Anselm Kiefer – wish to die in autumn moonlight even in darkness not to be lost
Il titolo, I wish to die in autumn moonlight even in darkness not to be lost, è un riferimento a una poesia di Ōtagaki Rengetsu – poetessa, monaca buddhista e ceramista giapponese vissuta nel XIX secolo — alla quale Kiefer dedica anche un dipinto, For Ōtagaki Rengetsu (2025–26), presentato come ouverture della mostra.
Comunicato stampa
Lia Rumma Gallery, in Milan, opens a new solo exhibition by Anselm Kiefer. Its title, I wish to die in autumn moonlight even in darkness not to be lost, evokes a poem by 19th century Japanese poet, Buddhist nun, and ceramist Ōtagaki Rengetsu—to whom Kiefer also dedicates a painting, For Ōtagaki Rengetsu (2025–26)—which is presented at the overture of the exhibition.
The exhibition runs parallel to The Women Alchemists, which Kiefer conceived for the Sala delle Cariatidi at Palazzo Reale (curated by Gabriella Belli and open through September 2026), where large canvases of nearly six meters high evoke and depict women who, over the centuries, made fundamental contributions to modern science through alchemy. This female pantheon, painted by Kiefer, brings together names and voices forgotten by history, yet united by the lack of public recognition of their abilities and knowledge, in their own time and beyond.
Anselm Kiefer—who is himself a sort of alchemist—seeks new forms to confront those which already exist. For him, the creative act is always a process of transformation, echoing the alchemical process from whose first stage of decomposition of base matter proceeds, step by step, towards the realization of the philosopher’s stone. And it is from here that we must begin our epistemological journey through the works created for this new solo exhibition at Lia Rumma: the paintings are steeped both in history and forgotten stories.
I wish to die in autumn moonlight even in darkness not to be lost was conceived by Kiefer with careful consideration of the gallery spaces. The works demonstrate his continued research of the “alchemists,” broadening its scope and delving deeper into the role of other female heroines, who have long been forgotten. Blanche von Navarra, Sophie Brahe, Isabella Cortese, amongst others: each of these paintings is a further exploration of figures omitted from the official narrative. With their names inscribed in gold letters, Kiefer allows their faces to emerge from the dust of time. Their bodies, too, struggle to surface from the tangle of a textural and highly symbolic painting marked by various processes of stratification, electrolysis and oxidation, whose green and blue-tinged hues of copper coexist with gold—one of the key elements of the artist’s “alchemical” practice.
Joining this female gathering are the two mythological figures of Calliope and Melpomene, daughters of Zeus and Mnemosyne (the goddess of memory), depicted within a single large canvas that alone occupies the first floor of the gallery. Melpomene is the muse of tragedy, whilst Calliope, “she who has a beautiful voice,” is the muse of epic poetry. Both become bearers of ancestral knowledge, often lost or concealed.
Anselm Kiefer, one of the most important and versatile artists working today, was born in Donaueschingen, Germany, in 1945. For the first twenty years of his career, he worked in the Odenwald, Germany. Since 1993, Kiefer has lived and worked in France, where he continues to create works that explore the human condition and the cyclical nature of history. The broad range of themes and motifs found in his work are both drawn from and inspired by literature, history, politics, religion, science, and philosophy. Kiefer's vision brings to light the importance of the myth and memory, metamorphosis and renewal. His oeuvre comprises paintings, sculptures, vitrines, installations, artist’s books, and works on paper such as drawings, woodcuts, watercolors, and photographs. The materials he uses—from lead to gold leaf, concrete to textile, ashes to plants—are as vast as they are symbolically resonant. His works have been the subject of solo exhibitions and retrospectives in major international museums, from the Guggenheim Museum in Bilbao to Palazzo Ducale in Venice. In Milan, he is particularly well-known for the permanent installation The Seven Heavenly Palaces at Pirelli HangarBicocca.
