A Vignola la Rocca torna agli antichi splendori. Con i restauri, parte un progetto di studio e rivalutazione, mentre le pitture murali si accendono di luce

Dopo seicento anni la Torre del Pennello torna ad essere potente mezzo di comunicazione della Rocca di Vignola. Il monumento simbolo della cittadina emiliana – che diede i natali a Jacopo Barozzi – necessitava di opere di consolidamento, in parte dovute allo stress subito durante il terremoto del 2012. Con uno sforzo di pensiero, prima […]

La Rocca di Vignola (foto Giorgio Giliberti)

Dopo seicento anni la Torre del Pennello torna ad essere potente mezzo di comunicazione della Rocca di Vignola. Il monumento simbolo della cittadina emiliana – che diede i natali a Jacopo Barozzi – necessitava di opere di consolidamento, in parte dovute allo stress subito durante il terremoto del 2012. Con uno sforzo di pensiero, prima ancora che di risorse, la Fondazione di Vignola proprietaria dell’immobile decide di unire al classico cantiere una approfondita ricerca storico-scientifica e l’utilizzo degli ultimi ritrovati tecnologici a servizio del rilievo architettonico.
Nasce così Tutti i colori del pennello, piano di valorizzazione dell’edificio e delle sue caratteristiche declinato su vari interventi. Al doveroso consolidamento strutturale si affiancano lo studio, la rivalutazione e la divulgazione delle pitture murali esterne che connotano l’edificio, riunite in un ricco programma di eventi denominato Tracce in Luce che prenderà il via il 5 settembre. Nella giornata inaugurale segnaliamo la presenza del dibattito “Patrimonio culturale: innovazione della tradizione”, che vedrà alternarsi al tavolo presieduto da Valerio Massimo Manfredi (presidente della Fondazione di Vignola), Marco Carminati (Il Sole 24 Ore), Philippe Daverio, Carla di Francesco (MiBACT) e Natalia Gurgone (responsabile del progetto). Noi seguiremo la cerimonia e vi daremo maggiori informazioni, foto e curiosità molto presto…

Claudio Musso

www.tuttiicoloridelpennello.it
www.fondazionedivignola.it

 

 

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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente. La sua attività curatoriale e di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Attualmente è Dottorando presso il Dipartimento delle Arti Visive dell'Università di Bologna, dove ha precedentemente conseguito la laurea specialistica in Storia dell'Arte. Collabora con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Scrive per Artribune e Digicult. Di recente ha curato la sezione Urban Art Media Drifts del LPM - Live Performers Meeting (Roma - Minsk). Nel 2010 è stato invitato come lecturer alla AVANCA | CINEMA International Conference Cinema– Art, Technology, Communication (Avanca, Portogallo) e alla VIII MAGIS – International Film Studies Spring School (Gorizia, Italia).