Finding my religion
La mostra raccoglie vari lavori, tra loro eterogenei e realizzati con diverse tecniche di nove giovani artisti, italiani e non, selezionati dal curatore.
Comunicato stampa
La mostra collettiva curata dall'artista Franko B, con la partecipazione critica di Maurizio Coccia,
Filippo Mollea Ceirano e Mara Predicatori, raccoglie vari lavori, tra loro eterogenei e realizzati con diverse tecniche di nove giovani artisti, italiani e non, selezionati dal curatore:
Marco Berton, Andrés Felipe Castaño, Flaminia Cicerchia, Alberto Danelli, Pamela Diamante, Arvin Golrokh, Abdel Karim Ougri, Gabriele Provenzano, Fabio Weik
Si tratta di sculture, assemblaggi di oggetti o apparati meccanici, ceramiche, dipinti tradizionali, videoinstallazioni, fotografie.
Nel progetto curatoriale nato dalla visione di Franko B lo scopo non è infatti quello di organizzare un’esposizione armoniosa e rassicurante, ma sollevare dubbi, interrogativi, prese di posizione, e se necessario anche conflitti, attraverso le interazioni di approcci tra loro diversi.
È un’indagine sul mondo contemporaneo, sulle inquietudini che provoca, su come ci si rapporta ad esso e come lo si affronta. Come spiega Franko B nell’intervista con Mara Predicatori, in questo è racchiuso il senso del titolo: religion non rinvia a nulla di sacro o a soluzioni preconfezionate: «La nostra pratica, anche temporaneamente, diventa la nostra religione».
La funzione dell’artista, inteso nel senso più ampio del termine, diviene la ricerca di risposte e soluzioni attraverso un lavoro che stimola, provoca, disturba, istiga al ragionamento. Nelle differenze tra i vari approcci sta il senso della soggettività negata dall’alto, ma anche la possibilità di trovare un terreno comune attraverso la pratica creativa.