immaginare una natura cosmica che integra l’uomo in una relazione empatica e inclusiva senza gerarchia alcuna.
Come osserva Efisio Carbone, Direttore del Polo museale ISRE e curatore: « L’installazione The Hand of Nature di Michele Ciacciofera si inscrive nel solco di una riflessione che la ceramica sarda del Novecento ha reso esplicita: la necessità di rovesciare il cliché della “manualità” come unico fondamento del fare ceramico per riconoscere il primato di un progetto colto, consapevole, che precede e orienta il gesto. “Pensare alle mani”, più che “mani che pensano” non è una svalutazione dell’abilità artigiana, ma il suo rilancio dentro una catena di trasmissione del sapere in cui il pensiero formale, la memoria dei processi, la disciplina dei materiali e la ritualità dei gesti si compongono in un’unica, inscindibile grammatica».
Per l’occasione la collezione permanente si arricchisce nel suo percorso di due opere – Circoli colorati di Rosanna Rossi e Licuccos di Caterina Lai – accomunate dall'interesse per la dimensione simbolica della forma e del colore e da una rilettura contemporanea della cultura materiale e visiva della Sardegna. Ne nasce un confronto tra generazioni e linguaggi differenti che invita il pubblico a riflettere sulla ceramica e sull'arte contemporanea come strumenti capaci di interpretare il paesaggio, la memoria e l'identità.
L'installazione The Hand of Nature è esposta a Nuoro per gentile concessione di BUILDING, Milano.
BIOGRAFIA
Nato a Nuoro nel 1969. Vive e lavora a Parigi Il lavoro di Michele Ciacciofera si contraddistingue per l'uso di molteplici medium, tra cui disegno, pittura, scultura e suono, e di differenti materiali, come la ceramica, spesso combinati in assemblaggi per la realizzazione di opere installative o monumentali. Partendo da un approccio antropologico, indaga temi legati alle sue terre d’origine, la Sardegna e la Sicilia, collocandoli nel più ampio contesto culturale del Mediterraneo. Memoria collettiva, miti rivisitati e realtà politica contemporanea si incontrano in opere caratterizzate da una forte attenzione alla materia e da una chiara consapevolezza delle dinamiche socio-economiche. Attraverso la ricerca personale che integra fonti e materiali diversi, Ciacciofera procede alla costruzione di narrazioni coerenti con l’emozione che desidera evocare. La formazione in scienze politiche, l’interesse per l’antropologia, l’archeologia e l’ambiente, così come l’attenzione quasi ossessiva per la memoria, individuale e collettiva, costituiscono le basi di un lavoro personale, con cui dà forma a importanti esperienze poetiche. Parallelamente, la passione per l’architettura e lo spettacolo vivente è sfociata nella partecipazione ad opere di arte pubblica e alla realizzazione di numerose scenografie per il teatro. Michele Ciacciofera ha partecipato alle più prestigiose rassegne internazionali di arte contemporanea tra cui la Biennale Internazionale d'arte di Venezia, Documenta di Kassel e Atene, la Biennale di São Paolo e quella di Mardin. Il suo lavoro, presentato regolarmente in esposizioni collettive e personali di rilievo è presente in collezioni pubbliche e private internazionali. www.micheleciacciofera.com