Matteo Vettorello – Gigia. Il fiore per gli amici (respiro prog)
Comunicato stampa
GIGIA è un bagliore che resiste nell’asfalto. Una forma minima che non scompare, anche
quando tutto intorno tende a diventare continuo e troppo visibile. È una presenza
intermittente, come quelle luci fragili che appaiono solo per un istante ai margini del campo
visivo e poi si ritirano senza sparire del tutto. È fatta di turbamenti, errori, fallimenti che non
diventano mai forma definitiva. Non è meccanicamente perfetta: è precaria, continuamente in
bilico tra costruzione e caduta. GIGIA è luce. Non è maschio né femmina, non si lascia definire
da una forma riconoscibile né da una funzione. Non appartiene a un sistema di genere ma a
uno stato di presenza, che rifiuta ogni fissazione e ogni riduzione. È ciò che si accende e si
ritira, senza mai diventare pienamente oggetto.
È una macchina che finge di essere un’arma per non essere letta come innocua. Dentro il suo
metallo c’è un errore: non funziona davvero, oppure funziona troppo poco per il mondo in cui
vive. Sembra un lanciamissili, ma non conosce la guerra. Gigia è una bolla, un dispositivo che
si agita segnalando forme di aggregazione. Gigia spara. È un dispositivo di prossimità: chiede
attenzione ravvicinata, e proprio per questo tende a scomparire nello sguardo distratto. Non
produce distanza, ma relazione. Come forme che sopravvivono ai bordi del visibile, quando la
luce continua cancella le differenze e rende tutto equivalenza, lasciando solo tracce di
presenza. E quando nessuno la osserva, GIGIA non si spegne: resta in attesa, come se
l’attenzione fosse l’unica forma di energia che la tiene insieme. Non comunica, non
rappresenta, non funziona secondo una logica produttiva. Esiste in un intervallo tra oggetto e
relazione, tra macchina e corpo, tra segnale e silenzio.
GIGIA il fiore per gli amici (Respiro Prog) di Matteo Vettorello si sviluppa per Spazio Neue,
attraverso un dispositivo installativo composto da due sculture che attivano il respiro come
principio di accordatura tra corpi. Un sistema di co-presenza in cui l’identità non è fissata ma
negoziata nella relazione, e in cui lo spazio diventa campo di interazione e instabilità
condivisa. In collaborazione con Massimo Giorgetti, Spazio Neue si inserisce nel contesto
delle celebrazioni del Pride assumendo la queerità non come tema rappresentato ma come
pratica spaziale: una presenza laterale e relazionale, fatta di prossimità, instabilità e
molteplicità condivisa, in cui l’identità non è data ma continuamente riaperta nel rapporto con
l’altro. “Con Gigia piovono bolle e con Tuning Space rallentiamo lo spazio.”
La scultura posta al primo livello è attivabile dall’esterno ed è concepita come infrastruttura
pubblica 24/7 per esercizi di coordinamento e attenzione condivisa. I partecipanti sono invitati
a praticare semplici esercizi di respirazione coordinata e ascolto reciproco, attraverso i quali è
possibile contribuire alla loro calibrazione. Il processo partecipativo non è accessorio ma
costitutivo dell’opera: la costruzione si realizza come pratica collettiva.
In questo senso, il progetto si apre come spazio poroso, dove la pratica del respiro diventa
gesto comunitario: una coesione che si oppone a ogni logica di esclusione, controllo e
irrigidimento dei corpi e delle identità. Nel contesto del Pride, questa coesione non è
celebrazione ma infrastruttura viva di relazione, una trama fragile e determinata, in cui la
pluralità non viene tollerata ma costruita. Una forma di resistenza collettiva che insiste nel
mantenere aperto l’incontro, contro ogni deriva autoritaria e fascista della separazione.
GIGIA IL FIORE PER GLI AMICI (RESPIRO PROG) BY MATTEO VETTORELLO
CURATED BY STUDIO NEUE WITH MASSIMO GIORGETTI