Parallasse

Informazioni Evento

Luogo
CHIESA DI SAN CARPOFORO
piazza Formentini, 12 Milano, Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

25–27 febbraio 2026, ore 10:00–19:00

Vernissage
24/02/2026

alle 16:00 presso la Sede San Carpoforo dell’Accademia di Belle Arti di Brera

Curatori
Alessandro Mancassola
Generi
arte contemporanea, collettiva

Una mostra di sedici artisti della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Brera racconta come il punto di vista trasforma la realtà: una rassegna collettiva che nasce dai laboratori del progetto nazionale C.O.M. – City Open Museum, in occasione dei 250 anni dell’Accademia di Belle Arti di Brera.

Comunicato stampa

Dal 25 al 27 febbraio 2026, con apertura il 24 febbraio alle 16:00 presso la Sede San Carpoforo dell’Accademia di Belle Arti di Brera, inaugura Parallasse, mostra collettiva che presenta le opere di 16 artisti: Massimo Barbero, Barbara Boiocchi, Angela Maria Cortese, Sara Caushaj, Agnese Cuomo, Vanina Lappa, Amin Lazazat, Giuseppe Romano Luzzi, Caterina Manzocchi, Orazio Marino, Indira Offerman, Mariana Oliboni, Miriam Pilia, Fabio Samela, Qiao Shiyi, Francesco Taverniti.

A cura di Alessandro Mancassola, la mostra si inserisce nel vasto programma di iniziative realizzate per la celebrazione dei 250 anni dell’Accademia di Belle Arti di Brera, nell’ambito del progetto City Open Museum, di cui Brera è partner strategico.

La parallasse, dal greco παράλλαξις «mutamento, deviazione», è l’apparente cambio di posizione di un oggetto dovuto a una variazione del punto di vista dell’osservatore. La tecnica viene usata in astronomia per determinare la distanza di corpi celesti non eccessivamente lontani con una semplice formula trigonometrica. È con questo presupposto concettuale che i sedici artisti, con linguaggi e metodi di lavoro eterogenei, si sono ritrovati per dar vita a una mostra collettiva.

Parallasse è ciò che si crea dalla coabitazione di questi lavori, ma anche un invito a guardare, sbirciare e attraversare lo spazio espositivo. È uno sguardo quasi notturno e crepuscolare, un modo di osservare e contemplare che riguarda la nostra posizione nella sede di San Carpoforo rispetto alle opere e ai dispositivi in mostra: due monoliti, frammenti di asteroidi che vorticano nello spazio, diverse eclissi, alcuni satelliti. Questi ed altri elementi ci parlano di qualcosa che — forse — dobbiamo guardare facendo esistere insieme vari angoli di spostamento, come quando si determina la distanza dei corpi celesti.

Il progetto prevede percorsi formativi in cui gli studenti diventano veri protagonisti di un’esperienza di ricerca applicata, guidati da esperti di fama internazionale. Vittorio Gallese, neuroscienziato di rilievo mondiale, ha incontrato gli artisti stimolando riflessioni teoriche e processi creativi che intrecciano neuroscienze cognitive, percezione ed empatia artistica.

Parallelamente, Derrick de Kerckhove, studioso degli effetti sociali delle tecnologie digitali, guida un gruppo di studenti in un percorso dedicato all’intelligenza artificiale applicata a curatela, catalogazione digitale e narrazione aumentata del patrimonio culturale. Questi percorsi permettono agli studenti di sperimentare nuove forme di produzione e mediazione artistica, integrando teoria, pratica e innovazione tecnologica in un unico approccio formativo.