Dalla facciata della Chiesa di San Nicola a Pisa emerge un intarsio che cita la serie di Fibonacci. Un omaggio al pensiero matematico criptato nella decorazione di una chiesa medievale

Otto secoli avevano reso illeggibili gli intarsi marmorei della lunetta sopra il portale della Chiesa di San Nicola, a Pisa, datata al XII secolo. Di recente, un restauro ha riportato alla luce l’antica decorazione e per Pietro Armienti, docente di Petrologia e Petrografia dell’Università di Pisa, non ci sono dubbi: la composizione nasconde un richiamo alla […]

L'intarsio sulla facciata della Chiesa di San Nicola a Pisa

Otto secoli avevano reso illeggibili gli intarsi marmorei della lunetta sopra il portale della Chiesa di San Nicola, a Pisa, datata al XII secolo. Di recente, un restauro ha riportato alla luce l’antica decorazione e per Pietro Armienti, docente di Petrologia e Petrografia dell’Università di Pisa, non ci sono dubbi: la composizione nasconde un richiamo alla serie di Fibonacci.
Dopo il restauro – spiega il professor Armienti, la cui ricerca è stata pubblicata sul Journal of Cultural Heritage – il messaggio scolpito nella lunetta del portale è emerso in tutti i suoi dettagli e ci ha permesso di dimostrare che il pregevole manufatto, che ha comportato il lavoro congiunto di matematici, teologi, artigiani, celebra le intuizioni che segnarono a Pisa la nascita di una scuola di pensiero capace di trasformare la visione medievale del mondo e di fare della città la culla della pensiero scientifico moderno”.
La famosa successione numerica, scoperta intorno al Duecento dal matematico pisano Leonardo Fibonacci – in cui ciascun numero è la somma dei due precedenti, fatta eccezione per i primi due – sarebbe stata criptata nelle simmetrie e nelle misure degli elementi geometrici che compongono l’intarsio. Secondo una serie di calcoli e misurazioni, la decorazione richiamerebbe i primi nove numeri della successione di Fibonacci. Come fosse un macchinoso abaco, omaggio al genio di uno dei primi grandi matematici del pensiero occidentale. E prologo del passaggio, che sarebbe avvenuto di lì a poco a Firenze, dalla cultura medievale devota alla fede, al pensiero razionale rinascimentale.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.