Sul Lago di Como il borgo di Bellano ospiterà un 2026 all’insegna dell’arte, della cultura e della natura
Si specchia nelle acque del lago di Como ed è storicamente uno dei centri più importanti della zona. Con il progetto BAC Bellano Arte Cultura il comune presenta un palinsesto di attività che unisce tutte le sue meraviglie
Se il genius loci esiste, quello di Bellano è da sempre particolarmente capace di fare il suo mestiere, e adesso viene ripagato dei suoi sforzi. Infatti, davanti alle (secolari) sfide della contemporaneità – tra economie in crisi, una cultura traballante e questioni sociali apparentemente irrisolvibili –, davanti alla domanda “Che futuro immaginare per noi stessi?” che ogni piccolo borgo italiano si pone, il sindaco di Bellano Antonio Rusconi trova risposta proprio del territorio. Il Comune presenta, così, il progetto BAC Bellano Arte Cultura che con il programma Essere uno con il tutto a cura di Chiara Gatti caratterizzerà il 2026.

BAC Bellano Arte Cultura nel 2026
Il titolo è già un – o meglio, il – programma: citando l’Iperione di Friedrich Hölderlin (1797-1799), il desiderio è quello di riunire le meraviglie naturali, storico-artistiche, letterarie e umane che si trovano condensate in un luogo “secondario”. Non una grande città, ma un piccolo borgo con nemmeno 4mila abitanti. Riunirli, questi abitanti, con il luogo e farlo conoscere anche a chi viene da fuori, per essere davvero un’unità viva davanti al tutto che Bellano offre.
Le mostre del programma di BAC
BAC si sviluppa su un itinerario che dal paese esce e si diffonde tra sentieri, parchi e montagne, con un calendario fatto di quattro appuntamenti espositivi principali accompagnati da un public program. Tra la chiesa di San Nicolao – che ora è un museo di arte contemporanea – e il Museo Giancarlo Vitali è già in corso la mostra Elegia per un ghiacciaio di Marco Cordero, in cui protagonista è la fragilità del paesaggio. L’attività espositiva proseguirà con una mostra collettiva diffusa in primavera, quando gli ex voto sui generis di grandi artisti come Piero Manzoni e Lucio Fontana, ma anche di autori viventi saranno esposti non solo nei due musei comunali, ma anche nelle pievi disseminate nei dintorni di Bellano. Come spiega Chiara Gatti, “è un modo di pensare l’arte come spazio di incontro e di trasformazione”. E poi, tra l’estate e l’autunno, una mostra che porterà i fenomeni atmosferici all’interno degli spazi espositivi, con l’opera site-specific di Tonatiuh Ambrosetti. Infine, per chiudere l’anno, le sculture di Marc Didou nella chiesa di San Nicolao dialogheranno a distanza (ma breve) con un autoritratto di Van Dyck, esposto nel Museo Giancarlo Vitali.

L’orrido di Bellano tra natura e letteratura
Non solo arte e presenza umana. Il nome di Bellano è, infatti, soprattutto legato al suo orrido, una gola nata un milione e mezzo di anni fa grazie all’erosione del torrente Pioverna e del Ghiacciaio dell’Adda che, nel corso dei secoli, hanno plasmato la roccia. Questo incredibile canyon è regolarmente aperto al pubblico e visitabile grazie a un sistema di passerelle, recentemente allungato fino a raggiungere la grande cascata a monte. L’orrido dà anche il là a tutto sommato simpatici giochi di parole, come Il bello dell’Orrido, un ciclo di otto incontri letterari a cura di Armando Besio. D’altronde, si è nella terra natale di Andrea Vitali, per cui i libri non possono mancare nel programma culturale di Bellano. I primi quattro appuntamenti, quelli prima dell’estate, sono già stati definiti. Saranno Simone Pieranni, Valentina Tamborra, Marco Balzano e Fabrizio Sinisi a dialogare con il curatore in merito a tematiche che spaziano tra il locale e il globale, attraversando memoria, geopolitica e sfere sacre (ma anche profane, se serve).

Il public program di BAC
Oltre agli appuntamenti de Il bello dell’Orrido, ad accompagnare le quattro mostre del 2026 di BAC c’è un fitto calendario di iniziative pubbliche per favorire l’incontro e la partecipazione in modo fertile, generando una reale conoscenza dei luoghi, vivendoli. Ma non manca uno spin-off “a distanza”: a Milano, negli spazi espositivi di Regione Lombardia, saranno presentati alcuni dei progetti di BAC, per far conoscere Bellano a un pubblico più ampio. E quali sono, quindi, questi progetti? Non solo visite guidate alle mostre con i curatori, ma anche un corso rapido di storia dell’arte contemporanea rivolto agli adulti, mentre i bambini potranno partecipare a laboratori creativi e i giovani studenti delle Accademie al workshop Summer brain-storming. La rassegna DiMartedì, invece, porta studiosi e appassionati a Bellano per valorizzare le risorse del territorio grazie a prospettive differenti. Poi, come promette il titolo di BAC 2026, per unire arte e natura ci sono i sentieri dell’arte condivisa, che consentono di vivere il territorio di Bellano a 360°, scoprendo interventi site-specific immersi nel paesaggio. C’è un gioco di parole – un altro, sì – molto scontato, ma che rende l’idea di cosa sia BAC: tutto il bello di Bellano.
Vittoria Caprotti
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