Giulia Piermartiri / Edoardo Delille – Atlas of the New World

Informazioni Evento

Luogo
GALLERIA VALERIA BELLA
Via San Damiano, Milano, MI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

MAR / SAB h. 10 -19 non stop

LUN 15 -19

Vernissage
19/02/2026

ore 18 su invito

Artisti
Edoardo Delille, Giulia Piermartiri
Generi
fotografia, doppia personale

Mostra fotografica di Giulia Piermartiri e Edoardo Delille.

Comunicato stampa

Atlas of the New World è un viaggio fotografico dentro gli scenari futuri del nostro pianeta, una mappa visiva di paesaggi trasformati dalla crisi climatica. Se la fotografia di solito cattura il presente, questo progetto prova a mostrare il futuro. Basandosi su dati scientifici, il progetto propone la fotografia come "bugia autentica", sovrappone immagini di futuri paesaggi ai luoghi reali, proiettandole per un istante nel momento dello scatto. Così, la crisi ecologica diventa visibile nel presente, rendendo tangibile ciò che altrimenti resterebbe astratto.

La tecnica adottata da Edoardo Delille e Giulia Piermartiri si basa su un procedimento interamente analogico. Attraverso l’uso di diapositive che contengono immagini dei futuri paesaggi, queste vengono proiettate per un istante sulla realtà circostante mediante un flash. Durante lo scatto, i soggetti ritratti non vedono ciò che viene proiettato su di loro, continuando a muoversi e agire spontaneamente nella loro realtà. L’immagine finale è il risultato di questa fusione temporanea tra presente e futuro: una visione metaforica che si imprime sulla fotografia, restituendo l’idea di un futuro che ci sfugge ogni giorno che si sovrappone al nostro oggi.

Le fotografie risultanti sono al tempo stesso evocative e inquietanti: i colori vivaci attirano lo sguardo, ma sotto la bellezza apparente si cela un messaggio urgente. Questo gioco di livelli narrativi invita a riflettere sulla fragilità del nostro mondo e sulla necessità di agire, immortalando il cambiamento climatico non solo come sfida del presente, ma come interrogativo cruciale per il futuro. Atlas of the New World diventa così non solo un'opera artistica, ma anche uno strumento di consapevolezza, un ponte tra scienza, arte e immaginazione.

Amitav Ghosh, in La grande cecità (2016), parla di una "crisi dell'immaginazione" nella nostra incapacità di comprendere davvero il cambiamento climatico. L'Atlante risponde a questa sfida trasformando dati e scenari futuri in immagini concrete. Qui, il passato, il presente e il futuro si intrecciano: il mondo non è più qualcosa di statico, ma un continuo divenire: immaginare il futuro diventa un atto di resistenza e possibilità.

Il modo in cui immaginiamo il futuro influenzerà il modo in cui quel futuro si realizzerà. Per questo abbiamo bisogno di un immaginario che vada oltre la paura, che non si limiti a registrare la perdita, ma sappia anche tracciare nuovi orizzonti. Atlas of the New World non è solo un documento di ciò che rischiamo di perdere, ma un manifesto visivo per ripensare il nostro futuro.