Maria Lai – Essere è tessere | Living Collapse

Informazioni Evento

Luogo
MADRE - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DONNAREGINA
Via Settembrini 79, 80139 , Napoli, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Artisti
Maria Lai
Curatori
Samuele Piazza, Carlos Basualdo, Mónica Amor
Generi
arte contemporanea, personale, collettiva

Due mostre. Quella su Lai è dedicata a una delle traiettorie artistiche più singolari dell’Italia del dopoguerra: articolata lungo oltre sei decenni, ripercorre le trasformazioni materiali, formali e concettuali attraverso cui l’artista ha ridefinito il rapporto tra arte, linguaggio, memoria ed esperienza collettiva. La seconda mostra è quella del Premio Meridiana, Living Collapse, a cura di Samuele Piazza.

Comunicato stampa

La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre, Napoli presenta dal 25 giugno la mostra Maria Lai. Essere è tessere dedicata a una delle traiettorie artistiche più singolari dell’Italia del dopoguerra: articolata lungo oltre sei decenni, ripercorre le trasformazioni materiali, formali e concettuali attraverso cui l’artista ha ridefinito il rapporto tra arte, linguaggio, memoria ed esperienza collettiva.

Il progetto espositivo, a cura di Mónica Amor e Carlos Basualdo in collaborazione con l’Archivio e la Fondazione Maria Lai, è organizzato secondo un percorso al tempo stesso cronologico e tematico e mette in primo piano la costante sperimentazione di Lai con assemblage, tessile, cucitura, collage e oralità, situando al contempo il suo lavoro all’interno di più ampi dibattiti sull’astrazione, la materialità, il femminismo e la crisi dell’oggetto artistico nell’Italia del dopoguerra.

La mostra e il catalogo che l’accompagna intendono inoltre affrontare significative lacune storiche e archivistiche, aprendo nuove linee di ricerca sull’opera di Lai. Attraverso documentazioni recentemente riunite, cronologie riviste, materiali d’archivio e analisi mirate di nuclei fondamentali di opere – tra cui i Telai, le Tele Cucite, i Libri Cuciti, i Collages e le Fiabe – il progetto evidenzia la complessità di una pratica troppo spesso ridotta a categorie biografiche o regionali. Più che costituire un fine in sé, questo registro locale emerge come un filo strutturale cruciale attraverso cui Lai sviluppò una sofisticata riflessione sui limiti dell’oggetto artistico e del sistema dell’arte. Un’attenzione particolare è dedicata alla decisiva mostra del 1971 alla Galleria Schneider di Roma, qui presentata come un punto di svolta fondamentale in una traiettoria segnata da un’intelligenza materiale che ha costantemente destabilizzato i confini tra arte e vita.

Nell’ambito della mostra sarà realizzata una sala dedicata alla didattica, inclusa nel percorso, che accoglierà, accanto ad alcune opere di Maria Lai, specifiche attività e dispositivi legati all’apprendimento e all’approfondimento della pratica artistica.

Il catalogo, edito da Lenz Press, contiene un’introduzione di Mónica Amor e Carlos Basualdo, un saggio storico di Mónica Amor, schede di catalogo di Carol Armstrong, Giulia Brandinelli, Barbara Casavecchia, Michele D’Aurizio, Francesca Filisetti, Sharon Hecker, oltre a due saggi di Elisabetta Rattalino e Chandra Livia Candiani.

Il Madre ospita la seconda mostra del Premio Meridiana, Living Collapse, a cura di Samuele Piazza (Parma, 1988), con gli artisti Andrea Bolognino (Napoli, 1991), Effe Minelli (Pompei, 1986), e Raffaela Naldi Rossano (Napoli, 1990), che si configura come un passaggio significativamente diverso rispetto al progetto precedente, curato da Gabriella Rebello Kolandra, restituendo la varietà di approcci e linguaggi che il Premio intende attivare, pur mantenendo alcune linee di continuità sul piano della ricerca.

Anche in questo caso, infatti, la cornice curatoriale si delinea intorno a un riferimento storico che apre una prospettiva specifica, tramite la quale interrogare la complessità del presente. Il contesto è quello di una rilettura della tradizione presepiale, a partire dall’opera Presepio di Jimmie Durham, nella collezione del Madre. La mostra assume il presepe napoletano come dispositivo critico, evidenziando le affinità tra questa forma d’arte e alcune sensibilità della ricerca contemporanea. Ne emerge una lettura stratificata e non lineare della tradizione, filtrata attraverso le pratiche degli artisti invitati. A partire da questa matrice, i tre artisti, attraverso linguaggi che spaziano dal disegno alla scultura e all’installazione, sviluppano interventi inediti che danno forma a un paesaggio instabile, scandito da tensioni tra costruzione e rovina, umano e non umano, ordine e proliferazione.

Promosso dal Museo Madre e dagli Amici del Madre, con il sostegno di Antony Morato e Fondazione Tridama, il Premio Meridiana, curato da Mario Francesco Simeone, intende valorizzare la ricerca curatoriale e la scena artistica emergente con un focus specifico sulla Campania e sull’Italia Meridionale, favorendo il dialogo tra generazioni, contesti e linguaggi diversi. La prima edizione, intitolata “Ogni cosa è tutte le cose” e ispirata al romanzo “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini, ha visto la partecipazione di 64 candidature ed è stata vinta dai curatori Gabriella Rebello Kolandra (Rio De Janeiro, 1993) e Samuele Piazza (Parma, 1988).