Giovanni Testori e il libro d’arte

Informazioni Evento

Luogo
BIBLIOTECA SALITA DEI FRATI
Salita dei Frati 4 CH-6900 , Lugano, Switzerland
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

mercoledì- venerdì 14.00-18.00

sabato 9.00-12.00

chiuso il lunedì e il martedì

Vernissage
16/05/2025

ore 18

Curatori
Giuseppe Frangi, Alice Boltri, Pietro Montorfani
Uffici stampa
MARIA GRAZIA VERNUCCIO
Generi
arte contemporanea

La Biblioteca Salita dei Frati di Lugano e l’Associazione Giovanni Testori di Novate Milanese promuovono congiuntamente la mostra “Giovanni Testori e il libro d’arte”, dedicata al rapporto del grande intellettuale milanese con la forma del libro d’artista.

Comunicato stampa

La Biblioteca Salita dei Frati di Lugano e l’Associazione Giovanni Testori di Novate Milanese promuovono congiuntamente la mostra “Giovanni Testori e il libro d’arte”, dedicata al rapporto del grande intellettuale milanese con la forma del libro d’artista. L’esposizione, curata da Alice Boltri, Giuseppe Frangi e Pietro Montorfani, che si inaugurerà venerdì 16 maggio alle ore 18.00 e resterà visitabile fino al 28 giugno 2025, è immaginata in ideale dialogo con la contemporanea mostra del Museo d’arte di Mendrisio Una storia di arte e di poesia, curata da Simone Soldini.

Nel Porticato della Biblioteca Salita dei Frati verranno raccolti per la prima volta tutti i libri d’arte di Giovanni Testori, realizzati nell’arco di vent’anni, dal 1973 al 1994. Scrittore, critico e pittore, Testori trovava nel libro d’arte un terreno privilegiato di convergenza di tutti i suoi interessi e una situazione che gli permetteva quindi di dare rappresentazione ad affinità culturali per lui importanti. Nel suo percorso la scrittura e le arti visive sono sempre state vissute come territori contigui, espressioni necessarie l’una all’altra. La scrittura è stata la chiave per arrivare al segreto delle grandi immagini della pittura e della scultura; le immagini non sono mai state pensate come un corredo ma come emersione visiva di una stretta necessità insita nei testi stessi.

Per questo nei libri d’arte da lui curati non si coglie mai un rapporto di subordinazione tra scrittura e immagine o viceversa. È quasi un’osmosi che si manifesta chiaramente in uno dei volumi più intriganti tra quelli qui esposti, quello realizzato a quattro mani con Samuele Gabai, dove 10 poesie dello scrittore più che accompagnare si intersecano con 16 incisioni dell’artista ticinese a cui era legato da stima e amicizia. Nel volume pubblicato da un grande stampatore d’arte come Giorgio Upiglio la scelta di riprodurre anche i manoscritti delle poesie restituisce una dimensione di contiguità anche visiva tra i due campi espressivi. Una dimensione sottolineata dalla prova di stampa di una delle incisioni su cui Testori è intervenuto con la scrittura dei suoi versi.

«Esporre i libri d’arte di Giovanni Testori in un luogo segnato dalla grande figura di padre Giovanni Pozzi è occasione ricca di significati – sottolinea Giuseppe Frangi -. Si tratta di due personaggi che hanno segnato profondamente la letteratura e la critica del 900. Padre Pozzi e Testori, nati ambedue nel 1923, non hanno mai avuto occasione di collaborare ma tanti sono stati i punti di contatto tra di loro, dalla comune amicizia con Dante Isella al grande amore condiviso per un poeta come Clemente Rebora. I libri esposti sono caratterizzati in molti casi da testi poetici di Testori e sono come un indiretto omaggio al grande filologo».

I libri in mostra raccontano di grandi amicizie personali oltre che culturali, da Mimmo Paladino a Enzo Cucchi, da Federica Galli a Paolo Vallorz fino a Rainer Fetting. La sfera affettiva familiare entra in gioco invece ne L’aquila di Makana (1981), serie di componimenti dedicati al “rito” delle vacanze trascorse da Testori con due delle sue sorelle e i loro numerosi figli a Macugnaga. L’aquila, che regge il pulpito nella parrocchiale del paese, aveva colpito l’immaginario dello scrittore: l’incisione che accompagna il libro era stata affidata al giovane nipote artista, Giovanni Frangi.

In un caso Testori compare non in qualità di scrittore ma di autore delle immagini: è il grande libro con Le conchiglie, che raccoglie 6 sue litografie accompagnate da 14 poesie di Domenico Porzio, critico, scrittore e direttore editoriale. Il libro era stato pubblicato dalla Galleria del Naviglio di Renato Cardazzo nel 1974 e cementava una grande amicizia personale e culturale.