Compie 25 anni il quartiere dei musei di Vienna (dove Klimt e Schiele sono di casa)

Siamo stati al MuseumsQuartier (MQ), il salotto open air più grande d’Europa dove si possono ammirare  i capolavori dei grandi artisti europei. Ecco il report per un itinerario turistico nella capitale, tra arte e gusto

Se c’è un luogo che in questo 2026 pulsa di un’energia davvero travolgente, quello è il MuseumsQuartier (MQ) di Vienna. Dei 23 distretti che compongono la capitale austriaca, 10 sono concentrati in questo famoso polo culturale che quest’anno celebra il suo 25° anniversario sotto il motto Generation MQ, trasformando le ex scuderie imperiali in un’opera d’arte vivente, aperta a tutte le generazioni.

Compie 25 anni il quartiere dei musei di Vienna (dove Klimt e Schiele sono di casa)
Autoritratto con alchechengi di Egon Schiele al Leopold, Vienna, photo Claudia Giraud

Non solo Sacher torte: Vienna nel segno della cultura culinaria

Ma c’è anche un altro motivo per visitare questa zona nel cuore della città: Vienna ha messo al centro la sua straordinaria cultura culinaria con il focus tematico Vienna Bites. Cuisine, Culture, Character. Perché a Vienna la cucina è molto più che semplice consumo di cibo: è espressione di identità, storia e modernità in una città che ha sfornato miti culinari come la celebre Sacher torte al cioccolato. L’incontro tra queste due anime – l’arte d’avanguardia e il piacere del palato – ha ridisegnato persino i colori del quartiere, con i famosi divani Enzi che quest’estate risplendono nelle golose tonalità rosa Punschkrapferl (il tipico dolcetto viennese al rum) e giallo Sodazitron (ispirati alla bevanda a base di acqua frizzante al limone).

La storia di MuseumsQuartier

Per chi lo visita oggi, l’MQ appare come un fluido e vibrante “salotto all’aperto”. Ma la sua nascita è il risultato di una straordinaria metamorfosi urbana. Progettato originariamente nel 1725 dall’architetto barocco Johann Bernhard Fischer von Erlach per ospitare le scuderie imperiali di corte, il complesso visse una prima trasformazione nel 1922 diventando il Palazzo delle Fiere. La vera svolta contemporanea è arrivata però a fine giugno 2001. Dopo anni di intensi dibattiti e lavori di ristrutturazione firmati dallo studio Ortner & Ortner, l’area è stata inaugurata con uno storico festival di tre giorni intitolato Barock Meets Cyberspace. Da allora, la Kunsthalle Wien, il Leopold Museum e il mumok si sono insediati in questo spazio di 90mila metri quadrati insieme a oltre 50 istituzioni, rendendolo uno dei complessi culturali più grandi d’Europa, al pari del Centre Pompidou di Parigi o dell’Isola dei Musei di Berlino.

Compie 25 anni il quartiere dei musei di Vienna (dove Klimt e Schiele sono di casa)
MuseumsQuartier, Vienna, photo Claudia Giraud

Un bilancio in numeri: il successo dell’MQ

I dati dell’ultimo rapporto annuale confermano il successo straordinario di questa scommessa culturale. Oggi il MuseumsQuartier non è solo una fucina di idee, ma un potentissimo magnete turistico capace di generare un’immensa ricchezza per l’intera città. L’affluenza complessiva è di oltre 5 milioni di visitatori all’anno che scelgono i suoi cortili per oziare, chiacchierare o giocare a bocce. Più di 1,1 milioni di persone staccano ogni anno un biglietto per i musei e le attività interne. Tra le mete più amate spicca il Leopold Museum (con 370mila ingressi), seguito dal mumok (oltre 204 mila) e dalla Halle E+G (circa 88.500). L’equilibrio tra identità locale e respiro internazionale è evidente nelle percentuali di provenienza: il 77% dei visitatori è nazionale (a testimonianza di come i viennesi abbiano fatto proprio questo spazio come luogo di aggregazione quotidiana), mentre il 23% è composto da turisti internazionali.

