Alla Manifattura Tabacchi di Firenze gli eventi si faranno in questa cattedrale laica
L’opera “Hercules” dell’artista Patrick Tuttofuoco segna il passaggio tra interno ed esterno del versatile spazio eventi inaugurato nell’ex stabilimento produttivo fiorentino, oggi in via di riattivazione. In attesa di diventare hotel, l’appena inaugurato MOTEL si apre agli usi temporanei
È all’immagine delle cattedrali storiche, imprescindibile presenza nei principali centri urbani europei, che l’architetto Luca Baldini sceglie di attingere per descrivere l’architettura nuda di MOTEL, lo spazio eventi recentemente inaugurato alla Manifattura Tabacchi di Firenze. In attesa del suo prossimo impiego come struttura alberghiera, l’edificio denominato B3 (situato al centro del dismesso polo produttivo in corso di rigenerazione, nonché a ridosso della futura fermata della linea tramviaria 4 Leopolda-Piagge), viene intanto attivato in forma temporanea. Da pochi giorni, Manifattura Tabacchi mette infatti a disposizione per l’affitto il piano terreno dello stabile: oltre 3.000 mq d’ora in poi impiegabili per iniziative pubbliche o private. Nel dettaglio si tratta di più di 1.500 mq al chiuso per eventi, 500 mq di giardino e terrazze e degli ulteriori 900 mq del Caveau (l’archivio storico e materico dell’ex fabbrica).
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Una cattedrale laica per gli eventi: MOTEL è l’ultima novità di Manifattura Tabacchi Firenze
Per Baldini, alla guida dal 2005 con il fratello Marco (designer e artista) dello studio di progettazione multidisciplinare q-bic che da tempo impegnato nel progetto di rigenerazione urbana di Manifattura Tabacchi su vari fronti, gli ambienti di MOTEL sono dunque quelli di “una cattedrale laica, dedicata al lavoro”. L’operazione condotta a termine per prevederne l’utilizzo come versatile spazio eventi “è stata quella di liberarli dalle pareti e dalle frammentazioni che nascondevano le navate della cattedrale, tornate oggi sono di nuovo leggibili. Attraverso i neon, sottolineiamo questa caratteristica divisione in navate”. Per le “nuove” partizioni interne, così come per i supporti espositivi del Caveau, si è optato per il recupero degli infissi della storica manifattura. Assemblati insieme “sono diventati pareti scorrevoli o pannelli per posizionare monitor, fotografie, quasi dei paramenti. Il resto dello spazio volutamente è tenuto libero per ospitare qualsiasi tipo di iniziativa”.

L’arte di Patrick Tuttofuoco alla Manifattura Tabacchi
Per due anni e nell’attesa di diventare un hotel, MOTEL si candida dunque come cornice architettonica per sfilate, shooting fotografici, convention, produzioni cinematografiche o televisive, rivolgendosi a imprese, istituzioni e cittadini. Parallelamente, come avvenuto lo scorso weekend in occasione di Botanica Urbana e come accadrà il 28 e 29 marzo con il weekend all’insegna della creatività di Creative Mani Factory, i suoi ambienti continueranno a essere impiegati anche da Manifattura Tabacchi, per la sua programmazione di progetti pubblici e culturali. A evidenziare l’accesso a MOTEL, è la scultura Hercules di Patrick Tuttofuoco. “Ho realizzato una specie di ritratto, composto da due occhi, uno di uomo e l’altro di donna, e al centro un ipotetico terzo occhio: rappresenta l’idea di un altro modo di vedere il mondo, che trascende la naturale materiale di vita e mondo. Questo terzo occhio è un fiore sensuale, un’orchidea”, spiega l’artista in merito al trittico collocato all’ingresso. Acquisita da Manifattura Tabacchi e destinata a una futura collocazione definitiva nel complesso, quest’opera è la prima a essere accolta in MOTEL. Per giugno è già previsto l’allestimento di Paper/Northern Lights, l’installazione dell’architetto-artista fiorentino Gianni Pettena risalente ai primi Anni Settanta. A cura di Davide Giannella, questo intervento artistico è l’esito della collaborazione siglata con Specific, il collettivo fondato, tra gli altri artisti e autori, dallo stesso Tuttofuoco.
L’Asia ritratta dal fotografo Zhang Chaoyin in mostra a Firenze
Parallelamente, nell’edificio B12 di Manifattura Tabacchi, dal 26 marzo al 15 maggio 2026 si potrà infatti visitare Luci d’alta quota: Lettera di un amore di quarant’anni su pellicola, personale del fotografo Zhang Chaoyin, considerato un punto di riferimento della fotografia paesaggistica e documentaria contemporanea per il quadrante asiatico. A cura di Guoyin Jiang e coordinata dal fotografo fiorentino Massimo Listri, in collaborazione con Aria Art Gallery, la mostra riunisce 60 opere realizzate su pellicola dall’autore nel corso delle sue ricerche pluridecennali nell’area himalayana, già confluite nel volume Himalaya, (pubblicato da Chinese National Geography).
Valentina Silvestrini
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