Fabio Mauri – Arte e ideologia
La mostra approfondirà il lavoro dell’artista, autore e intellettuale romano, tra i più indiscussi protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento, in occasione del centenario della nascita (Roma, 1926 – Roma, 2009).
Comunicato stampa
“Fabio Mauri. Arte e ideologia”: si intitola così la mostra che dal prossimo 13 febbraio fino al 29 marzo, nella cornice di Palazzo del Medico Piazza Alberica di Carrara, approfondirà il lavoro dell’artista, autore e intellettuale romano, tra i più indiscussi protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento, in occasione del centenario della nascita (Roma, 1926 – Roma, 2009).
La mostra, curata da Angelo Capasso, Direttore Artistico di “Com.unità dell’arte diffusa”, critico d’arte e docente di Storia dell’Arte Contemporanea e Storia e Metodologia della Critica d’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, e realizzata con la collaborazione dello Studio Fabio Mauri di Roma, propone un percorso all’interno del lavoro di Mauri concentrandosi sul tema che ha attraversato trasversalmente la sua riflessione teorica e la sua opera d’artista per tutto il corso della sua carriera: l’ideologia.
In esposizione ci sarà un folto numero di opere attraverso cui la relazione tra arte e ideologia assume un carattere esplicito tra film che documentano le performance più note dell’artista (tra cui “Che cosa è il fascismo”, “Ideologia e Natura”, “Europa Bombardata”) e una serie di installazioni, tra cui il capolavoro Il Muro Occidentale o del Pianto, assieme a sculture e disegni che nell’insieme contribuiscono a ricostruire un pensiero visivo che rivendica la sua forte attualità. “La mostra – spiega Angelo Capasso nel catalogo - intende dare consistenza visiva ad un concetto filosofico che ha avuto un forte protagonismo nella storia di Carrara presentando il lavoro di un’artista che ha riconosciuto nell’arte la forza di ‘rendere visibile efficacemente l’ideologia e di muovere la nostra consapevolezza più profonda nei suoi confronti, perché l’arte, dice Mauri, enuclea il senso più della scienza e forse più della filosofia. Fa stare in piedi il mondo verosimile, Dio, l’uomo, i sentimenti, i pensieri, il giudizio generale e particolare sull’enigma dell’universo. Perciò mi dico anarchico, perciò mi coltivo come artista’ ” (Fabio Mauri, Formazione del Pensiero Anarchico, 1973)”. Lo spettatore troverà in mostra anche opere inedite, tra cui alcune opere del ciclo Formazione di un pensiero anarchico, originariamente prodotte nel 1973, rilette dall’artista in una nuova versione mai esposta nel 1995, Il Ritratto dell’Anarchico Galli e una serie di opere del ciclo Celebrity (opere su carta).
L’iniziativa è parte nel fitto calendario di eventi - tutti a ingresso gratuito e consultabili online – di “COM.UNITÀ DELL’ARTE DIFFUSA” (sintetizzato con C.O.M., acronimo di City Open Museum). Si tratta del nuovo progetto di arte diffusa (transmediale, multimodale, interattiva), guidato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, che mette in dialogo territori, istituzioni accademiche e culturali italiani, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico italiano e trasformare città, borghi e piazze in un unico spazio creativo comune.
“Ogni progetto, ogni sede, ogni artista, ogni studioso partecipa a C.O.M. con un suo contributo all’Arte, e le Arti, prese in questo grande contenitore, si presentano come gli arti di un corpus totale, com-posito e com-posto, tenuto insieme dalla cornice concettuale ed elastica di C.O.M., dove ogni esperienza è atta a produrre uno spirito di comunità laboriose con audience sempre diverse” – commenta Capasso – “Attraverso queste iniziative e una forte componente digitale e archivistica, C.O.M. crea luoghi mentali che reinterpretano la vocazione dell’arte a vivere al di fuori di confini rigidi, all’interno di una totalità, secondo quella spinta wagneriana che oggi si esprime come una grande COM.unità (con)temporanea”.
