Servono oltre 60 milioni di euro per restaurare il Campanile di Giotto (e i monumenti di Piazza del Duomo a Firenze)
Dal restauro integrale del Campanile al nuovo volto del Museo dell’Opera del Duomo, passando per il recupero del Collegio Eugeniano: un piano che intreccia tutela monumentale e responsabilità sociale nel centro storico fiorentino
Un investimento senza precedenti per Piazza del Duomo a Firenze. L’Opera di Santa Maria del Fiore annuncia un piano organico di interventi che intreccia tutela monumentale, rigenerazione urbana e visione culturale. Tre i cantieri protagonisti: il Campanile di Giotto, il Collegio Eugeniano e il Museo dell’Opera del Duomo, per una cifra complessiva che supera i 60 milioni di euro. Un programma che guarda alla conservazione, ma anche alla funzione sociale del patrimonio nel centro storico.
Gli interventi di restauro dei monumenti e degli immobili di Piazza del Duomo a Firenze
Dal 9 marzo 2026 partirà il restauro integrale del Campanile, per la prima volta oggetto di un intervento completo dopo decenni di operazioni parziali documentate dal 1939. Quattro anni di lavori e oltre 7 milioni di euro di investimento interamente sostenuto dall’Opera. Cuore dell’operazione sarà un ponteggio altamente ingegnerizzato, progettato per ridurre al minimo l’impatto visivo e non interrompere la fruizione del monumento, compresa la terrazza panoramica. Il restauro procederà per fasi, dall’alto verso il basso: al termine di ciascuna porzione, il ponteggio verrà traslato, rivelando progressivamente le superfici restaurate. Un intervento reso non più procrastinabile dal degrado dei rivestimenti marmorei bianco, verde di Prato e rosso di Cintoia, che contraddistinguono gli apparati decorativi.

Il Collegio Eugeniano diventa la nuova casa dell’Opera a Firenze
Si chiude invece entro febbraio il cantiere del Collegio Eugeniano, edificio di 1.600 mq in Via dello Studio, restaurato con un investimento di 13 milioni di euro. Dal giugno 2026 accoglierà la nuova sede dell’Opera e i suoi uffici. L’immobile è il risultato di due stratificazioni storiche: un nucleo trecentesco voluto dalla Repubblica Fiorentina per lo Studium Generalis, prima università cittadina, e un ampliamento seicentesco destinato ai Padri Scolopi. Il recupero non è soltanto architettonico, ma strategico: il trasferimento consentirà infatti di liberare circa 1.500 mq da destinare a 17 unità a uso residenziale e commerciale, in una logica di riequilibrio funzionale del centro storico.
Museo dell’Opera del Duomo: un museo che raddoppia
Proseguono intanto i lavori di ampliamento del Museo dell’Opera del Duomo, resi possibili dall’acquisizione nel 2023 del confinante Palazzo Compagni. L’intervento porterà la superficie espositiva dagli attuali 6mila a circa 11mila mq, con un nuovo percorso di visita più lineare, spazi per mostre temporanee, una sala convegni, una caffetteria con giardino e servizi rinnovati. Il progetto, affidato allo studio Guicciardini & Magni Architetti – già autori dell’attuale allestimento insieme ad Adolfo Natalini – prevede un investimento di 39 milioni di euro tra acquisizione e lavori, cui si aggiungono i costi per il restauro delle opere che entreranno nel nuovo percorso museale. Il completamento è previsto per il 2030.

La visione dell’Opera di Firenze per evitare il mercato immobiliare speculativo
“L’Opera di Santa Maria del Fiore investe, solo per questi tre cantieri, oltre 60 milioni di euro”, sottolinea il presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Luca Bagnoli. “Accanto alla finalità di conservazione e restauro del complesso monumentale del Duomo di Firenze vi è anche l’assunzione di una responsabilità sia culturale che sociale sul patrimonio edilizio della città. L’acquisto di Palazzo Compagni e il recupero del Collegio Eugeniano ha permesso di sottrarre questi edifici al mercato immobiliare speculativo”. Non solo, l’Opera si rende disponibile a valutare l’acquisto di ulteriori edifici storici da destinare ad abitazioni, ponendosi come un’istituzione capace di incidere non solo sulla conservazione dei monumenti, ma sugli equilibri urbani della città.
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