Arp Cahn Magnelli Taeuber-Arp. L’arte del dono

Informazioni Evento

Luogo
FONDAZIONE MARGUERITE ARP
Via alle Vigne 46 , Locarno-Solduno , Switzerland
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Ogni domenica: 14.00-18.00
In ottobre anche ogni sabato: 14.00-18.00
Aperture straordinarie:
06.04 Lunedì di Pasqua
14.05 Ascensione
25.05 Lunedì di Pentecoste
05-15.08 Locarno Film Festival, tutti i giorni 14.00-17.00
Visite guidate e attività di mediazione culturale su appuntamento: [email protected]

Biglietti

7.- CHF / 5. - CHF (studenti fino ai 25 anni). Entrata gratuita fino ai 16 anni

Artisti
Jean Arp, Alberto Magnelli, Marcelle Cahn
Generi
collettiva, arte moderna

La mostra Arp, Cahn, Magnelli, Taeuber-Arp. L’arte del dono, organizzata dalla Fondazione Marguerite Arp e in programma per la stagione espositiva 2026, è dedicata a quattro artisti e artiste presenti nella collezione anche grazie a donazioni.

Comunicato stampa

Domenica 5 aprile, il giorno di Pasqua, lo spazio espositivo della Fondazione Marguerite Arp a Locarno-Solduno riapre con la nuova mostra:

Arp, Cahn, Magnelli, Taeuber-Arp. L’arte del dono

5 aprile – 1° novembre 2026

Negli ultimi dieci anni la Fondazione Marguerite Arp ha ricevuto diverse donazioni di opere da parte di privati. In molti casi si tratta di opere che Jean Arp o Marguerite Arp-Hagenbach avevano donato ad amici e che ora, a distanza di decenni, ritornano alla Fondazione andando a completare la collezione. Un ciclo virtuoso di doni.
La mostra presenta lavori degli artisti “di casa” Jean Arp (1886-1966) e Sophie Taeuber-Arp (1889-1943) in dialogo con Marcelle Cahn (1895-1981) e Alberto Magnelli (1888-1971): quattro figure di spicco dell’arte moderna del XX secolo, legate da una profonda amicizia. Insieme a preziosi materiali d’archivio inediti, sono esposti dipinti, collage, rilievi, sculture e disegni, alcuni dei quali presentati al pubblico per la prima volta.
Il nucleo di opere di Marcelle Cahn, esponente di un’astrazione geometrica venata di lirismo, è il più importante in Svizzera e copre il periodo dagli anni ’50 agli anni ’70. Sono esposti “tableau relief”, collage e le litografie che accompagnano il ciclo di poesie di Arp Blatt um Feder um Blatt. Le opere di Alberto Magnelli donate di recente permettono di presentare il suo percorso artistico dagli anni ’20 agli anni ’60 attraverso una raccolta tra le più significative in Svizzera. Lo splendido collage A mes amis Sophie et Jean (1940) e le litografie realizzate a più mani per l’Album Grasse documentano i forti legami d’amicizia.

Mostra a cura di Simona Martinoli

((versione estesa))

La mostra Arp, Cahn, Magnelli, Taeuber-Arp. L’arte del dono, organizzata dalla Fondazione Marguerite Arp e in programma per la stagione espositiva 2026, è dedicata a quattro artisti e artiste presenti nella collezione anche grazie a donazioni.
Negli ultimi dieci anni la Fondazione Marguerite Arp ha ricevuto diverse donazioni di opere da parte di privati. In molti casi si tratta di opere che Jean Arp o Marguerite Arp-Hagenbach avevano donato ad amici e conoscenti e che ora, a distanza di decenni, ritornano alla Fondazione andando a completare la collezione. Un ciclo virtuoso di doni.
Questi gesti generosi, che testimoniano la fiducia e il riconoscimento nei confronti della nostra Fondazione, si inseriscono nella tradizione avviata proprio dai coniugi Arp. Basti pensare alla loro importante donazione del 1965 alla Città di Locarno: un consistente numero di opere di Jean Arp, di Sophie Taeuber-Arp e di altri artisti della loro cerchia, tra cui un importante dipinto di Alberto Magnelli presentato nella mostra, ha gettato le basi per la creazione della Pinacoteca comunale di Casa Rusca (oggi Museo Casa Rusca e Museo Casorella), rendendo così accessibili a un vasto pubblico capolavori dell’arte delle avanguardie del XX secolo. In seguito a questa donazione gli Arp hanno ricevuto la cittadinanza onoraria di Locarno.

