L’arte anticipa il futuro: una nuova serie video racconta gli artisti visionari. Si comincia con Tomás Saraceno

Quattordici puntate per analizzare le opere di artisti contemporanei internazionali che stanno anticipando il futuro della mobilità, dell'energia, delle città e della sostenibilità. Un progetto che School of Vision promuove in collaborazione con ENI e ROAD, e che Artribune ospiterà a lunedì alterni, con cadenza bisettimanale

Gli artisti sanno leggere i segnali deboli della realtà, quelle tracce minime e frammentarie che attraversano il presente e annunciano le trasformazioni in arrivo prima che diventino tendenza misurabile. È quello che gli studi sul futuro chiamano weak signals: indizi che sfuggono all’analisi statistica perché non hanno ancora una serie storica alle spalle, ma che uno sguardo allenato, come quello degli artisti mossi da un’attitudine visionaria, sa intercettare.

“L’arte anticipa il futuro”. La nuova serie video in 14 puntate di School of Vision

Da questa premessa prende le mosse il progetto L’arte anticipa il futuro, rubrica editoriale promossa dalla School of Vision in collaborazione con ENI e ROAD, che troverà spazio ogni due settimane, il lunedì, su Artribune. Una serie video in 14 puntate, per analizzare opere di artisti contemporanei internazionali che stanno anticipando il futuro della mobilità, dell’energia, delle città e della sostenibilità. Per il mondo dell’impresa e della scienza, mettersi all’ascolto di questo sguardo significa attingere a un’intelligenza del futuro, una bussola di immaginari a disposizione di chi progetta il domani. Ogni puntata è introdotta e raccontata da Marco Bassan, fondatore di Spazio Taverna e direttore scientifico della School of Vision.

Tomás Saraceno è il primo protagonista della serie “L’arte anticipa il futuro”

Ad aprire il ciclo è Tomás Saraceno, artista argentino classe 1973. La sua ricerca attraversa arte, architettura, ecologia, scienza e cosmologia: ossessionato dall’Antropocene, cerca di rimettere l’uomo dentro l’ecosistema che lo circonda. Le sue opere esplorano quindi forme di relazione tra esseri umani, specie viventi, atmosfere e sistemi planetari. Come nell’universo di Aerocene, un progetto che Saraceno porta avanti da oltre dieci anni e che immagina una nuova relazione tra movimento, energia e atmosfera.
Il futuro della mobilità secondo Saraceno con “Aerocene” Attraverso sculture aerosolari, voli sperimentali e pratiche collettive, Aerocene apre una riflessione sul futuro della mobilità in un pianeta segnato dalla crisi climatica e dalla transizione energetica. Il progetto propone un’idea di movimento fondata sulla leggerezza, sull’energia solare e sulla collaborazione con le correnti dell’aria. Il futuro della mobilità, visto attraverso Aerocene, diventa una questione culturale prima ancora che tecnologica: riguarda il modo in cui abitiamo la Terra, consumiamo energia, costruiamo infrastrutture e immaginiamo nuove forme di coesistenza.
E Saraceno stesso, nel video, a raccontare e condividere il significato della sua ricerca, che ci coinvolge tutti. Intanto, l’artista argentino, collabora con scienziati del MIT e della Nasa, per trasformare le sue visioni utopiche in realtà.

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Redazione

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