Riflettori accesi sugli artisti Josef Albers e Leonor Fini alle aste de Il Ponte a Milano

Josef Albers e Giorgio Morandi sono stati tra i migliori risultati delle aste di arte moderna e contemporanea de Il Ponte a Milano, insieme a un ritratto di Italo Svevo dipinto da Leonor Fini, acquisito dalla Fondazione CRTrieste

Si sono tenute a Milano, tra il 26 e il 28 maggio 2026, le aste primaverili di arte moderna e contemporanea de Il Ponte. In totale la sessione ha realizzato oltre €4,7 milioni di fatturato, con il 90% dei lotti venduti (nel 2025 la casa si era attestata a quota €6 milioni come risultato aggregato).
Il corpus di 116 lotti della prima giornata di aste, la più densa per valore economico dei lotti in catalogo, spaziava dal dinamismo futurista del primo Novecento italiano fino alle pratiche più recenti degli Anni Cinquanta, dando molto spazio all’arte italiana ma anche alle incursioni di artisti stranieri come Josef Albers – il cui risultato è stato il migliore della serata – e senza dimenticare la scultura e le ceramiche, con Fausto Melotti e Medardo Rosso a riscuotere successo.

Leonor Fini, Portrait d'Italo Svevo (1928). Courtesy Il Ponte Casa d'Aste
Leonor Fini, Portrait d’Italo Svevo (1928). Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

Il ritratto di Svevo di Leonor Fini resta a Trieste

In una giornata di primavera, ma dalle temperature agostane, l’asta si è aperta a Milano con un exploit di rilievo dopo una manciata di minuti dopo l’inizio, al lotto n. 14, con uno dei top lot della serata, ovvero il ritratto del 1928 dello scrittore Italo Svevo a firma Leonor Fini. Oltre al trend ben consolidato per l’artista triestina di origine argentina, a trainare la vendita è stato proprio il soggetto dell’opera, Italo Svevo, nonché la mano che lo ha dipinto, Leonor Fini, legati dall’appartenenza alla stessa città: Trieste. Proprio questo comun denominatore – triestina era anche la provenienza, dalla collezione di Claudia Benetti – ha portato la Fondazione CRTrieste a formulare l’offerta più alta e ad aggiudicarsi il lotto per €358.400, incluse le commissioni. Un regalo straordinario alla città e alla storia della fascinosa Trieste, che ha forgiato l’animo artistico moltissimi autori, spaziando dalla letteratura colta alla pittura surrealista. Ancora non si sa dove verrà collocato il ritratto, che è soggetto a notifica di interesse storico-artistico, ma ciò che ora importa è che potrà essere visto dai cittadini e dalla comunità, a seguito di una vendita astronomica che ha polverizzato le stime preasta di €15.000-25.000 ed è finito secondo sul podio delle migliori aggiudicazioni della giornata.

Josef Albers, Study for Homage to the Square Full Tenor (1959). Courtesy Il Ponte Casa d'Aste
Josef Albers, Study for Homage to the Square Full Tenor (1959). Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

I top lot dall’asta milanese de Il Ponte

Su tutt’altro versante pittorico e stilistico, ma su una cifra simile, si è assestato Study for Homage to the Square: Full Tenor (1959) di Josef Albers che ha trovato una nuova casa per €384.000, sopra la stima alta e miglior risultato della sessione de Il Ponte. Ottimo riscontro anche per la composizione floreale Fiori (1946) di Giorgio Morandi, anche questo venduto ben sopra la stima alta a €256.000, incluse le commissioni, e terzo miglior risultato dopo il dipinto di Leonor Fini.

I risultati dell’asta de Il Ponte a Milano

Sopra i centomila euro, precisamente a €128.000, Una Sera (1990) di Salvo ha trovato una nuova casa, mentre a toccare e sfiorare tali cifre sono stati anche i lotti di Alberto Magnelli, Enrico Baj, Mario Schifano e Felice Casorati.
Sul fronte scultura, delle nove ceramiche di Fausto Melotti presenti in catalogo, soltanto una è rimasta senza nuovo proprietario, mentre le altre otto hanno raggiunto un totale aggregato di €167.000, mentre un buon risultato è stato anche quello della rara scultura Enfant juif di Medardo Rosso passato di mano a €89.600.
Tra i lavori futuristi presenti, Balla, Depero e Mino Rosso hanno avuto discreto successo con aggiudicazioni tra i 4.000 e i 30.000 euro, ma a fare di più è stata la vertiginosa matita Senza titolo (Incuneandosi nell’abitato) del 1939 di Tullio Crali, venduta per €48.640.

Antonio Mirabelli

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Antonio Mirabelli

Antonio Mirabelli

Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come…

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