La Fondazione Pini di Milano inaugura un nuovo spazio espositivo per sostenere la giovane creatività
Segna l’avvio di una nuova fase operativa l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo al piano terra della fondazione che si apre sempre di più alla sperimentazione, al dialogo con la città e alle pratiche contemporanee
Un nuovo spazio pensato come cantiere aperto e pronto ad accogliere installazioni, progetti site-specific e linguaggi ibridi ha fatto da cornice alla proclamazione dei vincitori e alla mostra del Pini Art Prize 2025/2026, promossa dall’omonima fondazione nata nel 1991 per diffondere l’opera pittorica di Renzo Bongiovanni Radice (Milano, 1899 – 1970). L’inaugurazione segna così l’avvio di una fase operativa orientata alla sperimentazione, al dialogo con la città e alle pratiche contemporanee under 35.
La Fondazione Pini di Milano inaugura un nuovo spazio espositivo
Il Pini Art Prize nasce infatti per sostenere giovani artisti, poeti e ricercatori non solo attraverso un riconoscimento economico, ma offrendo tempo e spazio di ricerca. Tre le sezioni – Arti Visive, Poesia e Ricerca – che dialogano tra loro nel solco dell’identità stessa della Fondazione, storicamente fondata sull’incontro tra scrittura e arti visive. Un premio che promosso con l’idea di un ecosistema culturale integrato, in cui le pratiche artistiche, la parola poetica e la ricerca storica condividono domande, metodi e responsabilità.
La mostra del Pini Art Prize 2025/2026
Per la sezione Arti Visive (presieduta dalla curatrice Cecilia Guida), la giuria ha assegnato il premio a Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati, riconoscendo la peculiarità di una ricerca a due voci che si muove su un terreno complesso, in cui questioni legate alla governance, allo spazio urbano e alle forme della collettività vengono rilette attraverso dispositivi estetici mai illustrativi. Una pratica che non documenta il reale, ma lo interroga, mettendo in crisi narrazioni consolidate e aprendo scenari di riflessione politica. Nell’autunno 2026 il duo realizzerà una mostra personale nel nuovo spazio della Fondazione, in un dialogo particolarmente significativo con il contesto milanese e con i temi dell’abitare e della città. Ma tutti i finalisti sono presenti in mostra (visitabile fino al 13 febbraio 2026 al piano terra della fondazione in Corso Garibaldi 2), tra cui Diana Anselmo, Martina Cioffi, Beatrice Favaretto, Marta Magini, Grace Martella, Sathyan Rizzo, Camilla Salvatore e Luisa Turuani, tra video, installazione, fotografia e scultura. Ad accompagnare un public program di incontri e visite guidate condotte dai curatori.
La sezione dedicata alla poesia del Pini Art Prize 2025/2026
Accanto alle arti visive, il premio conferma anche la propria attenzione alla scrittura poetica contemporanea (con la supervisione di Franco Buffoni). Il riconoscimento per la sezione Poesia è andato a Francesco Ottonello: la sua scrittura, capace di attingere al sardo-latino, al greco arcaico e all’italiano contemporaneo, costruisce una tensione epica che si radica nella tradizione per parlare con forza al presente. Ottonello pubblicherà la sua silloge nella collana LyraGiovani di Interlinea.
La sezione dedicata alla ricerca del Pini Art Prize 2025/2026
Per la sezione Ricerca (affidata a Davide Dall’Ombra), il premio è stato assegnato a Martina Colombi per uno studio dedicato al mercato dell’arte milanese nella seconda metà dell’Ottocento, con un focus sul ruolo degli antiquari. Una ricerca di archivio che restituisce la complessità delle reti commerciali e culturali che hanno contribuito a definire il gusto collezionistico europeo. Un lavoro che dimostra come la ricerca storica possa ancora aprire prospettive inedite sulla costruzione delle istituzioni culturali contemporanee.
Caterina Angelucci
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