Sempre nell’ambito del progetto, spicca anche la mostra “Flavio Costantini. Anarchici” che, inaugurata lo scorso dicembre, resterà aperta fino a domenica 01 febbraio, anch’essa nel Palazzo del Medico in piazza Alberica a Carrara. Si tratta della prima mostra nella città toscana dedicata a questo artista a cento anni dalla sua nascita. Pittore e illustratore, la ricerca visiva di Costantini coniuga rigore formale e sensibilità narrativa e approfondisce i rapporti tra immagine, memoria e identità, trasformando temi complessi in composizioni essenziali ma dense di significato. Curata sempre da Angelo Capasso e da Anna Costantini, l’esposizione raccoglie 25 opere – per la prima volta presentate insieme – dedicate ai protagonisti del movimento anarchico di fine Ottocento – inizio Novecento, realizzate tra gli anni ’60 e ’70. L’allestimento non si limita solo a esporre le opere ma anche le didascalie che furono scritte dallo stesso Costantini sul suo metodo di lavoro, restituendo dettagli, eventi e testimonianze in modo quasi ossessivo.
Fino al 15 marzo 2026 prosegue inoltre “Poetiche dell’oggetto” al Museo CARMI Museo Carrara e Michelangelo a Villa Fabbricotti sempre di Carrara. Anch’essa curata da Angelo Capasso, l’esposizione propone lo stato dell’arte sulla scultura attraverso il lavoro di sei protagonisti dell’arte contemporanea: Aron Demetz, Flavio Favelli, Paolo Grassino, Davide Rivalta, Pietro Ruffo, Nicola Samorí. La mostra è l’occasione per ammirare opere in grado di proporre uno sguardo ampio sul lavoro dello scultore e come questo si sia trasformato attraverso la storia degli ultimi vent’anni.
INFO:
Fabio Mauri. Arte e Ideologia
a cura di Angelo Capasso
in collaborazione con Studio Fabio Mauri - Roma
coordinamento e organizzazione Fabiola Manfredi
13 febbraio - 29 marzo 2026
Inaugurazione venerdì 13 febbraio ore 18.00
Palazzo Del Medico, Piazza Alberica 5 - Carrara
Info e orari: martedì - domenica 15.00 - 19.00
www.cityopnemuseum.com| www.fabiomauri.com/i
Fabio Mauri
Nato a Roma il primo aprile del 1926, Fabio Mauri muove i primi passi nel mondo dell’arte all’inizio degli anni Cinquanta, esordendo nel 1954 con una mostra personale alla Galleria del Cavallino di Venezia dove espone i suoi primi dipinti e disegni su carta. Nel 1957 l’artista realizza il suo primo Schermo, opera germinale su cui si innesta tutta la successiva ricerca artistica. A Roma, Mauri affianca l’impegno nelle arti visive a quello di regista teatrale e collaboratore nella casa editrice dello zio Valentino Bompiani. Frequenta artisti e intellettuali dell’ambiente romano intorno a Piazza del Popolo, collabora a programmi televisivi, scrive canzoni e spettacoli teatrali, è vicino ai poeti del Gruppo 63 con alcuni dei quali fonda la rivista “Quindici”. Negli anni Settanta Mauri sposta l’asse del suo lavoro verso una ricerca di segno ideologico.
La prima opera a trattare questo tema è la performance Che cosa è il fascismo del 1971 seguita, a pochi mesi di distanza, dall’installazione con performance Ebrea in cui Mauri porta alla luce gli orrori prodotti dall’ideologia nazi-fascista. Molti sono i capolavori prodotti in questi anni in cui l’artista decostruisce la macchina ideologica mettendone in evidenza storture e aberrazioni. Dopo la storica performance Intellettuale (1975), in cui Mauri proietta il film Il Vangelo Secondo Matteo “sul petto” del regista Pier Paolo Pasolini, l’artista realizza una serie di installazioni con proiezioni di opere cinematografiche su corpi e oggetti: tutto il mondo è schermo e il raggio di luce, che trasmette forme proprie di pensiero su superfici non neutre che ne intercettano il segnale, modifica il senso dell’oggetto dando vita a nuovi significati. Nel 1979 Mauri inizia a insegnare presso l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, durante la quale dà vita, insieme ai suoi studenti, alle performance Gran Serata Futurista 1909-1930(1980) e Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca (1989).
