Ultimi giorni per la Biennale di Liverpool. Tutte le immagini della rassegna

La fotogallery racconta le 22 sedi della mostra, con le opere più belle del progetto guidato da Sally Tallant. Tra i curatori della manifestazione c’è anche Francesco Manacorda

Biennale di Liverpool 2016. Foto Chiara Piccolo
Biennale di Liverpool 2016. Foto Chiara Piccolo

Finissage per la Biennale di Liverpool che chiude il 16 ottobre dopo tre mesi e mezzo. Unica biennale britannica, si svolge nella città dei Beatles dislocandosi in 22 sedi, con una addizionale di mostre realizzate da partner e un fitto programma di eventi collaterali che spaziano dalla performance al talk. Sono piazze, gallerie, spazi pubblici, luoghi abbandonati, supermercati cinesi, ristoranti le sedi di questo percorso tutto sommato ben organizzato e compatto che si snoda nei più complessi nodi tematici quali Ancient Greece, Chinatown, Children’s Episode, Software, Monuments from the Future e Flashback (queste le sezioni). Diretta da Sally Tallant – per dieci anni a capo della programmazione della Serpentine Gallery di Londra – è stata una commissione curatoriale composta da Dominic Willsdon, Francesco Manacorda – da cinque anni direttore artistico della Tate di Liverpool –, Raimundas Malašauskas, Joasia Krysa, Rosie Cooper, Polly Brannan, Francesca Bertolotti-Bailey Ying Tan, Sandeep Parmar, Steven Cairns a selezionare i molti artisti presenti.

IL MEGLIO DELLA MOSTRA
Oltre alla fitta programmazione di incontri, tra le cose più interessanti ci sono state senz’altro i monumenti al futuro prossimo di Sahej Rahal, che racconta con le sue sculture scarnificate le icone di un tempo che non è ancora venuto. Bella e completa la mostra alla Tate Liverpool (che si rispecchia nell’accostamento tratto dalla collezione tra Tracey Emin e William Blake, all’interno del progetto Constellations). Con le splendide installazioni di Betty Woodman, protagonista anche della fontana pubblica nello spazio del boardwalk di Liverpool, poco distante, e incursioni nel passato, tra vasi greci e statue provenienti dalla classicità. Stupenda l’installazione Guests di Krzysztof Wodiczko, già progettata e esposta nel 2009 alla Biennale di Venezia, raccontando con le sue finestre smerigliate in video il tema della migrazione e il dramma dei migranti (con accenni interessanti all’Italia). Un buon lavoro, anche se chiaramente un po’ datato. Interessanti anche gli interventi di Koki Tanaka alla Open Eye Gallery – spazio non profit dedicato alla fotografia – con la sua ricerca sociologica sull’occupazione e la grande scala di Mariana Castillo Deball nell’area commerciale di Liverpool One. Ecco tutte le immagini.

– Santa Nastro

http://www.biennial.com/

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.