A Istanbul c’è un piccolo museo fuori rotta che nasconde un mosaico pavimentale di epoca romana
Inaugurato alla fine del 2023, il Museo dei Mosaici di Zeytinburnu è una destinazione ancora poco conosciuta dai numerosi turisti che visitano Istanbul. Eppure conserva il più esteso complesso musivo rinvenuto fuori dalle antiche mura della città. All’interno di un ex ospedale militare
Sulla sponda europea di Istanbul, affacciato sul Mar di Marmara sulla strada che dall’aeroporto internazionale Ataturk conduce alla città antica di Sultanahmet, Zeytinburnu è un distretto di Istanbul solitamente fuori dalle principali rotte turistiche, e anche per questo meritevole di una deviazione.
Zeytinburnu. L’antica porta di accesso Costantinopoli
Anticamente, l’area dava accesso alle mura fortificate di Costantinopoli e non è un caso che il quartiere ospiti oggi il Panorama 1453 History Museum, che propone ai visitatori un viaggio a ritroso nel tempo per rivivere la memorabile Battaglia di Costantinopoli, quando dopo un lungo assedio la città fu conquistata dagli Ottomani di Maometto II Il Conquistatore.
Più recente è l’apertura del Museo dei Mosaici di Zeytinburnu, inaugurato alla fine del 2023 all’interno di un ex ospedale ottomano, riqualificato per accogliere il Kazlıçeşme Arts Centre.
Il Museo dei Mosaici di Zeytinburnu
Il progetto è nato per tutelare e valorizzare un vasto complesso di mosaici pavimentali venuto alla luce durante le operazioni di restauro del sito, a partire dal 2015. E nonostante la portata eccezionale del ritrovamento, in una città tra le più ricche al mondo di testimonianze storiche e artistiche, il museo è ancora una destinazione poco conosciuta dal turismo internazionale.
Rimasto nascosto per secoli, il tappeto di mosaici, perfettamente conservato, è emerso a circa un metro e mezzo di profondità dapprima nell’area sotto all’ex ospedale, poi – grazie a una nuova campagna di scavi condotta a partire dal 2019 – anche oltre i limiti dell’edificio, confermandosi uno dei più estesi complessi musivi rinvenuti in città, fuori dalle mura storiche. Durante le ricerche è inoltre emerso un sarcofago in marmo con i resti di due persone. E ora il Museo dei Mosaici permette di osservare dall’alto, passando su una passerella vetrata sopraelevata, un pavimento esteso per circa 190 metri quadrati con decorazioni policrome raffiguranti stelle, geometrie, composizioni poligonali e motivi floreali. La datazione attribuita dagli archeologi porta al IV–V secolo d.C., ed è probabile che l’ambiente facesse parte di una villa romana locale.

Il Centro per le Arti realizzato all’interno di un ex ospedale militare
Alle testimonianze del passato, il Kazlıçeşme Arts Centre ha associato una vivacità culturale ugualmente degna di nota. Il centro ospita accanto agli spazi espositivi e al museo anche una biblioteca, una caffetteria con ristorante e ambienti votati ad accogliere una ricca programmazione di eventi. L’edificio originale, con le sue caratteristiche mura in mattoncini rossi, data al 1893, e il progetto di riqualificazione è stato condotto nel 2020 dallo studio di architettura NUN, che ha ricavato al pian terreno le sale della galleria Kazlıçeşme Sanat adibita all’allestimento di mostre e progetti di arte contemporanea. Per il museo, NUN ha realizzato una struttura in corten annessa all’edificio, concepita come guscio protettivo dei mosaici, e semiaperta per far filtrare aria e luce.
Livia Montagnoli
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