Officina Malanotte 2026
La tenuta Bonotto Delle Tezze è lieta di presentare la quinta edizione di Officina Malanotte.
Comunicato stampa
La tenuta Bonotto Delle Tezze è lieta di presentare la quinta edizione di Officina Malanotte. Il progetto, curato da Daniele Capra con la direzione artistica di Nico Covre, è costituito da una residenza per artisti, dal 18 maggio al 5 giugno, che si svolge presso l’azienda e da una mostra conclusiva in cui sarà possibile vedere gli esiti del lavoro svolto, dal 6 giugno al 5 luglio). Per tutta la durata dell’evento gli atelier degli artisti saranno visibili fissando un appuntamento telefonico.
I protagonisti dell’edizione del 2026 sono Angelo Bellobono, Paolo Bini, Chiara Peručh e Silvia Vendramel, che trascorreranno tre settimane nella tenuta per condurre liberamente la propria ricerca, a stretto contatto con il contesto naturale, con l’azienda e con le persone che frequentano il piccolo centro trevigiano.
Quest’anno gli artisti impiegheranno come studio l’officina meccanica, collocata sul retro della cantina, che ha dato il nome al progetto. È un luogo ampio – dalla fine degli anni Sessanta all’inizio dei Duemila impiegato come spazio per la rivendita e la riparazione di trattori – in cui ancora si respira l’atmosfera del lavoro e l’odore degli ingranaggi meccanici. Officina Malanotte è così, ancora una volta, l’occasione per riportare al centro dell’attenzione, grazie al lavoro degli artisti, uno spazio periferico e in disuso.
Nei giorni di residenza non mancheranno le degustazioni e gli artperitivi, in cui gli artisti si potranno confrontare con alcune delle realtà sociali e culturali del territorio, e poi le visite in studio organizzate per gli addetti ai lavori del mondo dell’arte. Il primo open studio sarà realizzato il 23 e 24 maggio, in occasione di SOVRA INNESTI, una due giorni in cui sarà possibile degustare le nuove annate dei vini della cantina e visitare gli spazi oggetto di recente restauro, e in cui si svolgerà inoltre la quinta edizione del Mercatino Rabosino, evento in cui saranno esposte le produzioni artigianali di designer del territorio.
Durante la residenza sarà inoltre possibile degustare insieme una selezione speciale di vini della linea OFFICINA, come il Grapariol e il raboso Ribelle, messi a punto dall’azienda per i momenti conviviali più spensierati.
Officina Malanotte è un laboratorio nato per coniugare il territorio e la cultura del vino con le capacità di sperimentazione e contaminazione proprie del linguaggio artistico contemporaneo. Il nome fonde insieme l’idea dell’operosità e del lavoro con il toponimo di Borgo Malanotte, nucleo antico di Tezze di Piave che dà origine anche al Malanotte del Piave Docg, uno dei vini rossi più significativi realizzati in Veneto. Il progetto — voluto da Antonio Bonotto e realizzato con il supporto di tutta la famiglia — è parte integrante delle attività della tenuta, che propone durante tutto l’anno attività di natura culturale. Officina Malanotte rappresenta così una forma di restituzione al luogo in cui l’azienda è radicata.
La ricerca di Angelo Bellono (Nettuno, 1964) è alimentata da un interesse verso il paesaggio, l’orografia montana, la continua sovrapposizione di elementi naturali e antropologici. Le sue tele e i suoi lavori su carta sono spesso originati da lunghe camminate e attente osservazioni, grazie a cui l’artista mappa gli spazi percorrendoli in prima persona. Tale pratica consente all’artista di impregnarsi fisicamente di un territorio e di restituire visivamente all’osservatore l’unicità dell’esperienza personale nella forma di un intenso diario visivo.
Bellobono ha esposto alla Quadriennale di Roma; MAXXI, L’Aquila; Biennale di Marrakech (MA); Triennale, Milano; Fondazione Volume, Roma; AlbumArte, Roma; Spazio Mars, Milano; Museo di Arte Moderna, Il Cairo (EG); Museo di Arte Moderna, Nuova Delhi (IN); Museo Macro di Roma; Collezione Maramotti, Reggio Emilia; Istituto Italiano di Cultura, Madrid (ES) e Parigi (FR); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fondazione Lac O Le Mon, San Cesario di Lecce.
