Sarah Ciracì – Sconfina

Informazioni Evento

Luogo
ROSSANA CIOCCA
Via Aleardo Aleardi, 11, Milano, MI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Visible 24 hours a day

Vernissage
19/02/2026

ore 18.30

Artisti
Sarah Ciracì

SCONFINA è un progetto che vuole oltrepassare i confini di un dato territorio e uscire dai limiti determinati dall’argomento, è uno spazio aperto al dialogo 24 ore su 24 senza tempi imposti. Cerca notte e giorno sguardi curiosi fra i passanti frettolosi.

Comunicato stampa

SCONFINA è un progetto che vuole oltrepassare i confini di un dato territorio e uscire dai limiti determinati dall’argomento, è uno spazio aperto al dialogo 24 ore su 24 senza tempi imposti. Cerca notte e giorno sguardi curiosi fra i passanti frettolosi.

SCONFINA nasce dal dialogo fra Rossana Ciocca ed Helga Franza

Partner di progetto: Fondazione Arthur Cravan, Milano

Sconfina | Sarah Ciracì | System failure

Dal 19 febbraio al 12 aprile 2026

Visible 24 hours a day | Via Aleardo Aleardi 11, Milan

Inaugurazione giovedì 19 febbraio dalle ore 18.30.

Il nuovo video di Sarah Ciracì, realizzato per il progetto sconfina, dal titolo System Failure, mette in corto circuito due immaginari tecnologici opposti ma profondamente connessi: lo spazio e l’universo come luoghi di conquista, progresso e utopia scientifica, e la Terra come spazio di collasso, sorveglianza e distruzione.

Da sempre l’artista indaga l’immaginario scientifico e spaziale come strumento per leggere criticamente il presente. Il progetto prende forma come un video in continuità, un asse visivo che mette in relazione le impronte lasciate dall’uomo sulla superficie lunare — simbolo della conquista tecnologica — con immagini aeree di Gaza dopo i bombardamenti, ottenute attraverso riprese satellitari, droni ed elaborazioni digitali.

La visione dall’alto, tecnologica e non umana, annulla la distanza tra esplorazione e conflitto, generando un cortocircuito visivo tra spazio extraterrestre e spazio urbano raso al suolo. Nel passaggio dalla Luna a Gaza e viceversa, emerge il fallimento di un sistema che ha sviluppato strumenti sempre più avanzati di visione e controllo senza una corrispondente attenzione alle conseguenze umane e politiche del loro utilizzo.

Osservata dall’alto, la città perde i suoi riferimenti vitali e si presenta come un paesaggio craterizzato, simile a un corpo celeste privo di vita; allo stesso modo, la presenza umana si riduce a segni minimi, quasi indistinguibili, all’interno di una visione astratta e distante.

La guerra, del resto, è storicamente un acceleratore tecnologico: è nei contesti di conflitto che vengono concentrati ingenti investimenti in ricerca e sviluppo. Tuttavia, il rovescio di questa spinta alla conoscenza è l’intensificazione della distruzione, così come la scoperta dello spazio ha rappresentato il superamento dei limiti dell’occhio umano, aprendo al contempo nuove forme di controllo e sorveglianza.

Inserito nel contesto urbano, System Failure invita il passante a confrontarsi con immagini al tempo stesso familiari e disturbanti, mettendo in discussione l’idea di progresso tecnologico e il ruolo delle immagini nella costruzione della percezione del conflitto contemporaneo.

SCONFINA | PUBLIC PROGRAM

Nei mesi di marzo e aprile sono previste due pratiche di incontro con l'artista: occasione di dialogo, scambio e approfondimento intorno al suo lavoro e alla realtà in cui vive e opera.

Sarah Ciracì

Sarah Ciracì (1972) è un’artista italiana che vive e lavora a Milano. Attiva dai primi anni Novanta, la sua pratica artistica esplora le relazioni tra essere umano, tecnologia, cultura pop e mass media, muovendo da una condizione di spaesamento generata dall’accelerazione scientifica e dal progresso tecnologico.

Attraverso l’uso di strumenti digitali – dalla fotografia manipolata al video fino alle installazioni – Ciracì costruisce universi visionari caratterizzati da una “natura artificiale”, in cui realtà e finzione si sovrappongono. Il suo immaginario dialoga con la fantascienza letteraria e cinematografica, in particolare con autori come Philip K. Dick e J. G. Ballard.

Dai primi lavori sul paesaggio, inteso come spazio astratto e privo di presenza umana, la ricerca dell’artista si è progressivamente concentrata su immagini di esplosioni atomiche tratte da archivi storici, rielaborate attraverso cromatismi fluorescenti ed effetti luminosi, spesso accompagnati da una forte componente sonora.

Nella sua produzione ricorrono inoltre dischi volanti e astronavi, elementi iconici della cultura pop e fantascientifica che l’artista rielabora criticamente, trasformandoli in dispositivi visivi per riflettere sul futuro dell’umanità e sulle implicazioni culturali e sociali della tecnologia.