Con una grande mostra a Madrid si riscopre Maruja Mallo, artista visionaria del Novecento spagnolo

Protagonista della “Generazione del ‘27”, ha unito i linguaggi delle avanguardie e un femminismo primordiale dando forma a una ricerca artistica personalissima. L’opera e la vita di Maruja Mallo sono ora al centro di una grande mostra al Museo Reina Sofía 

Il Museo Reina Sofia dedica una mostra alla riscoperta di Maruja Mallo (Lugo, 1902 – Madrid, 1995), artista visionaria e innovatrice, vissuta fra Spagna e Argentina e per molti ancora sconosciuta. La retrospettiva, curata da Patricia Molins, riunisce un centinaio di dipinti, disegni, stampe, ceramiche, fotografie e documenti, con prestiti provenienti da grandi musei, come l’Art Institut of Chicago o il Pompidou di Parigi, e da istituzioni pubbliche e private soprattutto sudamericane. Per la Spagna, questo significa saldare un debito storico nei confronti di un’artista pioniera e indipendente, riconoscendo il ruolo rilevante che avuto nell’avanguardia spagnola e internazionale, malgrado un percorso creativo vario e talvolta incoerente. 

Maruja Mallo nel suo studio a Buenos Aires con la serie "La religion del trabajo", 1939. Courtesy Jose Ignacio Abeijòn, Madrid
Maruja Mallo nel suo studio a Buenos Aires con la serie “La religion del trabajo”, 1939. Courtesy Jose Ignacio Abeijòn, Madrid

Maruja Mallo, artista inclassificabile 

Basta accedere alla prima sala per rendersi conto che Maruja Mallo è davvero un’artista inclassificabile. Le cinque Verbene, riunite per la prima volta insieme, condensano elementi ispirati a correnti diverse del Novecento. Arte popolare, surrealismo, pittura naïf, espressionismo, simbolismo e astrazione geometrica convivono nelle cinque tele dai titoli diversi, ma dal soggetto simile, dipinte tra il 1926 e il 1927 ed esposte a Madrid per la prima nel 1928, per iniziativa del filosofo José Ortega y Gasset. Sono affollate di uomini, donne e strani animali che sembrano usciti da un circo o da una sfilata di carnevale, più che partecipare a una sagra popolare, come suggerisce il titolo della serie. In questo strampalato lunapark, pieno di macchine da divertimento, c’è posto per la critica sociale, le diversità razziali, le scoperte della scienza e i fatti di storia contemporanea, temi che Maruja Mallo illustra con tinte accese e tratti talvolta grotteschi, in una sequenza narrativa che evoca la simultaneità del montaggio cinematografico. 

Maruja Mallo è il volto femminile della “Generazione del ‘27” 

Maruja Mallo appartiene alla cosiddetta Generazione del ’27, ossia al gruppo di letterati, artisti e intellettuali che, negli anni precedenti la Guerra Civile (1936-39), approfittano del clima di apertura culturale della Seconda Repubblica per rinnovare i linguaggi artistici in Spagna. Maruja è una ragazza determinata, libera e sicura di sé che si muove con disinvoltura al fianco di personalità come Salvador Dalí (suo compagno all’Accademia di Belle Arti), Federico García Lorca e Luis Buñuel, e mantiene una relazione breve, ma importante con lo scrittore Rafael Alberti, futuro Premio Nobel. Nel clima d’avanguardia, la giovane gallega propone una cosmogonia femminile inedita e sperimenta linguaggi plastici diversi, dall’arte figurativa all’informale astratto, dalla natura morta all’arte geometria, dall’illustrazione al teatro. La modernità di Maruja si intravede già nella maniera di firmare le opere, con caratteri grafici da designer, e nello sforzo di documentare il suo lavoro attraverso la fotografia, ritraendosi spesso tra le opere del suo studio.  

La mostra al Reina Sofía di Madrid 

L’allestimento raggruppa le diverse serie che l’artista realizza nel corso di tutta la sua lunga e prolifica carriera, alla ricerca continua di una cifra stilistica propria, di forme e di formati consoni alle necessità produttive, alternando macrocosmi e microcosmi. Le delicate stampe giovanili, che più tardi denomina simbologrammi per la frequente presenza di acrostici; la serie Cloache e campanari, grandi tele dai colori cupi, che svelano una visione pessimista e necrofila della realtà, come Lo Spaventapasseri (1930) appartenuto a Sartre; o le tante foto in cui Maruja si autorappresenta in pose e con oggetti simbolici come una moderna performer, rivelando una creatività anticonformista, in bilico tra ironia e serietà. Intenso è anche l’impegno della giovane artista in ambito teatrale, all’epoca de La Barraca, la compagnia itinerante di Garcia Lorca, anche se i suoi bozzetti e i bellissimi figurini per i costumi non saranno mai portati in scena. 

L’esilio in Argentina di Maruja Mallo 

La vicenda artistica di Maruja Mallo subisce forti cesure dopo la partenza per il Sudamerica. Durante la Guerra Civile, lascia Madrid e trascorre un periodo in Galizia, dove crea la serie più celebre, dedicata alla Religione del lavoro, con giunoniche figure femminili dalle forme classiche, che occupano la tela come ne Il Canto delle spighe (1939). L’approdo in Argentina, negli Anni Quaranta, e l’incontro con le civiltà autoctone producono un cambio radicale di estetica: Maruja produce opere di piccolo formato, come le coloratissime Nature vive, piene di riferimenti simbolici all’erotismo femminile, o la serie di Maschere ispirate alla tradizione tribale dei popoli sudamericani e asiatici. Nella stessa linea sono le bellissime teste di donne, dai tratti fisiognomici marcati, che ricordano il sistema di caste del colonialismo spagnolo: come Giovane Negra (1948), recente acquisizione del Reina Sofia (per la cifra record di 300mila euro) e La cerva umana (1948) dal volto intensamente espressivo. 

Grafica, geometria e fantascienza nell’opera di Mallo 

Il ritorno a Madrid nel 1965, in piena dittatura franchista, produce un ennesimo cambio di stile: Maruja è affascinata dalla scienza (la scoperta della quarta dimensione, quella spazio-temporale), dalla fantascienza e dall’esoterismo. Gli strumenti compositivi dell’ultima fase sincretica non cambiano, però, e sono sempre la riga, il compasso e la quadrettatura del foglio. Dipinti e disegni fondono i simboli di tutte le epoche precedenti ed evocano curiose figure spaziali, geometriche e dai colori brillanti. Anche in età avanzata, Maruja Mallo non smette di stupire con la sua modernità e negli Anni Sessanta e Settanta combina forme e colori per creare un immaginario grafico originale, che utilizza soprattutto nel campo dell’illustrazione.

Federica Lonati 

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Madrid // fino al 16 marzo 2026 
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Federica Lonati

Federica Lonati

Federica Lonati (Milano, 1967), giornalista professionista italiana, dal 2005 vive a Madrid. Diploma al Liceo Classico di Varese e laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Milano, si è formata professionalmente alla Prealpina, quotidiano di Varese, scrivendo di cronaca,…

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