Compie 25 anni il quartiere dei musei di Vienna (dove Klimt e Schiele sono di casa)
Morte e Vita di Gustav Klimt al Leopold, Vienna, photo Claudia Giraud

Cosa c’è di nuovo al MuseumsQuartier

Se avete già visitato Vienna in passato, dimenticate la vecchia mappa: l’MQ è in continua evoluzione, guidato dalla strategia di sostenibilità MQ goes Green e da importanti novità strutturali, come spiega Bettina Leidl, Direttrice MuseumsQuartier: “L’obiettivo della strategia globale di sostenibilità ‘MQ goes Green’, lanciata nel 2023, è la visione di un’area efficiente dal punto di vista energetico e rispettosa dell’ambiente, visione che viene costantemente perfezionata di anno in anno”. Un nuovo museo in arrivo è il passo – storico – più importante dalla fondazione dell’MQ. È stata, infatti, confermata ufficialmente la ricollocazione del Museo della Storia d’Austria all’interno del quartiere, con apertura prevista nel 2028: il progetto vincitore dello studio berlinese O&O Baukunst prevede un modernissimo e flessibile edificio costruito in legno locale e sostenibile. “La fase di progettazione è stata completata nel 2025”, continua la Direttrice, “e sono state presentate le richieste per il permesso di costruzione. A livello tecnico, sono stati completati importanti lavori di ristrutturazione nell’area, come la copertura in vetro del Museo Leopold e il giardino d’inverno del Museo dei Bambini Zoom, tra gli altri”.

Le mostre del Giubileo del MuseumsQuartier

Camminando nel cortile principale non si può non notare la mostra temporanea Vision and Resistance (allestita presso l’MQ Freiraum fino al 25 gennaio 2027), che ripercorre proprio come questo distretto abbia cambiato il volto di Vienna negli ultimi 25 anni. Poco distante, la suggestiva MQ Art Box e le installazioni esterne (come l’iconica opera Gonflable in alluminio di Hans Kupelwieser o i progetti dedicati all’ecologia) trasformano ogni angolo in un museo a cielo aperto. Al mumok da non perdere Terminal Piece (visibile fino al 7 febbraio 2027), la prima, attesissima mostra della nuova direttrice Fatima Hellberg. Sviluppata su ben cinque piani, mette in dialogo l’omonima installazione del 1972 dell’attivista e scrittrice statunitense Kate Millett con opere della collezione del museo.

La scena gastronomica del MuseumsQuartier

All’interno dell’area si contano, poi, ben 10 strutture gastronomiche di tendenza (tra cui i celebri Café Leopold, MQ Daily e la Kantine), perfette per assaporare la vivace cultura culinaria viennese in un’atmosfera rilassata. Come quella che si respira al Glacis Beisl (uno dei più belli e classici bistrot viennesi) o al Cafè Kandl, dove l’attenzione per la stagionalità e i prodotti freschi si sposa alla creatività e alla modernità. Il vero punto di forza del quartiere rimane, però, la sua totale accessibilità: l’MQ è aperto 24 ore su 24, è interamente privo di barriere architettoniche ed è pensato come uno spazio democratico, dove ci si può semplicemente sedere a leggere un libro o chiacchierare con gli amici senza l’obbligo di dover consumare nulla.

Il consiglio per l’itinerario perfetto

Se state pianificando una giornata all’MQ, il consiglio è di iniziare la mattina ammirando i capolavori di Schiele e Klimt al Leopold Museum. Optare poi per un pranzo all’aperto in uno dei locali del cortile, prima di scoprire le mostre d’arte contemporanea del mumok o della Kunsthalle. Nel tardo pomeriggio, prendere l’ascensore esterno e salire sulla MQ Libelle – la splendida terrazza sul tetto del Leopold Museum – per godersi un drink e una delle viste panoramiche più spettacolari sui tetti di Vienna al tramonto. È il modo perfetto per brindare a questi primi, straordinari 25 anni di pura ispirazione.

Claudia Giraud

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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