Grazie alle opere pervenute alla Fondazione Marguerite Arp negli ultimi anni è stato possibile completare alcuni nuclei già presenti nella collezione. Un esempio è il rilievo di Arp risalente agli anni Trenta, che va a colmare una lacuna all’interno del nutrito gruppo di rilievi che coprono un arco temporale dal 1915 agli anni ’60 del XX secolo. Allo stesso modo, alcune piccole gouache di Sophie Taeuber-Arp donate nel 2023 completano il nucleo di opere su carta da porre in relazione a capolavori di arte tessile custoditi in Fondazione.
La mostra presenta lavori degli artisti “di casa” Jean Arp (1886-1966) e Sophie Taeuber-Arp (1889-1943) in dialogo con Marcelle Cahn (1895-1981) e Alberto Magnelli (1888-1971): quattro figure di spicco dell’arte moderna del XX secolo, legate da una profonda amicizia. Insieme a preziosi materiali d’archivio inediti, sono esposti dipinti, collage, rilievi, sculture e disegni, alcuni dei quali presentati al pubblico per la prima volta.

Il nucleo di opere di Marcelle Cahn nella collezione della Fondazione Marguerite Arp è il più importante in Svizzera. Ora è possibile esporre una selezione di lavori che coprono il periodo dagli anni ’50 agli anni ’70, contestualizzati grazie a materiali d’archivio, tra cui la corrispondenza tra Cahn e Arp, dalla quale emerge la grande ammirazione che Cahn nutriva per il suo mentore – «Vous savez à quel point j’aime votre oeuvre si exceptionellement grande» (Cahn a Arp, 28.12.1958) –, ammirazione corrisposta dal sostegno che Arp dimostrò nei confronti dell’artista strasburghese che aveva conosciuto nel 1929 a Parigi nell’ambito del gruppo “Cercle et Carré”. Marcelle Cahn, esponente di un’astrazione geometrica venata di lirismo, sebbene apprezzata e sostenuta da influenti critici e artisti del suo tempo, ha goduto di rare mostre personali e ha vissuto relativamente isolata, attraversando fasi di distacco dal mondo dell’arte. Nel 2023 il MAMC di St. Etienne le ha dedicato la prima grande retrospettiva, ma rimane un’artista pressoché sconosciuta al sud delle Alpi.

Per quanto riguarda Alberto Magnelli, le opere donate di recente permettono di presentare una selezione di lavori che coprono il suo percorso artistico dagli anni ’20 agli anni ‘60. Le opere già presenti in collezione erano state regalate a loro volta dallo stesso Magnelli ad Arp e a Taeuber-Arp, come lo splendido collage del 1940 intitolato A mes amis Sophie et Jean. Anche in questo caso, i documenti d’archivio consentono di approfondire i legami d’amicizia tra Magnelli e Arp, Taeuber-Arp, nonché Marguerite Arp-Hagenbach.
La mostra offre l’opportunità di esporre “chicche” provenienti dagli archivi della Fondazione, come un testo scritto da Arp su Magnelli, nonché lettere corredate da disegni dell’artista toscano indirizzate ad Arp e Arp-Hagenbach.
È importante ricordare che i coniugi Arp-Taeuber durante il periodo della Seconda guerra mondiale si rifugiarono a Grasse insieme a Magnelli e a Sonia Delaunay e crearono una serie di disegni a quattro mani che confluirono nel portfolio Album Grasse (1950), presentato nella mostra insieme ad altre opere riconducibili al soggiorno nel sud della Francia. Un’esperienza di collaborazione artistica unica nel suo genere, realizzata in un periodo di grande incertezza e difficoltà grazie al sostegno reciproco: “cercavamo di dimenticare l'orrore del mondo. Disegnavamo, dipingevamo ad acquerello e realizzavamo litografie insieme, creando così uno dei libri più belli”, scriveva Arp nel 1958 ricordando l’esperienza collettiva di Grasse.

Note biografiche delle artiste e degli artisti

Jean Arp (16.9.1886 Strasburgo – 7.6.1966 Basilea)
Dal 1901 al 1908 frequenta le scuole d’arte a Strasburgo e Weimar, come pure l’Académie Julian a Parigi. Nel 1907 si trasferisce a Weggis, dove partecipa alla fondazione del gruppo Der Moderne Bund. Allo scoppio della guerra, fugge a Parigi e nel 1915 si rifugia in Svizzera, dapprima ad Ascona poi a Zurigo, dove incontra Sophie Taeuber, sua futura moglie. Nel 1916 è tra i fondatori del movimento Dada a Zurigo. Nella prima metà degli anni ‘20 escono le sue prime raccolte di poesie. Espone alla prima mostra dei surrealisti alla Galerie Pierre a Parigi nel 1925. L’anno successivo acquisisce la cittadinanza francese. Nel 1929 gli Arp si trasferiscono a Clamart presso Parigi e dall’inizio del decennio successivo Arp realizza le prime sculture. Negli anni ’30 fanno la conoscenza di Marguerite Hagenbach che li ospita nella sua casa di vacanza ad Ascona. La morte di Sophie Taeuber-Arp nel 1943 fa precipitare Arp in una profonda crisi. Marguerite Hagenbach lo aiuta a riprendersi dal lutto e nel 1959 diventa la sua seconda moglie. Negli anni ’50 Arp raggiunge l’apice della fama quale scultore, pittore e poeta.