Nel 2000 fonda l’associazione Studio Fabio Mauri – Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo finalizzata alla produzione e alla conservazione delle opere e del suo archivio. L’artista si è spento il 19 maggio 2009.
L’ideologia è un tema chiave del suo lavoro. Nel testo Che cosa è, se è, l’ideologia nell’arte dedicato a questo argomento, Mauri compie una disamina con cui si chiarisce l’aspetto strisciante e ibrido di quello che è l’Ideologia. In particolare, dice: “Cercare nei testi una definizione stretta, dopo Destutt De Tracy che ne inventò il termine, è impresa persa. Tema e termine ‘ideologia’ enumera tali trasformazioni di contenuto da non potersi cogliere tra le sue versioni che un’unica costante, inessenziale alla definizione: “d’essere una postazione che ondula tra un credito e un discredito totali. E dato che le sue versioni, prima ancora che le teorie che ne dipendono, sono talmente varianti, l’ideologia diviene notevole per il suo solo uso pratico. In ragione del suo difetto: la profonda mutevolezza. Senza che alcuno statuto l’afferri al volo e, per così dire, la inchiodi a un senso certo e fermo” (Documenti per l’arte Contemporanea, n. 11, 1984).
Le opere di Fabio Mauri sono state esposte in prestigiose sedi internazionali quali il PS1 di New York, il Walker Art Center di Minneapolis, il Moca di Los Angeles, il Philadelphia Civic Center Museum, il Centre Pompidou, Jeu de Paume e Le Bal di Parigi, La Caixa di Barcellona. A partire dal 1994 gli sono state dedicate importanti retrospettive alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, alla Kunsthalle di Klagenfurt, al Museo Le Fresnoy di Lille, al Palazzo Reale di Milano, al Museo Madre di Napoli, l’Heart Museum di Herning, al Museo del Novecento di Firenze, al Castello di Rivoli e importanti sale alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, al Museo Punta della Dogana a Venezia, al Mamco di Ginevra, nonché a DOCUMENTA(13) di Kassel, alla 14ma Biennale di Istanbul e a sei Biennali di Venezia.
Cos’è C.O.M.unità dell’arte diffusa
C.O.M. è un museo a cielo aperto, un luogo mentale che varca i confini della tradizionale distribuzione topografica e geografica dell’arte tra le città, le piazze, i parchi. Dall’Accademia di Belle Arti di Carrara si slancia un progetto che intende costruire uno spirito di comunione tra le comunità delle arti secondo un sistema a cerchi (centri) concentrici, in cui i progetti dei Conservatori, delle Accademie e delle Università che hanno accolto l’invito si inanellano l’un l’altro generando a loro volta altre comunità che condividono le esperienze scaturite da ogni singolo, come una costellazione temporanea fatta di differenze, in cui ogni territorio, contesto culturale locale, o sensibilità alla ricerca, mantiene la propria identità. Il risultato è la generazione di luoghi mentali che reinterpretano la vocazione dell’arte a vivere al di fuori di confini rigidi, all’interno di una totalità, secondo quella spinta wagneriana che oggi si esprime come una grande comunità (con)temporanea.
Finanziato nell’ambito del PNRR, C.O.M. coinvolge 18 istituzioni accademiche che contribuiscono all’iniziativa con competenze multidisciplinari, spaziando dal design e le arti applicate alla tecnologia, dal teatro alla danza, dal cinema alla musica fino alle arti performative. Il progetto mette al centro la ricerca artistica contemporanea, valorizzando il lavoro di artisti, studiosi e studenti italiani e internazionali impegnati a interpretare il territorio, la memoria, la storia, le tematiche sociali e i fatti estetici. Allo stesso tempo amplia l’offerta didattica del sistema AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), creando nuove dimensioni formative trasversali tra le arti e le scienze, moduli e percorsi di ricerca dedicati all’interazione tra digitale, arte contemporanea e tecnologica.