Umberto Bignardi – Lo spettacolo delle immagini
Umberto Bignardi. Lo spettacolo delle immagini, mostra a cura di Lorenzo Madaro dedicata a Umberto Bignardi (Bologna, 1935 – Milano, 2022), realizzata in stretta collaborazione con l’Archivio Umberto Bignardi.
Comunicato stampa
Figura appartata e decisiva del secondo Novecento italiano, Bignardi attraversa pittura, disegno, fotografia, grafica, cultura visiva e processi di riproduzione con una ricerca mobile. Il progetto riunisce opere comprese tra la fine degli anni Cinquanta, gli anni Sessanta e la fase tarda, fino al 2016, componendo una lettura fondata sulle persistenze interne al suo lavoro.
La mostra – la prima dedicata all’artista dalla galleria Vistamare – connette opere distanti nel tempo per mettere in evidenza una continuità profonda: la scrittura come traccia, il segno come struttura, l’immagine come materiale instabile, la superficie bidimensionale come luogo di trasformazione.
Dalle opere tarde — tra cui, in una selezione di quelle presenti in mostra, Il tramonto dell’Occidente e Caro fratello (2016), Marocco III (2002), OEU (1995), Acropolis (1994), Giardini telematici (1992) e Marocco (1985) — il percorso risale idealmente verso i lavori storici, da Marte (1964) a Macchina industriale (1963), da Senza titolo (1961) alle versioni di Fiora (1957-1958).
Formatosi tra Bologna e Roma, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e segue le lezioni di Toti Scialoja, Bignardi si muove in una geografia in cui la pittura incontra le trasformazioni dell’immagine contemporanea. La Roma tra la fine degli anni Cinquanta e i Sessanta, attraversata dalla Scuola di piazza del Popolo, dai rapporti con La Tartaruga e L’Attico, dalle prossimità internazionali e dall’amicizia con Cy Twombly, diventa per lui un laboratorio visivo e mentale. Il quadro e il foglio accolgono frammenti iconici, scritture, immagini tecniche, forme seriali e memorie visive, come campi di apparizione e montaggio.
Accanto alle opere, un nucleo di documenti provenienti dall’Archivio Bignardi — inviti, pieghevoli, fotografie, materiali editoriali e testimonianze — restituisce il sistema di relazioni entro cui l’artista ha operato. Il titolo della mostra riprende un’espressione di Alberto Boatto, che nel catalogo di Fuoco Immagine Acqua Terra, alla Galleria L’Attico di Roma nel 1967, individuava nella sua opera la tensione verso uno “spettacolo delle immagini”: una formula ancora capace di illuminarne la natura mentale, processuale e mediale.
Umberto Bignardi nasce a Bologna nel 1935 e si forma a Roma. Espone alla Galleria La Tartaruga, alla Galleria L’Attico; nel 1967 partecipa a Fuoco Immagine Acqua Terra e ad Arte Povera – Im Spazio. Tra le riletture del suo lavoro si ricorda in particolar modo l’antologica all’Università La Sapienza di Roma (1994). Muore a Milano nel 2022.