A Perugia la leggendaria Edicola 518 da chiosco per riviste dopo 10 anni diventa spazio pubblico. Un invito all’esibizionismo culturale
Il vecchio chiosco di giornali recuperato nel 2016 dal collettivo riunito intorno ai fratelli Brizioli, diventato modello di riqualificazione urbano e scommessa (vinta) sull’editoria di qualità, cessa la sua attività commerciale. Riprogettato e donato alla città, diventa oasi di lettura e refrigerio. Per fare cultura insieme
Quando parla di esibizionismo culturale, il team che ha ideato e cresciuto il progetto Edicola 518 non vuole certo alimentare il proprio ego. Piuttosto, “ribaltiamo in positivo il concetto di esibizionismo” spiega Antonio Brizioli “ritenendo che in questi tempi di difficoltà culturale la lettura non possa essere più solo un privato esercizio intellettuale ma debba essere un gesto da ostentare su pubblica piazza, per propagare l’abitudine e innescare reazioni a catena positive”.
C’è dunque un rinnovato invito alla partecipazione dietro all’evoluzione di Edicola 518, che a dieci anni esatti da quando fu inaugurata nel centro di Perugia festeggia la sua maturità cambiando passo. O, meglio, approfondendo la sua attitudine a coinvolgere la comunità valorizzando lo spazio pubblico.

La storia di Edicola 518 negli ultimi 10 anni
Iniziava così, nel 2016, la nuova vita del vecchio chiosco di giornali ai piedi delle scalette di Sant’Ercolano, recuperato con l’obiettivo di farne un presidio culturale, in nome dell’editoria di qualità, a partire dall’intuizione del collettivo formato da Antonio Brizioli, Antonio Cipriani, Valentina Montisci e Kristina Borg, già fautore del progetto artistico/editoriale Emergenze. Uno spazio nato per colmare il vuoto di infrastrutture adibite alla vendita e alla promozione di progetti piccoli, innovativi, fuori dal circuito main stream. Da allora, il chiosco-libreria, con i suoi “4 metri quadri di spazio infinito”, ha esposto una collezioni di titoli provenienti da tutto il mondo, selezionati tra le produzioni più raffinate del panorama editoriale contemporaneo, tra magazine indipendenti, libri d’artista, carte anarchiche, fanzine. Nel frattempo, in corso Cavour (al civico 9) è nata la libreria Paradiso 518; e poi, nel 2023, proprio dirimpetto alla libreria, la vineria e caffetteria di quartiere Quasi 518.
Insomma, il progetto Edicola 518 – nel frattempo diventato cooperativa, con sei dipendenti – ha fatto scuola in tutta Italia e all’estero, forse perché non ha mai smesso di ripensarsi dall’interno, e di mettersi in discussione. Oggi si possono contare oltre duecento eventi culturali nello spazio pubblico promossi dal collettivo di Edicola 518: una sorta di festival culturale continuativo che non si è mai arrestato.
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Il ruolo dell’edicola nello spazio pubblico. Edicola 518 rinuncia all’attività commerciale
L’ultimo anno è stato segnato da un percorso di avvicinamento all’anniversario del primo giugno 2026: L’Edicola che vorrei, peraltro progetto vincitore della sesta edizione del bando Laboratorio Creatività Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è stato un viaggio condiviso, nello stile di Edicola 518, mirato a configurare il restauro del chiosco e il nuovo assetto dello spazio urbano che lo circonda, attraverso il coinvolgimento della cittadinanza, chiamata a intervenire su centinaia di bacheche bianche affisse in città, con suggerimenti, consigli, esigenze. Anche attraverso una radio autogestita (Radio Edicola) e a un laboratorio di improvvisazione nello spazio, sono state individuate le funzioni portanti del nuovo chiosco: il riposo, la lettura, la presenza di acqua potabile e la possibilità di organizzare incontri autogestiti nello spazio pubblico.
