Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia – Marras | Lai | Pezzi

Informazioni Evento

Luogo
BUILDING
via Monte di Pietà, 23, 20121 , Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

4/12. Antonio Marras | 10 aprile - 6 maggio 2026

5/12. Maria Lai | 8 maggio - 4 giugno 2026

6/12. Paola Pezzi | 6 giugno - 2 luglio 2026

Artisti
Antonio Marras, Paola Pezzi, Maria Lai
Curatori
Alberto Fiz
Generi
arte contemporanea

BUILDING BOX presenta Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Gli artisti presentati nel secondo trimestre del progetto espositivo sono Antonio Marras (Alghero, 1961), Maria Lai (1919-2013), Paola Pezzi (Brescia, 1963).

Comunicato stampa

Dal 15 gennaio 2026 al 7 gennaio 2027, BUILDING BOX presenta Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture e lavori site-specific.

Gli artisti presentati nel secondo trimestre del progetto espositivo sono Antonio Marras (Alghero, 1961), Maria Lai (1919-2013), Paola Pezzi (Brescia, 1963).

Il progetto espositivo presentato da BUILDING BOX vuole connettere artisti italiani di generazioni diverse sviluppando un percorso fluido, a tutto tondo, da cui emergono le potenzialità di una materia versatile, manipolabile ed ecologicamente sostenibile, dove s'intersecano tradizione, memoria e attualità evitando rigide formalizzazioni. Al tempo stesso, fibre, trame, nodi e intrecci diventano strumenti relazionali in grado di ridefinire lo spazio e il rapporto tra gli individui.

Per filo e per segno vuole dare un contributo innovativo alla riflessione sull'arte tessile che in questa occasione si sviluppa intorno a differenti prospettive, offrendo una visione allargata con l'inserimento di opere tipologicamente variegate quali arazzi, abiti, installazioni, sculture, lavori site-specific di cui molti progetti inediti, realizzati specificatamente per questa occasione, a conferma di come il tessuto non rappresenti soltanto una tecnica, bensì un approccio innovativo nei confronti della realtà e dell'immagine. Al di là delle prerogative poetiche e stilistiche, c'è comunque un tratto unificante che si può rintracciare in tutto il percorso, ovvero l'aspetto intimo, per certi versi autobiografico, della ricerca, non priva di un'attenzione alla componente manuale, opponendosi in maniera radicale all'omologazione e alla smaterializzazione della società contemporanea. Per filo e per segno dunque vuole essere un percorso che si sviluppa in modo minuzioso e dettagliato che contempla l'unità minima del tessuto e il motivo che emerge intrecciando i fili. Tutto ciò con l'obiettivo di generare, attraverso dodici capitoli, una nuova trama. I tre artisti ospitati nel primo trimestre sono Numero Cromatico (collettivo artistico nato a Roma, 2011), Paola Anziché (Milano, 1975) e Maurizio Donzelli (Brescia, 1958).

Dal 10 aprile al 6 maggio 2026, BUILDING BOX presenta Anime (2026) di Antonio Marras (Alghero, 1961), quarta installazione del progetto espositivo. Per l’occasione, BUILDING BOX propone un allestimento pensato appositamente per lo spazio, prendendo spunto dalla suggestione del luogo. Le vetrine diventano infatti un piccolo tempio all'interno del quale Marras inserisce una serie di elementi verticali evocando le cariatidi. In questo caso le figure sono sostituite da indumenti femminili appesi a ceramiche smaltate, in bilico tra rilievi e sculture, sulle quali compaiono piccoli fori. Gli indumenti diventano Anime che attraversano lo spazio, ed è come se mantenessero una relazione con i corpi che li hanno abitati.
“Sono un animista”, afferma Marras, nel suo desiderio rigenerativo. Gli indumenti che caratterizzano l'installazione, di epoche e luoghi differenti, sono stati selezionati attingendo ai suoi immensi archivi di abiti dismessi provenienti da ogni parte del mondo. I viaggi sono per Marras l'occasione per esplorare storie dimenticate, anonime o sotterranee, al di fuori dell'ufficialità, dove ciascun elemento mantiene traccia della sua origine nell'ambito di un'indagine che evita ogni forma di omologazione.

Dall’8 maggio al 4 giugno 2026, BUILDING BOX presenta il quinto appuntamento del progetto espositivo dedicato a Maria Lai (1919-2013). L’artista viene proposta con due opere emblematiche della sua ricerca: Telaio (2006) e Libro rosso (2009), intese come testimonianze complementari di un universo poetico di grande forza espressiva. Da un lato, la logica processuale dell’opera Telaio si manifesta con la creazione di una macchina magica, percorsa da fili destinati a creare geometrie instabili, attraverso l’uso di linee diagonali, fasci paralleli o intersezioni; dall’altro lato, dall’opera Libro rosso, emerge una scrittura mentale che si nasconde in pagine silenziose, percorse da fili aggrovigliati e sospesi.
“Essere è tessere” sottolinea Maria Lai, in base al principio costitutivo di tutto il suo fare artistico.
Se il telaio rappresenta la messa in scena, i libri cuciti, creati dalla fine degli anni Settanta, appartengono alla sfera privata, intima e segreta, dove la scrittura è segno dell’immaginario trasmesso per mezzo di fili, nodi, cuciture. Il linguaggio stesso diventa esperienza, in una progressiva stratificazione della memoria sulle tracce dell’infinito.

Dal 6 giugno al 2 luglio 2026, BUILDING BOX presenta il sesto appuntamento del progetto espositivo con l’installazione Mobilità fissa (2026) di Paola Pezzi (Brescia, 1963). Realizzate a distanza di dieci anni, le due opere di Paola Pezzi - Passameneria rossa (2015) e Feltro rosso (2025) - sviluppano una ricerca costante e coerente sul rapporto tra gesto, materia e tempo, principio fondante del suo lavoro: un processo ininterrotto di trasformazione che vede ogni opera interagire con quella precedente, in uno sviluppo organico, fluido, fatto di continue metamorfosi.
Le opere di Paola Pezzi sono costruzioni che trattano materiali semplici, dal feltro alla gomma, dal poliuretano al legno, o oggetti domestici (matite e guanti di lana), come fossero portatori di memoria ed energia. Piegato, compresso, avvolto da gesti ripetuti, ogni suo lavoro rende visibile il tempo e trattiene le tracce del gesto.