Rotterdam città d’arte. Ecco come i nuovi musei stanno cambiando (di nuovo) il volto della città

Con l'apertura della nuova sede del Nederlands Fotomuseum a due passi dal neonato Fenix, il più grande porto d'Europa arricchisce ancora la propria offerta culturale. Che esplode di prospettive

Passeggiando a Katendrecht, lungo la riva sud del Nieuwe Maas, a Rotterdam, è difficile ritrovarvi qualcosa del quartiere che meno di un secolo fa costituì la prima Chinatown continentale. Ancor più difficile, oggi, sarebbe riconoscere nel vertiginoso sviluppo verticale, tutto punteggiato di gru, le tracce dell’infame “zakdoekjeskade” il molo delle lacrime dei migranti in partenza per Ellis Island. Non l’avrebbe potuto indovinare un giovane Willem De Kooning, che partì da qui alla volta dell’America, che questo si sarebbe avviato a diventare uno degli epicentri dell’arte contemporanea europea.

Exterior of Fenix, Rotterdam, designed by MAD Architects. Photo © Iwan Baan
Exterior of Fenix, Rotterdam, designed by MAD Architects. Photo © Iwan Baan

Il Fenix Museum e il Nederlands Fotomuseum epicentri della nuova era di Rotterdam

Due gli spazi culturali su cui si sono concentrati gli interessi (e gli investimenti) pubblici e privati: il Fenix Museum e il Nederlands Fotomuseum. Il primo, aperto lo scorso anno nella San Francisco Warehouse su progetto dello studio cinese MAD Architects, è tutto dedicato alla migrazione come fenomeno umano e universale; il secondo, che inaugura il prossimo 7 febbraio nella recuperata fabbrica di caffè Santos, è la nuova casa della più importante collezione fotografica dei Paesi Bassi. Tra le più grandi del mondo, la raccolta ha raggiunto in vent’anni l’astronomica cifra di sei milioni e mezzo di manufatti (in crescita di un altro milione entro il 2028), coprendo duecento anni di storia fotografica olandese.

Com’è il nuovo Nederlands Fotomuseum

È dedicata alla storia di Rotterdam, e alla sua rapida evoluzione, la prima delle due mostre inaugurali, affiancata da una delicata retrospettiva sulla cianotipia che combina radici scientifiche e studi coloniali. Il taglio, per entrambe, è ricercato ma accessibile: “La struttura è molto severa, con tutto questo cemento e acciaio, quindi abbiamo optato per un approccio che fosse chiaro e giocoso, così da avvicinare il pubblico generalista insieme agli appassionati”, spiega ad Artribune il direttore ad interim Roderick van der Lee, che da aprile sarà sostituito dalla neo-nominata direttrice Zippora Elders. Lo spazio – che ospita al primo piano un compendio di storia fotografica olandese, poi gli ambienti di ricerca e quindi due piani per le mostre temporanee – si pone anche come “un luogo di conservazione, archiviazione e digitalizzazione: negli ultimi otto anni abbiamo digitalizzato circa tre milioni di pezzi, abbiamo ancora dieci anni di lavoro davanti. Quando ci siamo chiesti come rendere accessibile il grandissimo patrimonio della raccolta, abbiamo deciso sia di creare degli ambienti climatizzati e protetti per esporre pezzi fragili come i negativi, sia di fornire sul nostro sito una selezione sempre diversa di opere fotografiche con cui raggiungere un pubblico il più ampio possibile”, aggiunge van der Lee.

Nonostante le impressionanti dimensioni e la durezza industriale degli ambienti, il museo fa di tutto per dimostrarsi accogliente. Al piano terra, dei sei totali, c’è una sala studio con libreria (qui c’è la più grande collezione di libri sulla fotografia olandese al mondo), ci sono spazi laboratoriali per avvicinare le famiglie alla fotografia e un photo booth analogico dove immortalarsi, una caffetteria open space (con roastery della stessa Santos) e, all’ultimo piano, un ristorante con vista sul quartiere. Che a sua volta cambia in fretta: sono in arrivo tremila nuovi appartamenti e una spiaggia balneabile. Non è insolito, per i locali, tuffarsi nel fiume (ma solo nelle aree raccomandate): le forti maree, assicurano, lo tengono piuttosto pulito.

Rotterdam città d'arte. Ecco come i nuovi musei stanno cambiando (di nuovo) il volto della città
Rotterdam Skyline photo Robin Utrech

I piani di espansione della cultura di Rotterdam

Non è però solo il quartiere a unire il Fenix e il Fotomuseum, ma una visione: un piano a lungo termine promosso dalla potente Droom en Daad Foundation, finanziatrice in toto del museo delle migrazioni e parzialmente di quello della fotografia. “Nel prossimo decennio Rotterdam si trasformerà in un nuovo centro per la cultura europea, dichiara la stessa fondazione (letteralmente “sogno e azione”), protagonista di una serie di grandi investimenti sia in quest’area – ai musei si aggiunge la Danshuis, il più grande polo d’Europa dedicato alla danza (in apertura nel 2030) – sia nel resto della città, come l’het Park, centralissimo parco e spazio artistico in divenire.

La Fondazione, nata nel 2016, fa capo alla famiglia di miliardari Van der Vorm. Se alcuni la ricorderanno per aver venduto (per quattro miliardi di dollari) la GrandVision a Essilor Luxottica nel 2019, la sua fortuna stemma dalla gestione, nel corso del Novecento, della Holland America Line, cioè la compagnia delle traversate oceaniche per New York. Direttore artistico di questa fondazione – che ha anche contribuito con 80 milioni di euro al completo rinnovamento del Museum Boijmans Van Beuningen (in riapertura nel 2030) – è Wim Pijbes, già direttore della Kunsthal di Rotterdam e del Rijksmuseum di Amsterdam nel suo periodo di rinnovamento.

Rotterdam città d'arte. Ecco come i nuovi musei stanno cambiando (di nuovo) il volto della città
Danshuis, ext., Wall of Dance by Paul Kooiker

I privati che vogliono cambiare il volto culturale dell’Olanda

La Droom en Daad sta quindi facendo a Rotterdam quello che molti privati sommati assieme stanno realizzando nella capitale. Ad Amsterdam il milionario Eduard Zanen ha appena aperto il Drift Museum; nel sobborgo di Zaanstad, fuori città, il collezionista Ernest Mourmans sta aprendo in questi mesi il suo museo ZAMu con parco annesso (la data è fissata alla primavera 2026), e ancora la Hartwig Art Foundation, facente capo al miliardario Rob Defares, pianifica per il 2028 l’apertura dell’Hartwig Museum nel vecchio palazzo di giustizia. Un panorama in rapida evoluzione, che vede però Rotterdam apparire all’orizzonte come seria contendente del titolo di nuova capitale artistica e culturale dei Paesi Bassi.

Giulia Giaume

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

Scopri di più