Marina Buratti – Al di qua dell’aria

Informazioni Evento

Luogo
KONNUBIO
Via dei Conti, 8r, Firenze, FI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

La mostra è visitabile su appuntamento telefonando al +39 3393000574.

Artisti
Marina Buratti
Curatori
Loredana Barillaro
Generi
arte contemporanea, personale

Konnubio – ristorante e spazio espositivo a due passi dal Duomo, a Firenze – prende avvio un’altra tappa del Progetto Gusto Visivo con la personale dell’artista Marina Buratti (Alessandria, 1960), dal titolo Al di qua dell’aria.

Comunicato stampa

Il 28 maggio, nelle sale di Konnubio - ristorante e spazio espositivo a due passi dal Duomo, a Firenze - prende avvio un’altra tappa del Progetto Gusto Visivo con la personale dell’artista Marina Buratti (Alessandria, 1960), dal titolo Al di qua dell’aria. Ancora una volta Konnubio conferma in maniera decisa la volontà non solo di farsi punto di riferimento per l’arte contemporanea in città, ma anche quella di offrire ai propri clienti un rinnovato modo di fruire l’alta cucina mediante una particolare ed esclusiva esperienza di visita. Composta da venti dipinti - per lo più di piccole dimensioni, realizzati fra il 2024 e il 2026 - l’esposizione, curata da Loredana Barillaro, sarà visitabile fino al 28 agosto 2026.

Così scrive la curatrice:

Nei suoi dipinti Marina Buratti organizza la scala tonale attorno al verde, un colore così necessario all’occhio di chi guarda che più di altri persiste sulle superfici, una sorta di “sfondo”, di pelle su cui le scene vengono impresse, un ideale luogo dove, a poco a poco, tratto dopo tratto, la materia cromatica realizza una melodia in cui tutto è misurato, ogni nota trova il suo posto e ogni singola tinta traduce, visivamente, una vibrazione sonora.

Il migrare spontaneo dei toni in altri toni è un flusso che plasma contesti bucolici in cui si palesa l’amicizia fra la natura e l’elemento umano. La fitta vegetazione sembra connotare la maggior parte dei lavori dell’artista quasi che si possa percepire il movimento delle fronde, una vegetazione in cui strato dopo strato, seppur accennati, è possibile identificare forme, gesti e atteggiamenti, ogni cosa prende vita da ciò che sta prima, accanto, dopo. Il pennello, muovendosi sulla tela prosegue stendendo il colore in una fare continuo, senza staccarsi definisce oggetti, figure umane, arbusti.

Marina Buratti si muove fra un certo astrattismo e uno stile figurativo, non sappiamo se la sua possa definirsi o meno una moderna pittura di genere, sappiamo però che le note cromatiche acquistano un sentore poetico, intimista. Si può ben parlare, allora, di una pittura evocativa, fatta di segni, simboli e allusioni, in uno spazio, al contempo, spirituale e corporeo. Quello dell’artista è un fare veloce, a tratti nervoso, ma che altrove cede il passo ad una maggior pacatezza, ad un fare lento, ad un tempo “lungo” che si traduce in linee meno aggrovigliate, allorché la pennellata pare allentarsi e attenuare la sua foga. Il piccolo formato dei dipinti denota l’esigenza di un fare raccolto, intimo, non c’è nulla di urlato, di estremo, ogni cosa dichiara armonia.

Allusione e trasformazione, gesto che toglie o che aggiunge, definisce o “cancella”. L’artista sfoltisce, si libera del superfluo, alleggerisce i piani, porta l’immagine ad uno stato “primordiale”, non occorre che ella si soffermi troppo sui dettagli, poiché ciò che qui conta è l’essenza, l’abbozzo su cui poggia la trama. Una trama fatta di pensieri, immagini sopraggiunte nella mente da chissà dove, tutto compone un ideale album di ricordi in cui ogni cosa concorre ad una piacevole e spensierata vaghezza.