A Venezia un romanzo di Samuel Beckett diventa un evento live art (per 6 ore, in un museo)
A Palazzo Diedo va in scena, in anteprima mondiale, la raffinata versione live art del romanzo dell’autore irlandese: parola, musica, arti visive si intrecciano per creare un evento unico, una long performance immersiva e coinvolgente
La compagnia teatrale Gare St. Lazare Ireland e l’istituzione culturale Berggruen Arts & Culture portano in anteprima mondiale, al secondo piano di Palazzo Diedo a Venezia, un innovativo evento di live art incentrato sul romanzo How it is (Come è) di Samuel Beckett, fruibile fino al 21 giugno 2026. Diretto da Judy Hegarty Lovett, How it is è arricchito dalle composizioni originali e dal sound design di Mel Mercier, dal light design e dalla lighting installation di Simon Bennison. Una long performance di sei ore – è possibile entrare e uscire, in una fruizione libera e individualizzata – che si avvale della collaborazione dell’artista visivo Michael Craig-Martin. A pronunciare e incarnare la parola beckettiana – in inglese – i celebri Conor Lovett e Stephen Dillane (quest’ultimo noto al grande pubblico per la partecipazione a Game of Thrones). A completare la prestigiosa locandina dell’evento, il musicista irlandese Caoimhín Ó Raghallaigh.

Il romanzo “How it is” di Samuel Beckett
Ultimo romanzo del premio Nobel Samuel Beckett (1906-1989), How it is fu pubblicato dall’autore irlandese prima in francese e poi in inglese, rispettivamente nel 1961 e nel 1964 (la traduzione italiana, invece, a opera di Franco Quadri, risale al 1965 ed è stata pubblicata da Einaudi). Intitolato inizialmente Pim, Beckett decise di modificare il titolo per sfruttare il gioco di parole tra Comment c’est (Come è) e Commencez (Cominciate, verbo frequente nei drammi beckettiani…). Il romanzo è suddiviso in tre parti – Prima di Pim, Con Pim e Dopo Pim – che nella performance diventano il viaggio, la coppia, l’abbandono, ambientate in un paesaggio essenziale di fango primordiale e oscurità. Nella prima parte un io narrante indefinito si trascina attraverso il fango e di fango si nutre, lo succhia traendone piacere. Nella seconda parte fa la sua comparsa Pim, che come l’io narrante si trascina nel fango. Nella terza parte Pim abbandona il protagonista, per il quale la vita è cambiata. Un’allegoria dell’esistenza umana, tracciata ricorrendo a una sintassi frantumata ed essenziale, refrattaria alla grammatica ed efficace correlativo oggettivo di un’identità anch’essa spezzettata e alla ricerca di una forse impossibile unità.

La versione live art di “How it is”
Quella allestita al secondo piano di Palazzo Diedo a Venezia è un’articolata e immersiva installazione performativa site-specific, resa peculiare dal segno impresso dall’artista visivo Michael Craig-Martin, chiamato ad amplificare la fisicità della parola, scarna ma potente, di Beckett. L’artista ha lavorato, in particolare, sul pavimento su alcuni totem e sulle sedute, uniformati da un unico intenso colore il magenta: “Questa tonalità, sospesa tra il rosso e il viola, si rivela una presenza ambivalente ed eccezionalmente sensibile ai minimi mutamenti di luce e atmosfera. L’obiettivo dell’allestimento è quello di riflettere i complessi cambi di registro del testo, definendo e sottolineando l’unità fisica ed emotiva dello spazio condiviso tra interpreti e pubblico in questa straordinaria produzione”. Un intervento in armonia con l’intero allestimento che, a sua volta, dialoga con l’architettura del palazzo veneziano e con l’ambiente sonoro.

Come la regista presenta “How it is”
Judy Hegarty Lovett, regista di trenta produzioni per Gare St Lazare Ireland, tra cui numerosi titoli beckettiani, porta in scena il romanzo di Beckett in versione integrale e così descrive ispirazione e filo rosso del proprio allestimento. “Ci siamo interrogati su cosa significhi rinunciare al personaggio per raggiungere un senso di luogo, tempo e identità più essenziale, più nudo e meno riconoscibile. Le sfide del romanzo sono un invito all’invenzione. L’invenzione è centrale nel nostro processo. Per entrare in questo territorio inesplorato, che incoraggia un accesso esperienziale all’universo di Beckett e un altro modo di intendere il mezzo performativo, ci ritroviamo a cercare un altro modo per rappresentare lo spazio e forme, aprendo un dialogo vivo e stimolante con voi, il pubblico, gli ascoltatori”.

La sua esperienza con il testo è di lunga data: “Il nostro percorso con “Come è” dura da undici anni, e ogni nuovo approccio continua a restituirci qualcosa di inedito. Le nostre produzioni beckettiane cercano da sempre di dissolvere i confini tra attore, testo e pubblico. Rispecchiando la forma di Beckett (e forse il contenuto), abbiamo posto il dubbio e l’interrogativo al centro del nostro lavoro. Abbiamo sempre voluto che il pubblico si chiedesse: di chi sono le parole, di chi è la voce, e da chi viene raccontata?” In realtà, “chi ascolta non sa mai con certezza se le parole appartengano agli attori, a Beckett, o a qualche altra forza innominata e inafferrabile. Come fu per Beckett, così “Come è” rappresenta per Gare St Lazare una svolta stilistica decisiva. Nella messa in scena cerchiamo di fare i conti con un testo che si dispiega in forma sintattica non lineare, fondendo suono e scenografia con una dislocazione della voce narrante, per arrivare al significato attraverso la frammentazione piuttosto che nonostante essa. Invochiamo un presente che non è più presente (perché si è già consumato nel tempo teatrale) e attraverso il testo e la messa in scena troviamo il modo di restituire quest’opera al pubblico”.
Laura Bevione
How it is
Fino al 21 giugno
Palazzo Diedo – Berggruen Arts & Culture
Fondamenta Trapolin 2386, Venezia
berggruenarts.org
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati