Mila Dobrevska / Leila Erdman Tabukashvili

Informazioni Evento

Luogo
A PICK GALLERY
via Bernardino Galliari 15/C 10125 , Torino, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
10/04/2026

ore 19,30

Artisti
Leila Erdman Tabukashvili, Mila Dobrevska
Generi
arte contemporanea, doppia personale

Due mostre: la prima personale in galleria di Mila Dobrevska dal titolo Escapismo: la memoria e l’identità e When/if I grow up, there will be no wars and we will be together, personale di Leila Erdman Tabukashvili.

Comunicato stampa

ESCAPISMO: LA MEMORIA E L’IDENTITÀ
Mila Dobrevska

WHEN/IF I GROW UP, THERE WILL BE NO WARS
AND WE WILL BE TOGETHER?
Leila Erdman Tabukashvili

Inaugurazione venerdì 10 aprile 2026, ore 19:30
10.04.26 – 06.06.26

dalle ore 21 alle 24 presentazione del video di Leila Erdman Tabukashvili
I’m not afraid of the Apocalypse, I am afraid you don’t love me anymore
nel contesto di Esterno Notte – Exposed Photo Festival

Il 10 aprile alla 19:30, A PICK GALLERY, in via Galliari 15/C, presenta due mostre: la prima personale in galleria di Mila Dobrevska dal titolo Escapismo: la memoria e l’identità e When/if I grow up, there will be no wars and we will be together, personale di Leila Erdman Tabukashvili.

Escapismo: la memoria e l’identità
La prima mostra personale di Mila Dobrevska (Skopje, 1999) è un’esplorazione profonda e materica sui concetti di sradicamento, appartenenza e ricostruzione del sé. Il titolo, Escapismo: la memoria e l’identità, suggerisce non una fuga passiva dalla realtà, ma una ricerca attiva di rifugio all’interno dei propri ricordi e delle proprie radici, trasformando la nostalgia in un territorio di nuove possibilità.
Al centro del percorso espositivo troviamo grandi installazioni che ridefiniscono lo spazio della galleria, dove il mosaico, disciplina che l'artista ha perfezionato presso l'Accademia di Belle Arti di Ravenna, viene spogliato dalla sua funzione puramente decorativa per diventare "pittura pura". Per l'artista, ogni tessera non è solo un frammento minerale, ma un atomo di memoria. In queste opere, il colore non è mediato dall'industria, ma nasce direttamente dalla pietra viva, conferendo alle composizioni un’intensità vibrazionale che richiama la fragilità e, al contempo, la resistenza dell’essere umano.
Accanto al mosaico, la mostra vede l'introduzione di lavori con materiale tessile, dove la manipolazione delle fibre diventa metafora dei legami familiari e comunitari. Se la pietra rappresenta la radice, il tessuto simboleggia la capacità di adattamento, il movimento e la trasformazione che hanno segnato il percorso di Dobrevska dalla Macedonia del Nord all'Italia.

Le figure umane che popolano le opere sono spesso ridotte a tracce essenziali, volti deformati o stilizzati che emergono da contrasti cromatici audaci. Non sono ritratti, ma "presenze affettive": tentativi visivi di ricostruire una vicinanza emotiva con ciò che è stato lasciato a distanza.
In Escapismo, Mila Dobrevska non si limita a documentare un'assenza, ma costruisce un universo visivo in cui la perdita delle radici diventa il motore per inventarne di nuove. La mostra invita il visitatore a perdersi tra le superfici vibranti e i pattern complessi, scoprendo che l'identità non è un dato immutabile, ma un mosaico in continua composizione.

When/if I grow up, there will be no wars and we will be together
Esiste una sottile linea di demarcazione tra la cronaca di un conflitto e il racconto della vita che vi scorre attraverso. Leila Erdman Tabukashvili, artista nomade e poliedrica nata in Siberia nel 1995, si posiziona esattamente su questo confine. La sua fotografia non cerca l’orrore del fronte, ma il battito ostinato della normalità laddove la normalità è diventata un atto di resistenza.
Per Leila fotografare non è un atto di testimonianza distaccata, ma una necessità biografica. È il tentativo di rispondere a una domanda cruciale: come si ama, come si ride e come si progetta il domani quando l’orizzonte è segnato dall’incertezza?
Le immagini in mostra raccontano una gioventù che condivide gli stessi desideri dei coetanei che vivono nel resto del mondo, ma che lo fa sotto un cielo diverso. Vediamo corpi che si cercano, sguardi carichi di una malinconia vitale, momenti di convivialità che sembrano sospesi nel tempo. La guerra, in questi scatti, non si manifesta attraverso le rovine fisiche, ma attraverso un’intensità quasi spirituale della presenza. È un rumore bianco in sottofondo, un’ombra che rende i colori più saturi e i sorrisi più urgenti.
Non c’è voyeurismo nel suo obiettivo, ma complicità. Fotografare la quotidianità in contesti di crisi significa, per lei, rivendicare il diritto alla bellezza e alla frivolezza come forme di ribellione. Attraverso questa selezione di opere, Leila Erdman Tabukashvili ci invita a guardare oltre il fumo dei titoli dei giornali, per riscoprire l’energia inesauribile di una generazione che, nonostante le fratture della storia, continua a scegliere la vita, ogni singolo giorno.
A seguito dell’inaugurazione della mostra sarà presentato nel contesto di Esterno Notte l’opera video con cui Erdman ha vinto il Jerusalem Film Festival nel 2024 I’m not afraid of the Apocalypse, I’m afraid you don’t love me anymore, in cui emerge lo spostamento del dramma dal piano collettivo a quello intimo. La vera tragedia non è la fine del mondo, ma la fine del sentimento, la perdita della connessione umana.
Esterno Notte è una delle rassegne inserite in Exposed Torino Photo Festival, che si svolge in città dal 9 aprile al 2 giugno 2026. Sempre nel contesto del festival, il lavoro di Leila Erdman Tabukashvili è presente nel progetto I tuffatori (6x3) a cura di Walter Guadagnini, mostra collettiva a cielo aperto, che si sviluppa su 26 grandi billboard lungo le strade di Torino. Le quattro opere selezionate e stampate 6 metri per 3, saranno affisse per tutto il periodo in Via Botticelli 219-217, nei pressi di Piazza Sofia.
Le due mostre saranno visibili fino al 6 giugno 2026.