Per il 2026 Matera diventa un cantiere mediterraneo per costruire cultura

Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per quest’anno, Matera presenta un dispositivo performativo tra politica, territorio e cultura, trasformando un teatro in ristrutturazione nell’immagine concreta di un Mediterraneo da costruire

Inaugurata il 20 marzo, alla presenza della Ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati, del Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, della Commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Šuica, del Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e del Sindaco di Matera Antonio Nicoletti, Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 apre ufficialmente il suo programma annuale. Il titolo è condiviso con la città marocchina di Tétouan, con cui Matera costruisce un asse di cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo. Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto in collegamento, mentre il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha inviato un videomessaggio.

6.	Da sinistra a destra: Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi; Ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati; Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto; Sindaco di Matera Antonio Nicoletti; Commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Šuica; Vice Segretaria Generale dell’Unione per il Mediterraneo, Petra Kežman; Direttore Esecutivo di Anna Lindh Foundation Josep Ferré
Da sinistra a destra: Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi; Ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati; Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto; Sindaco di Matera Antonio Nicoletti; Commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Šuica; Vice Segretaria Generale dell’Unione per il Mediterraneo, Petra Kežman; Direttore Esecutivo di Anna Lindh Foundation Josep Ferré

Cos’è la Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo

Promossa dall’Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh, l’iniziativa individua ogni anno due città chiamate a sviluppare un programma congiunto basato sul dialogo interculturale e sulla cooperazione tra territori. Il modello si ispira alle Capitali Europee della Cultura, ma si estende oltre la dimensione artistica, includendo processi sociali, educativi e politici.

Il Mediterraneo come luogo in costruzione

Il programma di Matera 2026, intitolato Terre Immerse, si articola lungo quattro direttrici tematiche che attraversano il tempo, lo spazio, la società e il movimento. La proposta costruisce una lettura del Mediterraneo come spazio complesso, segnato da stratificazioni storiche, scambi e trasformazioni continue. Nel corso della cerimonia inaugurale, il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi ha definito il Mediterraneo come uno spazio che “imbraccia la cultura come arma potente di costruzione”, sottolineando il ruolo attivo della cultura nei processi di cooperazione e sviluppo. Elisabetta Casellati ha insistito sulla dimensione politica del progetto, affermando che “la cultura non è un lusso per i tempi di pace: è essa stessa uno strumento di pace”. Nel suo videomessaggio, Alessandro Giuli ha definito Matera “Capitale della collaborazione culturale tra le comunità della koinè mediterranea”, evidenziando il carattere strategico dell’iniziativa nel contesto delle relazioni euro-mediterranee.

Matera, una città di stratificazioni

All’interno di questo quadro, Matera si configura come un caso particolarmente significativo. Pur essendo una città dell’entroterra, senza affaccio diretto sul mare, viene letta come uno spazio profondamente mediterraneo, in cui la storia si deposita nella materia stessa della città. Nel suo intervento, il Sindaco Antonio Nicoletti ha descritto il Mediterraneo come un insieme di esperienze e memorie che attraversano il tempo, più che come un semplice spazio geografico. Durante la cerimonia, la Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019 Rita Orlando ha richiamato l’immagine del Mediterraneo come una “serie di civiltà accatastate”, sottolineando la natura stratificata e non lineare di questo spazio. A questa lettura si è affiancato l’intervento dell’architetto Pietro Laureano, che nella sua lectio brevis Matera e il Mediterraneo dai mille volti di pietra, di acqua, di luce ha messo in relazione la città con altri paesaggi mediterranei, evidenziando come pratiche costruttive, gestione delle risorse e forme dell’abitare attraversino territori diversi mantenendo affinità profonde. In questo senso, Matera si presenta come un archivio verticale, in cui le tracce del passato continuano a dialogare con il presente, rendendo leggibile una storia comune che supera i confini geografici.

Il teatro di Matera al centro dell’iniziativa

La cerimonia inaugurale ha preso forma nel Teatro Duni, ancora in restauro, dove le impalcature sono diventate parte dell’allestimento. Sui ponteggi era disposta l’Orchestra Sinfonica di Matera, diretta da Saverio Vizziello, con musicisti in gilet arancioni e caschi da cantiere. La struttura verticale e le luci, che disegnavano profili umani essenziali, hanno trasformato il teatro in uno spazio in cui lavoro e produzione culturale si sovrappongono. La serata si è estesa nello spazio urbano, attraversando la città fino al Sasso Caveoso, per concludersi sulla Murgia con uno spettacolo visivo e sonoro basato sui suoni della tradizione mediterranea, eseguiti dal vivo ed elaborati in tempo reale in flussi luminosi e laser. Ne è emersa una composizione immersiva, in dialogo con il paesaggio.

Show luminoso sulle Murgie
Show luminoso sulle Murgie

Il programma per il 2026

L’inaugurazione introduce un programma che proseguirà fino a novembre 2026, coinvolgendo istituzioni culturali, enti di ricerca, artisti e comunità provenienti da tutto il bacino euro-mediterraneo. Accanto alla Fondazione Matera Basilicata 2019 operano l’Unione per il Mediterraneo, la Fondazione Anna Lindh e una rete di partner internazionali e locali. Mostre, residenze, conferenze e progetti partecipativi costruiscono una piattaforma di lavoro condivisa, con particolare attenzione allo scambio tra Matera e Tétouan e, più in generale, tra le città del Mediterraneo. In questa prospettiva, il Teatro Duni diventa immagine concreta di un Mediterraneo in costruzione. L’orchestra sui ponteggi, con i musicisti vestiti come operai, restituisce una scena in cui produzione culturale e lavoro coincidono. Qui prende forma l’idea di un cantiere mediterraneo, inteso come processo aperto e spazio di relazione.

Valeria Radkevych

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Valeria Radkevych

Valeria Radkevych

Valeria Radkevych (1995, Lugansk, Ucraina) è una curatrice e ricercatrice indipendente. Ha conseguito una laurea magistrale in arti visive con doppio titolo, condiviso tra l'Università di Bologna e la Paris 1 – Panthéon Sorbonne. La sua ricerca, avviata con la…

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