Per arrivare a oggi, con l’inaugurazione dell’Oasi urbana per l’esibizionismo culturale: un passaggio che vede Edicola 518 rinunciare alla sua attività commerciale, per diventare avamposto per la lettura, il riposo, l’incontro e l’iniziativa culturale a beneficio della cittadinanza. “L’idea è che l’edicola debba enfatizzare la sue funzioni sociali, di spazio pubblico. L’edicola è una licenza privata che si esercita su suolo pubblico, anche a livello regolamentare oltre che morale”, sottolinea Brizioli “Avevamo già affrontato il tema nel 2016 rimettendo mano al chiosco, ma oggi, in un’epoca in cui la vendita dei giornali è antieconomica e rischia di restare appiattita su un romanticismo sterile, proviamo ad attualizzare la parte del servizio alla cittadinanza, per fare sul suolo pubblico”. Del resto, anche il grande successo del format Edicola 518, molto chiacchierato e imitato, ha portato a riflettere sulle distorsioni generate dai fenomeni di tendenza: “Il nostro esperimento, nel suo piccolo, ha avuto molto successo. Per noi, perché intorno ci abbiamo costruito un progetto ben più articolato, ma anche perché fortemente ispiratore e imitato. Nella dinamica delle neoedicole, però, è arrivata anche la microspeculazione immobiliare: se riaprire un’edicola significa prendere a basso prezzo immobili poco costosi per farne in buona sostanza dei pop up o degli spazi pubblicitari per qualche brand, non possiamo parlare di riqualificazione. Si tratta, invece, di una messa a reddito degli ultimi spazi residuali delle grandi città, di un’attività commerciale che non riattualizza le funzioni sociali originali, le stressa”. Su questa riflessione è impostata la pubblicazione che uscirà a ottobre 2026, “una mappatura del contesto in Italia, per individuare gli esempi virtuosi che restano fuori dai radar, ma anche per indagare il fenomeno delle edicole effimere”.

La nuova Edicola 518: uno spazio pubblico per lettura e refrigerio
A Perugia, intanto, il riallestimento di Edicola 518 è finalmente pronto per essere goduto dal pubblico. Il progetto è stato elaborato dal designer siciliano Giuseppe Arezzi, e ha coinvolto tanto gli interni del chiosco che lo spazio all’aperto, ora dotato di un mobile-gradinata ligneo verniciato di rosso progettato per accogliere la sosta e la lettura, con una fonte in acciaio inox per l’erogazione di acqua potabile al centro, e di moduli in legno che possono fungere sia da sgabello che da leggio (Ambo, modulo di 20 cm progettato ad hoc per le scalette di Sant’Ercolano, per compensare il dislivello dei gradini). I nuovi infissi fungono invece da sistema espositivo per una selezione editoriale consultabile gratuitamente, e attraverso una pedana esterna che estende la superficie calpestabile, l’intervento integra una seduta spontanea fruibile anche durante la chiusura notturna. La differenza la faranno gli utenti, arricchendo e reinterpretando lo spazio completamente donato alla cittadinanza. “Ho voluto preservare il rito della quotidianità che storicamente appartiene all’edicola” spiega Arezzi “Se un tempo ci si fermava per acquistare informazioni, oggi ci si ferma per elaborarle attraverso il riposo e la lettura. Il cuore del progetto è la fontana: l’acqua potabile è un bene primario, esattamente come lo è l’informazione di qualità. Ho interpretato il chiosco non solo come architettura minima, ma come un mobile abitabile e adattabile, dove ogni elemento tecnico è pensato per favorire l’incontro e la libera fruizione dello spazio pubblico”. Sulla saracinesca, inoltre, il muralista Nic Alessandrini ha realizzato la testa di Sant’Ercolano, patrono di Perugia, che nel 549 fu spellato vivo e decapitato da Totila per aver difeso la città dall’invasione dei barbari. Secondo leggenda, la sua testa fu gettata proprio sulle scalette dove si trova Edicola 518, e il murale omaggia questo mito fondativo, anche se ha già dato adito a faziose e sterili polemiche.
Prendersi cura dello spazio pubblico
“La cura della città non è più primariamente compito del pubblico, partecipa il privato” continua Brizioli “Questa è la mia visione positiva sul futuro: ognuno faccia qualcosa, ma non a chiacchiere. Attraverso gesti concreti”. Quindi cosa succederà nella nuova Edicola 518? “Ci sarà anche una programmazione culturale, che si costruirà strada facendo. Sfideremo artisti, divulgatori, scrittori e intellettuali a interagire con questo spazio minimo. Ma lasceremo spazio anche ad altri, con curatele collaterali, per non essere univoci. Perugia ha tante realtà attive interessanti in ambito musicale, artistico, performativo. Il nostro spazio vuole essere anche vetrina e megafono di questo fermento culturale cittadino”.
Dopo la festa inaugurale del primo giugno, con tanto di paella di quartiere, poetry slam e jam session, dal 2 giugno il chiosco sarà aperto tutti i giorni come uno spazio pubblico: “Lo apriamo la mattina, lo chiudiamo la sera. Si tratta di uno spazio non presidiato. Ci saranno libri e riviste in consultazione, ma anche possibilità di portarne altri. Dobbiamo favorire una consuetudine, perché si ricrei un’abitudine allo scambio. Chi legge non è l’ultimo estimatore di una pratica che la morale comune ritiene in via estinzione”.
E sempre a ottobre 2026, in concomitanza con la pubblicazione sulle edicole, si terrà alla Rocca Paolina una mostra, “per ragionare sui fenomeni urbani, e sulla fine che fanno le idee quando vengono messe in gioco”.
Livia Montagnoli
Edicola 518
Via Sant’Ercolano 42a, Perugia
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