Marcelle Cahn (1.3.1895 Strasburgo – 20.9.1981 Neuilly-sur-Seine)
Nata a Strasburgo, dove trascorre la sua giovinezza, si forma prima a Berlino durante la Prima guerra mondiale a contatto con Lovis Corinth ed Eugen Spiro, e poi tra il 1925 e il 1930 presso Fernand Léger e Amédée Ozenfant a Parigi, città in cui sceglie di trascorrere gli ultimi trentacinque anni della sua vita. Negli anni ’30 del XX secolo partecipa alle grandi manifestazioni organizzate in difesa dell’arte astratta, come la mostra del gruppo Cercle et Carré del 1930. All’inizio degli anni ’50 realizza i primi “tableaux-reliefs” e dal 1952 crea collage con materiali diversi e lo stesso anno si tiene la sua prima mostra personale presso la galleria Voyelles di Parigi. Nel 1980 ha donato un considerevole numero di opere e i suoi archivi personali al Museo d’arte moderna di Strasburgo.

Alberto Magnelli (1.7.1888 Firenze – 20.4.1971 Meudon)
Si forma da autodidatta. Nel 1909 e nel 1910 partecipa alla Biennale di Venezia. Nel 1914 si reca a Parigi assieme al poeta Aldo Palazzeschi, amico fin dall’infanzia. Frequenta artisti e scrittori della cerchia di Apollinaire, nonché i futuristi. Allo scoppio della guerra rientra in Italia. Dopo le “esplosioni cromatiche” e le aperture all’astrattismo degli anni della guerra, la sua pittura evolve verso un ritorno alla figurazione e al classicismo. Nel 1932 si stabilisce a Parigi e dipinge i primi quadri della serie “pietre”. L’anno successivo conosce Susi Gerson e i due si sposano nel 1940. Durante il periodo bellici la coppia vive a La Ferrage, vicino a Grasse. Gli anni ’50 e ‘60 segnano la sua definitiva consacrazione con importanti esposizioni, tra cui la Biennale di San Paolo del 1951, le retrospettive al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles (1954) e al Kunsthaus di Zurigo (1963).

Sophie Taeuber-Arp (19.1.1889 Davos - 14.1.1943 Zurigo)
Si forma alla scuola di arti e mestieri a San Gallo e alla scuola Debschitz a Monaco di Baviera. Nel 1914 si trasferisce a Zurigo, dove nel 1915 incontra Jean Arp, che la introduce nel movimento Dada. Frequenta i corsi di danza espressiva di Rudolf von Laban a Zurigo e al Monte Verità. Dal 1916 al 1929 insegna disegno tessile e ricamo alla Scuola di arti applicate a Zurigo. Nel 1922 Arp e Taeuber si sposano a Pura (TI); nel 1926 acquisiscono la cittadinanza francese a Strasburgo. Negli anni ’20 si dedica all’architettura d’interni e nel 1929 si trasferisce con Arp a Clamart, presso Parigi, in una casa da lei progettata. In Francia si afferma come pittrice, scultrice, designer, nonché editrice della rivista d’arte plastique plastic. Prima che le truppe tedesche invadano Parigi, gli Arp fuggono nel sud della Francia. Durante un soggiorno in Svizzera, nel 1943, Taeuber-Arp muore in seguito ad un incidente domestico a Zurigo. Figura centrale delle avanguardie del XX secolo quale artista, architetta e designer, negli ultimi anni sta conoscendo una riscoperta a livello internazionale.
La Fondazione Marguerite Arp La Fondazione Marguerite Arp è stata creata nel 1988 da Marguerite Arp-Hagenbach, vedova di Jean Arp. Ha sede nella casa-atelier dell’artista a Locarno-Solduno e custodisce gran parte della collezione di Jean e Marguerite Arp, come pure un archivio e una biblioteca, e si definisce come centro di studi sull’opera di Jean Arp e di Sophie Taeuber-Arp. Il complesso storico, che comprende la casa-atelier e il parco con le sculture, nel 2014 si è arricchito di un importante ampliamento: su progetto degli architetti Annette Gigon e Mike Guyer è stato realizzato un edificio che dispone di un deposito d’arte concepito secondo i più moderni parametri di conservazione e di uno spazio espositivo.