Venerdì 17 aprile 2026 la Galleria Lia Rumma di Milano inaugura la nuova mostra personale di Anselm Kiefer. Il titolo, I wish to die in autumn moonlight even in darkness not to be lost, è un riferimento a una poesia di Ōtagaki Rengetsu - poetessa, monaca buddhista e ceramista giapponese vissuta nel XIX secolo — alla quale Kiefer dedica anche un dipinto, For Ōtagaki Rengetsu (2025–26), presentato come ouverture della mostra.
L’esposizione si sviluppa in parallelo a Le Alchimiste, progetto concepito da Kiefer per la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale (a cura di Gabriella Belli, visitabile fino a settembre 2026): all’interno della sala, grandi tele alte quasi sei metri evocano e raffigurano donne che, nel corso dei secoli, hanno fornito un contributo fondamentale alla scienza moderna attraverso l’alchimia. Questo pantheon al femminile, dipinto da Kiefer, riunisce nomi e voci dimenticati dalla Storia, accomunati dall’assenza di riconoscimento pubblico delle loro capacità e delle loro conoscenze, nel loro tempo e oltre.
Anselm Kiefer — egli stesso una sorta di alchimista — cerca nuove forme per confrontarsi con quelle già esistenti. Per lui, l’atto creativo è sempre un processo di trasformazione, in cui riecheggia il processo alchemico: dalla prima fase di decomposizione della materia di base si procede, passo dopo passo, verso la realizzazione della pietra filosofale. Ed è da qui che deve iniziare il nostro percorso epistemologico attraverso le opere realizzate per questa nuova mostra personale alla Galleria Lia Rumma: dipinti intrisi tanto di storia quanto di racconti dimenticati.
I wish to die in autumn moonlight even in darkness not to be lost è stata concepita da Kiefer con grande attenzione agli spazi della galleria. Le opere testimoniano la sua ricerca aperta sulle “alchimiste”, ampliandone l’orizzonte e approfondendo il ruolo di altre figure femminili, a lungo dimenticate. Bianca di Navarra, Sophie Brahe, Isabella Cortese e altre: ciascun dipinto rappresenta un’ulteriore indagine su figure escluse dalla narrazione ufficiale. Iscrivendo i loro nomi in lettere d’oro, Kiefer ne fa emergere i volti dalla polvere del tempo. Anche i loro corpi sembrano affiorare con fatica dall’intreccio di una pittura materica e altamente simbolica, segnata da processi di stratificazione, elettrolisi e ossidazione, in cui le tonalità verdi e azzurre del rame convivono con l’oro — uno degli elementi chiave della pratica “alchemica” dell’artista.
A questo consesso femminile si uniscono le due figure mitologiche di Calliope e Melpomene, figlie di Zeus e Mnemosine (dea della memoria), raffigurate all’interno di un’unica grande tela che occupa da sola il primo piano della galleria. Melpomene è la musa della tragedia, mentre Calliope, “colei che ha una bella voce”, è la musa della poesia epica. Entrambe diventano portatrici di un sapere ancestrale, spesso perduto o nascosto.
Anselm Kiefer, uno degli artisti più importanti e versatili della scena contemporanea, è nato a Donaueschingen nel 1945. Per i primi vent’anni della sua carriera ha lavorato nell’Odenwald, in Germania. Dal 1993 vive e lavora in Francia, dove continua a creare opere che esplorano la condizione umana e la natura ciclica della storia. L’ampia gamma di temi e motivi presenti nel suo lavoro attinge ed è ispirata alla letteratura, alla storia, alla politica, alla religione, alla scienza e alla filosofia. La visione di Kiefer mette in luce l’importanza del mito e della memoria, della metamorfosi e del rinnovamento. La sua produzione comprende dipinti, sculture, vetrine, installazioni, libri d’artista e opere su carta come disegni, xilografie, acquerelli e fotografie. I materiali che utilizza — dal piombo alla foglia d’oro, dal cemento al tessile, dalle ceneri alle piante — sono tanto diversi quanto ricchi di risonanze simboliche. Le sue opere sono state oggetto di mostre personali e retrospettive nei principali musei internazionali, dal Guggenheim Museum di Bilbao al Palazzo Ducale di Venezia. A Milano è particolarmente noto per l’installazione permanente The Seven Heavenly Palaces presso Pirelli HangarBicocca.