Al cubo

Informazioni Evento

Luogo
BASSI BENEVENTANO
Via Beneventano, 17, 97018, Scicli, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

da martedì a sabato / 17.00 — 21.00

Vernissage
06/06/2026

ore 19

Uffici stampa
MARIA GRAZIA VERNUCCIO
Generi
arte contemporanea, collettiva

A partire da percorsi distinti e da una lunga consuetudine di confronto, i tre artisti si ritrovano negli spazi di × × Bassi Beneventano per una mostra concepita come campo di relazione e attraversamento, accompagnata da un testo a cura di Marta Cereda.

Comunicato stampa

La mostra Al cubo, a XX Bassi Beneventano a Scicli, in provincia di Ragusa, dal 6 giugno al 5 luglio 2026 riunisce tre artisti — Angelo Barone, Giovanni Frangi, Luca Scarabelli — legati da una lunga consuetudine di dialogo, confronto e prossimità. Affinità elettive, si potrebbe dire, che nel tempo hanno saputo consolidarsi pur nel mantenimento di percorsi autonomi e linguaggi distinti. Ciò che li accomuna è una tensione condivisa verso la ricerca, un’inquietudine dello sguardo e una costante messa in discussione del fare artistico. Dopo aver attraversato, a partire dagli anni Ottanta, traiettorie milanesi caratterizzate da incontri, frequentazioni di studi, inaugurazioni e occasioni espositive comuni, i tre artisti si sono ritrovati negli anni più recenti a condividere anche l’esperienza di docenza presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, divenendo così colleghi oltre che interlocutori. In questo contesto, la riflessione sulla responsabilità del gesto, sul senso dell’immagine e sulla costruzione della forma si è progressivamente configurata come un laboratorio quotidiano, fatto di scambi, interrogazioni e verifiche continue.

Accompagnata da un testo critico di Marta Cereda, la mostra presenta un insieme di opere che instaurano un dialogo a distanza, in una prospettiva aperta e dinamica. I lavori si incontrano nel punto in cui l’arte si fa interrogazione: sulla forma, sulla materia, sulla possibilità stessa di vedere con uno sguardo sempre rinnovato. Angelo Barone indaga la memoria silenziosa delle architetture e delle immagini; Giovanni Frangi apre la pittura a un rapporto sensibile con il dato naturale; Luca Scarabelli esplora la precarietà del gesto e le potenzialità plastiche degli oggetti quotidiani. Insieme, gli artisti costruiscono un territorio condiviso, una geografia di prossimità — anche se temporanea — in cui le opere si intrecciano per risonanze e affinità, dando luogo a una trama visiva che si sviluppa nello spazio espositivo come una conversazione in atto.

Come sottolinea Marta Cereda nel testo in catalogo, Al cubo è prima di tutto un incontro: una pratica dello sguardo che si radica nella relazione, pur mantenendo intatta l’autonomia formale dei singoli percorsi. Il progetto non si configura come un’opera relazionale in senso stretto, ma come un processo di dialogo che trova nella costruzione condivisa il proprio elemento generativo. La mostra si propone infine come un invito a sostare sulla soglia dell’immagine, a cogliere ciò che si manifesta e ciò che si sottrae, riconoscendo nella visione un atto fragile e quotidiano, ma essenziale. Negli spazi di Bassi Beneventano, sembra di poter ancora percepire l’eco delle conversazioni tra gli artisti: voci, scambi, ironie e complicità che, come nelle aule di Brera, continuano a prendere forma nello spazio della mostra, trasformandosi in esperienza condivisa.

X X Bassi Beneventano per una mostra concepita come campo di relazione e attraversamento, accompagnata da un testo a cura di Marta Cereda.