Expositio Mundi

Informazioni Evento

Luogo
MUSEI CIVICI - PALAZZO BUONACCORSI
via Don Minzoni, 24 62100 , Macerata, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
10/07/2026
Curatori
Lorenzo Benedetti
Uffici stampa
ADICORBETTA
Generi
arte contemporanea, collettiva

Una mostra sulla storia delle mostre e sul mostrare.

Comunicato stampa

EXPOSITIO MUNDI Lo spazio come medium

a cura di Lorenzo Benedetti con Giuliana Pascucci

11 luglio 2026 – 10 gennaio 2027

Macerata: Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi | Sferisterio | Biblioteca Mozzi Borgetti

Chi ha inventato le mostre?

A 350 anni dalla prima: cosa è cambiato?

Oggi target e budget sono poi tanto diversi dalla fine del 1600?

Cosa è accaduto quando i capolavori sono usciti dai palazzi?

Può una mostra diventare uno spazio democratico?

Giuseppe Ghezzi può essere considerato il "trisavolo" di Harald Szeeman?

Per rispondere a queste e molte altre domande:

EXPOSITIO MUNDI Lo spazio come medium

un grande progetto collettivo, promosso e organizzato da Comune di Macerata, Accademia di Belle Arti di Macerata, Università degli Studi di Macerata - Scuola di Studi Superiori “G. Leopardi”.

Una mostra sulla storia delle mostre e sul mostrare. Un percorso diffuso tra opere antiche e contemporanee che trasforma la città in un laboratorio dedicato alla storia e all’evoluzione dell’esposizione come linguaggio culturale, pratica pubblica e dispositivo civico e di relazione.

Gli artisti: Ed Atkins, Joseph Beuys, Catherine Biocca, Paolo Chiasera, Michele Ciacciofera, Adelaide Cioni, Fabrizio Cotognini, Giuseppe Ghezzi, Felix Gonzalez-Torres, Jason Hirata, Oliver Laric, Jonathan Monk, Maurizio Nannucci, Laura Paoletti, Giulio Paolini, Dimitar Solakov, Nedko Solakov, Veit Stratmann, Agnès Thurnauer.

Al centro la figura di Giuseppe Ghezzi (1634–1721 - pittore, curatore e letterato) che, tra Sei e Settecento, inventò di fatto l’idea moderna di mostra pubblica, aprendo l’arte a tutti. Nel 1676, organizzando nel chiostro di San Salvatore in Lauro a Roma una prima rassegna di dipinti rinascimentali di collezioni private, Ghezzi ha inaugurato un modello destinato a segnare la modernità: la mostra come strumento di diffusione culturale e dispositivo di conoscenza condivisa.

Oggi, a 350 anni da quella "prima", EXPOSITIO MUNDI anche grazie alle tre sedi - Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Sferisterio, Biblioteca Mozzi Borgetti - prosegue il dialogo con il pubblico e con la città, attraverso dipinti, sculture, interventi site-specific, installazioni, video, dispositivi espositivi.

Attraverso una fruizione aperta, la mostra, oltre a Giuseppe Ghezzi, prevede alcuni artisti che hanno ridefinito, in diversi anni e in differenti modalità, l'esposizione come linguaggio autonomo e pratica critica. Il percorso racconta come l’atto di mostrare possa diventare gesto creativo, riflessione sulla visibilità e costruzione di una relazione attiva con il pubblico.

Dai primi documenti al mondo sulle mostre e sulla loro organizzazione, con dettagli, valori assicurativi, modalità, manoscritti da Ghezzi, a suoi dipinti esposti grazie a un'opera/struttura di Adelaide Cioni (Bologna, 1976) fino a Giulio Paolini (Genova, 1940) con Ipotesi per una mostra. Dal progetto di Felix Gonzalez-Torres (Guáimaro, 1957 – Miami, 1996) che prevede, necessariamente, l'interazione con il pubblico, alle reinterpretazioni della pittura antica di Michele Ciacciofera (Nuoro, 1969), fino a un neon di Maurizio Nannucci (Firenze, 1939) o all'esperienza olfattiva di Jonathan Monk (Leicester, 1969). Dalla narrazione ironica di Nedko Solakov (Cherven Briag, 1957) che mette in discussione l'artista, le istituzioni e le convenzioni, alla dimensione silenziosa di Laura Paoletti (Jesi, 1985) nella quale l’esposizione diventa il luogo dell’immaginazione e delle immagini interiori, fino a Fabrizio Cotognini (Macerata, 1983) che tratta lo spazio espositivo come teatro della memoria.