Come sta la luna?

Informazioni Evento

Luogo
COMPLESSO MUSEALE DELLA CONTRADA
Via Val di Montone, 6/A, Siena, SI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Il
Vernissage
21/04/2026

ore 17,30

Artisti
Serena Fineschi
Generi
presentazione

Oltre 15.000 monete donate dai contradaioli danno forma alla nuova opera di Serena Fineschi per il Museo.

Comunicato stampa

Quante forme può assumere un desiderio? A volte è quello che si esprime lanciando una moneta; altre volte è lo sguardo verso il cielo che accompagna la nostra speranza. È in questo tempo sospeso – tra il lancio della moneta e il momento in cui il desiderio si compie – che si inserisce la nuova opera di Serena Fineschi, dal titolo Come sta la luna?, che l’artista senese ha progettato per la Contrada di Valdimontone.

Dal 2023, infatti, la Contrada ha avviato un progetto di arte pubblica volto a valorizzare la propria eredità storica attraverso il contemporaneo, trasformando il Museo in uno spazio in cui la memoria dialoga con i linguaggi del presente. Un percorso che affonda le radici negli anni Settanta, con la progettazione affidata all’architetto Giovanni Michelucci, e che recentemente ha visto gli interventi di artisti senesi come Francesco Carone (2023, con la collaborazione di Andrea De Bernardi) e Marco Acquafredda (2025).

Adesso, in occasione della Festa Titolare della Contrada, il Museo del Valdimontone sarà arricchito da questa nuova opera firmata da Serena Fineschi: oltre 15.000 monete donate dai contradaioli formano una sfera, un pianeta depositario di sogni che si impone sulla parete dell’oratorio della Santissima Trinità. Un pianeta che si fa comunità, popolo, Contrada, unito da sogni e possibilità, simbolo di unione e spiritualità nel quale si custodiscono e sostengono le nostre speranze.

Come sta la luna? nasce dalla serie Forme di desiderio del 2013, in cui Serena Fineschi aveva impresso su carta le monete presenti sul fondo di alcune fontane per dare forma ai desideri altrui. È un’opera sull’attesa, ma anche una riflessione elastica sulla linea temporale. Delle oltre 15.000 monete che la compongono, infatti, 3.300 sono realizzate con oro 24 carati: è il numero degli appartenenti odierni (protettori) alla Contrada di Valdimontone che si stringono idealmente ai contradaioli del passato e a quelli del futuro. Un pianeta fatto di memoria che raccoglie i desideri di più generazioni, formando una comunità, un popolo legato dall’amore per i propri colori.

Se Leonardo – nei suoi manoscritti dedicati alla cosmologia – si chiedeva: “Come sta la luna?”, interrogandosi sulla sua composizione e sul rapporto con la Terra e il Sole, Serena Fineschi chiede alla luna e alle stelle: “Come stiamo, cosa desideriamo?”.

Con questo intervento – che sarà presentato martedì 21 aprile alle 17,30 – dunque, la Contrada di Valdimontone riafferma il proprio impegno non solo nella conservazione del patrimonio, ma anche nella produzione culturale contemporanea, rendendo l’arte di oggi parte viva della propria storia.

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SERENA FINESCHI

Serena Fineschi (Siena, 1973) vive e lavora a Siena. Si è formata presso l’Istituto Statale d’Arte “Duccio di Buoninsegna” di Siena, proseguendo i suoi studi in progettazione grafica a Siena, Firenze, Milano e in Storia dell’arte contemporanea all’Università di Siena.
Nel suo lavoro il corpo è la dimensione, la misura che lo determina, energia naturale e creazione umana. Il lavoro di Fineschi è estensione carnale e ossessione della ripetizione, luoghi dove il corpo dona e riceve valicando i processi e i meccanismi tradizionali della performance. Da sempre sensibile alla storia della pittura e all’investigazione delle relazioni umane, riflette sui possibili legami attraverso l’uso di materiali desueti o tipici della società di consumo.
Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero e le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private. Nel 2025 ha ideato e curato Assistere il buio, un progetto di arte pubblica per la città di Siena che ha coinvolto 17 artisti contemporanei per 17 interventi permanenti sull’illuminazione pubblica del centro storico.