La pittura di Paolo Bini (Battipaglia, 1984) è animata dall’incessante tensione tra l’anarchia del colore e il rigore della composizione geometrica. Nelle sue opere convivono infatti il dato cromatico emotivo e la progettualità incarnata dalla linea, che assume la forma orizzontale o verticale. Le sue tele e le sue sculture sono immagini frammentate, in cui gli elementi costitutivi sembrano fibrillare in un ciclico farsi e disfarsi, che può rivelare un paesaggio o una visione del tutto lontana dalla realtà che ci circonda.
Bini ha esposto alla Quadriennale, Roma; ISCP, New York (US); Museo Ettore Fico, Torino; Museo MADRE, Napoli; Reggia di Caserta; Fondazione Made in Cloister, Napoli; CAMeC, La Spezia; Galleria Alfonso Artiaco, Napoli; Everard Read Gallery, Franschhoek (ZA); Galleria Peola Simondi, Torino; CIRCA Gallery, Johannesburg (ZA).
Il paesaggio e la natura morta sono tra i soggetti più ricorrenti nei dipinti di Chiara Peručh (Pordenone, 1996). Nelle sue opere si alternano liberamente scene di fantascienza, caratterizzate da atmosfere post-apocalittiche, e situazioni in cui il tempo pare essersi fermato. Le sue tele, dal sapore visionario, evidenziano la fascinazione per trame e pattern di origine tanto animale quanto inorganica, e presentano sovente colori vividi e acidi, che vengono combinati sulla superficie in forma ipnotica. Peručh ha esposto presso la Pinacoteca Nazionale, Bologna; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Dolomiti Contemporanee, Borca di Cadore; Magazzini del Sale, Venezia; Musei Provinciali di Borgo Castello, Gorizia; Villa Reale, Monza; CAS, Ostende (BE); Altro Mondo Art Gallery, Makati, Filippine (RP); Galleria Giovanni Bonelli, Milano; Marignana Arte, Venezia.
La ricerca di Silvia Vendramel (Treviso, 1972) nasce da un interesse verso gli elementi naturali e le forze che determinano il cambiamento della materia. Nella sua pratica, dedita in forma esclusiva alla scultura e all’installazione, ricorrono assemblaggi casuali di elementi di risulta e forme essenziali progettualmente definite. Frequentemente, nelle sue opere, i materiali costitutivi sono messi in contrasto e associati in forma ossimorica per evidenziarne le proprietà fisiche e gli intrinsechi limiti di utilizzo.
Vendramel ha esposto presso M_D_A_C, Cagnes sur Mer (FR); Ex centrale
del latte, Vicenza; MAC, Lissone; Museo Archeologico, Ceprano; Murate Art District,
Firenze; Fondazione Il Bisonte, Firenze; Museo Temporaneo Navile, Bologna; Museo Luigi Varoli, Cotignola; Spazio Thetis, Venezia; Dolomiti Contemporanee, Casso; CARS, Omegna; Italian Academy, New York (US); IFCR Residences, Shanghai (CN).
La cantina Bonotto Delle Tezze porta avanti un’antica tradizione vitivinicola a conduzione familiare. La famiglia, testimoniata a Tezze di Piave sin dal 1420, il territorio e le comunità tra il greto del fiume Piave e le colline trevigiane sono infatti saldamente unite da un legame plurisecolare. Nella cantina della tenuta — cui fa da sfondo un paesaggio segnato dal dialogo tra ghiaie e argille, incorniciato dalle Dolomiti e che affaccia, a sud, sul mare Adriatico e su Venezia — nascono prestigiose etichette, come il Col Real, Rive di Collalbrigo Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene Docg, il Malanotte del Piave Docg, da vitigno Raboso del Piave e il LUIGI VENTI, metodo classico Blanc de Noir da uve Raboso.
Officina Malanotte
Angelo Bellobono
Paolo Bini
Chiara Peručh
Silvia Vendramel
A cura di Daniele Capra
Residenza 18 maggio — 5 giugno
Mostra 6 giugno — 5 luglio
Anteprima stampa 5 giugno ore 11.30
Vernissage 5 giugno ore 18.30
Tutti i giorni su appuntamento