InNaturalia
La mostra collettiva InNaturalia racconta il cortocircuito tra uomo e natura: un rapporto fatto di meraviglia e ferita, di appartenenza e di conflitto.
Comunicato stampa
InNaturalia
Valerio Belloni, Anja Capocci, Franco Passalacqua, Meri Tancredi
A cura del Liceo Artistico “Orneore Metelli”
Spazio Espositivo “Aurelio de Felice”
venerdì 10 aprile - sabato 9 maggio 2026
Inaugurazione 10 aprile - ore 17:00 – alla presenza degli artisti e delle autorità
Finissage 9 maggio - ore 16:00
Ingresso da via del Vescovado, 05100 Terni
Apertura antimeridiana per le scuole (con visita guidata):
- dal lunedì al venerdì - su prenotazione -
Apertura pomeridiana:
- venerdì 17 e 24 aprile, giovedì 30 aprile e venerdì 8 maggio, ore 15:30-17:30 (ingresso libero).
La mostra collettiva InNaturalia racconta il cortocircuito tra uomo e natura: un rapporto fatto di meraviglia e
ferita, di appartenenza e di conflitto. Il termine stesso, “InNaturalia”, evoca la tensione tra ciò che è
originario e ciò che viene distorto dall’intervento umano: un ibrido che mette in discussione l’idea di
“naturalezza” come categoria immutabile.
Le opere esposte (tra installazioni, opere tridimensionali e interventi multimediali) generano un cortocircuito
percettivo ed emotivo, invitando lo spettatore a interrogarsi non soltanto sul rapporto estetico con la natura,
ma anche sulle responsabilità etiche e politiche implicite in questa relazione. La natura appare al tempo
stesso vittima e complice: subisce le trasformazioni antropiche ma continua a resistere, a rigenerarsi, a
insinuarsi negli spazi che l’uomo tenta di controllare.
InNaturalia non cerca risposte consolatorie, ma apre a una riflessione critica sulla possibilità di una nuova
alleanza tra umano e non umano, fondata sulla consapevolezza della fragilità condivisa.
La mostra raccoglie opere che interrogano il nostro tempo, mostrando come l’intervento umano trasformi il
mondo naturale e, al tempo stesso, come la natura non è più soltanto paesaggio o scenario esterno, ma
diventa materia di conflitto, specchio delle contraddizioni culturali e sociali della contemporaneità.
La mostra prevede l’esposizione di installazioni site specific di quattro artisti contemporanei umbri: Valerio
Belloni (Terni 1978), sound artist e ricercatore di paesaggi sonori che mette in scena una performance dal
vivo, Anja Capocci (Perugia 1988), artista che fonde tecniche pittoriche e proiezioni filmiche trasformando
lo spazio in narrazione e dispositivo di attraversamento; Franco Passalacqua, nato a Terni (1950) ma di
stanza a Perugia, artista figurativo di fama internazionale che sperimenta la fusione di tecniche tradizionali
su supporti metallici spesso tridimensionali e Meri Tancredi, (L’Aquila 1976), docente dell’Accademia di
Belle Arti “P. Vannucci”, artista poliedrica che spazia dai materiali naturali alle apparecchiature digitali e luci
al neon per indagare i diversi significati del concetto di “limite”.
Il progetto espositivo, realizzato in sinergia e con il patrocinio della Provincia di Terni, è finalizzato alla
conoscenza e alla valorizzazione dell’arte e della cultura contemporanea, con particolare riferimento al
territorio umbro e, con questa finalità, si inserisce nel programma “Arti umbre in rete” promosso dalla Rete
dei Licei Artistici della Regione Umbria (della quale la scuola fa parte), Piano delle Arti 2025 - MIM.
La mostra, curata da docenti e studenti del liceo artistico come progetto di Formazione scuola lavoro in
convenzione con la Provincia di Terni, rappresenta il primo evento organizzato presso lo Spazio Espositivo
“A. De Felice” recentemente ristrutturato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e
assegnato al Liceo Artistico “Metelli” dalla stessa amministrazione provinciale.
Lo Spazio Espositivo “Aurelio De Felice” si propone come luogo dedicato all'arte, con la missione di offrire
al territorio un punto di riferimento capace di accogliere esperienze artistiche di respiro contemporaneo,
alimentando lo scambio tra comunità, scuola e mondo professionale al fine di valorizzare la cultura come
bene comune e consolidare un dialogo costante tra arte, educazione e società.