Quotidianità e sperimentazione interdisciplinare nell’edizione 2026 della Biennale di Chengdu. Tutte le novità

Oltre 250 artisti da tutto il mondo per una grande esposizione che trasforma la vita di ogni giorno in poesia visiva e laboratorio del futuro

È il Museo d’Arte di Chengdu in Cina la cornice di Pulse of Life: Biennale Chengdu, che inaugura l’edizione 2026 con la presenza di oltre 250 artisti provenienti da tutto il mondo. Guidata dall’Ufficio municipale della cultura, della radio, della televisione e del turismo di Chengdu e organizzata dal polo d’arte cinese, la Biennale si pone come una piattaforma internazionale capace di connettere la ricerca artistica globale con il tessuto culturale e sociale della città, offrendo al pubblico una lettura sensibile e contemporanea della vita quotidiana. A firmare il progetto curatoriale è Wu Hongliang, con la direzione artistica di Wang Shaoqiang.

L’edizione 2026 della Biennale di Chengdu in Cina: tutte le novità

Il tema di questa edizione, Pulse of Life, rilegge il concetto di “fumosità e vitalità della vita quotidiana” come metafora dell’esistenza, intrecciandolo con l’idea di “indice” (intesa come strumento di osservazione razionale e analitica). La mostra si articola in sei sezioni tematiche — Ciò che vale la pena, Meraviglie del quotidiano, Prisma urbano, Attraversare il tempo e lo spazio, Ritornare alla vita e Ventiquattro ore — organizzate da un team internazionale di curatori negli spazi interni del museo d’arte cinese, a cui si aggiunge un’ampia area espositiva all’aperto.

Biennale di Chengdu: gli artisti

La Biennale riunisce oltre 250 artisti provenienti da 29 Paesi e regioni dei cinque continenti, con una presenza internazionale senza precedenti nella storia dell’evento. Accanto a protagonisti della scena artistica globale come Bernar Venet, Julian Opie e Daniel Buren, trovano spazio anche artisti italiani come Giuseppe Stampone, Enzo Cucchi e Giorgio Cattani (per citarne solo alcuni) e figure centrali dell’arte moderna e contemporanea cinese, quali: Qi Baishi, Xu Bing, Liang Quan, He Duoling, Yin Xiuzhen e Jiao Xingtao. Questa ampiezza di voci e linguaggi restituisce al pubblico le tendenze più avanzate dell’arte contemporanea, confermando la città di Chengdu un crocevia culturale capace di dialogare con il mondo senza perdere la propria identità.

Le tradizioni e le abitudini di Chengdu al centro della Biennale d’arte cinese

Dal dialetto locale alle case da tè, dall’hip-hop alla cultura popolare: le tradizioni della vita quotidiana di Chengdu vengono declinate in esperienze artistiche, aprendosi alla tecnologia, all’intelligenza artificiale, alla musica, alla moda e al patrimonio culturale. La partecipazione di creativi provenienti da ambiti diversi, come il premio Oscar Ye Jin-tian, il musicista Hu Xiao’ou e il team della scienziata Gou Maling, rafforza la visione di un ecosistema “arte +”. A questo si affianca un ricco programma di attività pubbliche ed educative, mostre diffuse, musei pop-up e progetti partecipativi che trasformano i cittadini da spettatori a protagonisti, facendo della Biennale di Chengdu un’esperienza collettiva che va ben oltre lo spazio museale.

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Redazione

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