Portare le gallerie d’arte internazionali a esporre in un palazzo storico di Genova. Parte un nuovo progetto

Si chiama Pop-up Gallery Genoa e invita gallerie italiane e internazionali a trasferirsi per alcune settimane nel centro storico della città per realizzare un progetto curatoriale inedito. Perché, infatti, le gallerie viaggiano per fiere e non per città?

Abita i palazzi privati e i salotti affrescati della Genova storica l’arte contemporanea con il nuovo progetto di Laura Garbarino (professionista con una lunga esperienze nel mondo delle case d’asta, tra Phillips e Christie’s) Pop-up Gallery Genoa. Nasce tutto da un’intuizione: perché le gallerie viaggiano per le fiere, ma non per le città?

Il progetto Pop-up Gallery Genoa

Garbarino parte da qui per immaginare un modello diverso, capace di attivare il patrimonio architettonico genovese e inserirlo nel circuito internazionale del contemporaneo. “Genova ha un patrimonio abitativo straordinario, come i Palazzi dei Rolli, appartamenti storici incredibili, oltre a risorse ancora autentiche e artigiani attivi. Allora ho immaginato di trasformare questi spazi in residenze temporanee per gallerie. Per esperienza tutti gli artisti che sono venuti a Genova per fare un progetto se ne sono innamorati”, racconta ad Artribune Garbarino. L’idea, dunque, è quella di invitare gallerie italiane e internazionali a trasferirsi per alcune settimane nel centro storico della città per realizzare un progetto curatoriale inedito.

Le gallerie in residenza con il progetto Pop-up Gallery Genoa

L’invito parte da me, gallerie italiane o internazionali con le quali ho una relazione e un comune amore per Genova, le invito a trasferirsi per alcune settimane, occupare un appartamento storico e presentare un progetto curatoriale: mostra, talk, studio visit, opening. Un formato leggero, agile, quasi domestico, ma con una forte ambizione internazionale. Per il resto del tempo in cui non saranno presenti la mostra è visitabile su appuntamento con me”.

Pop-up Gallery Genoa e la ritrovata centralità di Genova nel mercato dell’arte

Non sarà, quindi, una sequenza di eventi isolati. Il progetto ambisce a costruire un ecosistema fatto di gallery-in-residence e, in prospettiva, anche di artist-in-residence, inaugurazioni coordinate, collaborazioni con gli spazi indipendenti già attivi in città, fino a immaginare un vero e proprio Art Weekend genovese in cui tutte le pop-up aprano simultaneamente, attivando musei, gallerie storiche e realtà emergenti. E in questo senso, Pop-up Gallery Genoa si inserisce in un momento particolarmente dinamico per la città. Negli ultimi anni Genova ha visto crescere l’attenzione verso il contemporaneo: dagli spazi indipendenti alle gallerie consolidate, fino alla presenza di operatori e collezionisti internazionali sempre più interessati a un contesto ancora autentico, non saturo.

Il progetto Pop-up Gallery Genoa e il sistema di ospitalità culturale

Genova ha una storia fortissima, ma oggi ha bisogno di una presenza contemporanea visibile e continua. Riattivare spazi vuoti, portare visitatori di qualità, creare opportunità per il tessuto locale e soprattutto cambiare lo sguardo sulla città. Perché a Genova, oggi, manca ancora un sistema di ospitalità culturale strutturato. E colmare questo vuoto significa posizionare la città in modo nuovo”, continua Garbarino.

L’inaugurazione di Pop-up Gallery Genoa

L’inaugurazione del progetto, in programma per il 20 marzo 2026, è affidata alla Ciaccia Levi Gallery Paris/Milan, ospite del progetto con la mostra Quattro esercizi di presenza, che presenterà gli artisti Kenny Dunkan, Francesco Gennari, Ibuki Inoue e Zoe Williams. A fare da cornice Palazzo Giobatta Grimaldi, in Vico San Luca 4, interno 7: “un primo appartamento che funziona da seed space, prototipo di un sistema destinato ad ampliarsi. L’obiettivo è innescare un effetto domino, coinvolgendo altri proprietari di immobili storici, istituzioni, collezionisti e operatori. Una costellazione di presenze temporanee che, sommate, possano generare continuitàRiguardo a Ciaccia Levi mi piace molto come lavorano, hanno competenza e professionalità vissuta con leggerezza. Ne ho parlato a loro perché hanno già un legame con Genova tramite Lisetta Carmi: artista genovese rappresentata da una galleria storica a Genova: Martini e Ronchetti e che loro rappresentano in Francia”, conclude Laura Garbarino.

Caterina Angelucci

Quattro esercizi di presenza (20 marzo – 19 aprile 2026)
Palazzo Giobatta Grimaldi
Vico San Luca 4, interno 7, Genova

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Caterina Angelucci

Caterina Angelucci

Caterina Angelucci (Urbino, 1995) vive e lavora a Milano. È laureata in Lettere Moderne con specializzazione magistrale in Archeologia e Storia dell’arte. Oltre a svolgere attività di curatela indipendente in Italia e all'estero, dal 2018 lavora come giornalista per testate…

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