Lorenzo Gonnelli – Seconde Nature

Informazioni Evento

Luogo
FIUTO ART SPACE
Piazza Matteotti 13, Ripatransone, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

mercoledì (10-13), venerdì (17-20), sabato (10-13, 17-20), domenica (10-13).

Vernissage
21/03/2026

ore 18

Artisti
Lorenzo Gonnelli
Curatori
Alex Urso
Generi
fotografia, personale

Ospite della nuova mostra, curata da Alex Urso, è il fotografo toscano Lorenzo Gonnelli. Una selezione di immagini scattate in analogico conducono il pubblico nella natura “violata” del Monte Amiata. La rassegna è frutto della collaborazione tra FIUTO e Liquida Photofestival, il festival di fotografia di Paratissima Torino.

Comunicato stampa

Natura e artificio si equivalgono e convivono nelle fotografie di Lorenzo Gonnelli, al punto
da rendere incerta ogni distinzione gerarchica o temporale tra i due. Macchine, cingolati e
piante secolari, strumenti farraginosi ed erbe selvatiche si intrecciano negli scatti
dell’artista, innescando una convivenza ambigua, in cui questi due mondi cessano di
opporsi e iniziano piuttosto a contaminarsi. Ma si tratta di una simbiosi forzata o di una
promiscuità pacifica? Dove si arresta l’uno e dove inizia l’altro, in questo gioco di
contaminazioni che mette in crisi i rispettivi territori?
Lo scenario all’interno del quale prendono vita queste domande è il Monte Amiata, l'antico
vulcano spento nel sud della Toscana. Luogo sacro, venerato dagli etruschi e teatro di
leggende e tradizioni ancestrali, la montagna è diventata oggetto di studio da parte di
Gonnelli, che con la sua Rollei 35 ne ha esplorato le zone meno frequentate e battute dal
turismo, raccontando scenari in cui i confini tra macchina e natura risultano
progressivamente erosi.

Gli scatti realizzati dal fotografo nel corso delle sue esplorazioni restituiscono con rigore
formale e tensione poetica le metamorfosi di un luogo naturale segnato nel tempo
dall’intervento umano. “Il progetto nasce come un ritorno nei luoghi della memoria sul
Monte Amiata, territori che avevo conosciuto in passato e che, tornandovi, ho percepito
profondamente trasformati”, racconta l’artista, nato in provincia di Grosseto nel 1994. “Ho
ripercorso spazi familiari oggi segnati non solo dal mutamento del paesaggio naturale, ma
anche dalle architetture e dalle infrastrutture che hanno ridefinito il territorio”.
Eppure il contesto ambientale non appare come semplice scenario passivo: all’interno
delle opere in mostra la natura sembra infatti reagire a queste incursioni artificiali,
incorporandole nella propria fisionomia, cercando un equilibrio tra la propria origine
ancestrale e le forze invasive del progresso. L’ambiente autoctono viene piegato alle esigenze dell’uomo, perdendo la sua originaria autonomia per accogliere, piuttosto, una nuova “seconda natura”, ibrida e stratificata.

La mostra, il cui titolo trae ispirazione dal concetto filosofico di “seconda natura” elaborato
da Hegel, nasce dall’incontro e dalla collaborazione tra FIUTO Art Space e Liquida Photofestival, il festival fotografico di Paratissima di Torino. “Il grande valore della partnership tra FIUTO e ‘Liquida Photofestival’ risiede in una complementarità reale, non di facciata. È nata perché entrambe le realtà condividono la stessa visione e gli stessi valori: attenzione agli autori emergenti, cura dei processi, rifiuto delle scorciatoie promozionali”, commenta Laura Tota, direttrice della rassegna torinese. “Per ‘Liquida’ questa collaborazione rappresenta la possibilità di radicarsi nel territorio attraverso interlocutori attivi e credibili; per FIUTO vuol dire entrare in un ecosistema più ampio senza perdere identità. Creare ponti oggi non è un vezzo, una posa, è una necessità strutturale: le piccole realtà isolate si esauriscono, quelle che fanno rete crescono. La sinergia serve a condividere pubblico, risorse, competenze e rischio. Senza alleanze, i progetti culturali restano fragili; con alleanze intelligenti, diventano sostenibili e incredibilmente umane”.
La personale di Lorenzo Gonnelli rappresenta dunque un esempio significativo di come
operazioni culturali mirate possano diventare strumenti concreti per costruire “ponti” tra
grandi piattaforme e piccoli contesti locali, favorendo uno scambio virtuoso di competenze,
visibilità e visioni.